Percorso formativo in Scienze e Tecnologie Agrarie: struttura e obiettivi
La laurea in Scienze e Tecnologie Agrarie rappresenta oggi uno dei percorsi accademici più strategici per chi desidera lavorare nei settori dell’agricoltura, dell’agroalimentare, dell’ambiente e della sostenibilità. In un contesto segnato dai cambiamenti climatici, dalla transizione ecologica e dalla necessità di garantire sicurezza alimentare a livello globale, le competenze agrarie evolute sono sempre più richieste da imprese, pubbliche amministrazioni e centri di ricerca.
Il percorso formativo tipico in Scienze e Tecnologie Agrarie si articola in:
- Laurea triennale (classe L-25, Scienze e Tecnologie Agrarie e Forestali)
- Laurea magistrale (classe LM-69, Scienze e Tecnologie Agrarie)
- Percorsi di formazione post laurea (master, corsi di perfezionamento, dottorato)
Ogni livello ha una funzione specifica nella costruzione delle competenze e nell’accesso a determinati sbocchi professionali. Comprendere questa progressione è essenziale per pianificare una carriera solida e coerente.
Laurea triennale in Scienze e Tecnologie Agrarie: basi scientifiche e primi sbocchi
La laurea triennale fornisce le basi scientifiche e tecnico-metodologiche necessarie per affrontare le problematiche del sistema agricolo e agroalimentare moderno. Il piano di studi tipico comprende insegnamenti in:
- Discipline di base: matematica, chimica, fisica, biologia
- Scienze del suolo e dell’ambiente: pedologia, chimica del suolo, idrologia
- Coltivazioni erbacee e arboree, orticoltura, frutticoltura, viticoltura
- Zootecnia e alimentazione animale (nei corsi che la prevedono)
- Economia ed estimo agrario, politica agraria, marketing agroalimentare
- Tecnologie agrarie e meccanizzazione, elementi di agricoltura di precisione
Già al termine della laurea triennale è possibile inserirsi nel mondo del lavoro in ruoli tecnici operativi, ad esempio come:
- Tecnico agronomico presso aziende agricole, cooperative o consorzi
- Tecnico commerciale per input agricoli (sementi, fertilizzanti, fitofarmaci, tecnologie)
- Assistente in laboratori di analisi agrarie o alimentari
- Collaboratore in studi professionali di agronomi o società di consulenza
Tuttavia, per accedere alle posizioni a più alta responsabilità e alle professioni regolamentate (come il Dottore Agronomo) è fortemente consigliato proseguire con una laurea magistrale in Scienze e Tecnologie Agrarie.
Laurea magistrale LM-69: specializzazione e accesso alle professioni ordinate
La laurea magistrale in Scienze e Tecnologie Agrarie (classe LM-69) rappresenta il livello di formazione avanzato e consente di sviluppare competenze specialistiche in uno o più ambiti chiave del sistema agricolo e agroalimentare. A seconda dell’ateneo, sono previste diverse articolazioni curricolari, ad esempio:
- Agricoltura sostenibile e agroecologia
- Produzioni vegetali e difesa delle colture
- Gestione delle risorse idriche e del suolo
- Agri-business e gestione dell’impresa agricola
- Viticoltura ed enologia (in sinergia con percorsi specifici)
- Agroalimentare e qualità delle produzioni
La laurea magistrale consente l’accesso all’Esame di Stato per l’abilitazione alla professione di Dottore Agronomo e Dottore Forestale (sezione A) e apre la porta a ruoli gestionali, di ricerca e di coordinamento tecnico.
Competenze chiave sviluppate nella laurea magistrale
Tra le competenze più richieste dal mercato del lavoro e sviluppate nel percorso magistrale troviamo:
- Analisi e gestione dei sistemi colturali complessi, con attenzione a sostenibilità, efficienza d’uso di acqua e nutrienti, riduzione degli input chimici
- Agricoltura di precisione: utilizzo di dati, sensori, immagini satellitari, software GIS per il supporto alle decisioni
- Valutazione economico-finanziaria dei progetti agrari e agroindustriali
- Gestione della qualità e delle certificazioni (biologico, integrato, denominazioni di origine, standard privati)
- Pianificazione territoriale rurale e gestione delle risorse naturali
- Metodologie di ricerca, sperimentazione in campo e analisi dati
È proprio la combinazione di solide basi scientifiche, competenze tecniche avanzate e capacità gestionali a rendere i laureati in Scienze e Tecnologie Agrarie figure centrali nella trasformazione del sistema agroalimentare.
Formazione post laurea: master, corsi di specializzazione e dottorato
Per i giovani laureati che desiderano distinguersi in un mercato del lavoro competitivo, la formazione post laurea rappresenta un fattore strategico. Le principali opzioni sono:
Master di I e II livello in ambito agrario e agroalimentare
I master universitari permettono di acquisire competenze altamente specialistiche e orientate al mondo del lavoro. Alcuni esempi di aree tematiche particolarmente richieste:
- Master in Agricoltura di precisione e digital farming
- Master in Gestione sostenibile dei sistemi agricoli e forestali
- Master in Agroalimentare e qualità: sicurezza alimentare, certificazioni, controllo qualità
- Master in Agri-business e management delle imprese agroalimentari
- Master in Viticoltura, enologia e marketing del vino
- Master in Economia circolare e bioeconomia applicate al settore primario
Questi percorsi, spesso progettati in collaborazione con aziende e stakeholder del settore, includono project work, tirocini e momenti di confronto diretto con il mondo professionale, facilitando l’inserimento lavorativo.
Corsi di perfezionamento e aggiornamento professionale
Accanto ai master esistono corsi di perfezionamento più brevi e mirati, ideali per aggiornarsi su temi specifici o ottenere competenze complementari. Alcuni ambiti tipici:
- Normativa e gestione dei pagamenti PAC e bandi regionali
- Certificazioni di prodotto e di processo in agricoltura e agroalimentare
- Sistemi GIS e telerilevamento per l’agricoltura
- Gestione del rischio in agricoltura e strumenti assicurativi
- Uso sostenibile dei fitofarmaci e difesa integrata
Questi corsi sono particolarmente indicati per chi vuole posizionarsi come consulente specializzato o per chi già lavora e desidera aggiornare il proprio profilo.
Dottorato di ricerca in Scienze Agrarie
Per chi è interessato alla ricerca scientifica o a carriere accademiche, il dottorato di ricerca in Scienze Agrarie o in aree affini rappresenta il percorso naturale dopo la laurea magistrale. I principali ambiti di ricerca includono:
- Miglioramento genetico delle colture e biodiversità agricola
- Adattamento ai cambiamenti climatici e gestione delle risorse idriche
- Agroecologia, sistemi colturali sostenibili e conservazione del suolo
- Innovazioni tecnologiche in agricoltura di precisione e robotica
- Qualità, sicurezza e tracciabilità delle filiere agroalimentari
Il dottorato prepara a ruoli di ricercatore in università, enti pubblici di ricerca e centri privati R&S, oltre che a posizioni tecniche di alto livello nelle grandi aziende dell’agroindustria.
Opportunità professionali per i laureati in Scienze e Tecnologie Agrarie
Gli sbocchi professionali per chi ha completato un percorso in Scienze e Tecnologie Agrarie sono numerosi e diversificati, sia in Italia sia all’estero. Possono essere raggruppati in alcune macro-aree.
Libera professione e consulenza agronomica
Una volta conseguita la laurea magistrale e superato l’Esame di Stato, è possibile iscriversi all’Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali e svolgere attività di libera professione, tra cui:
- Consulenza tecnica alle aziende agricole e agroalimentari
- Progettazione e gestione di impianti colturali e sistemi produttivi
- Piani di fertilizzazione, difesa fitosanitaria e gestione irrigua
- Progettazione e gestione di interventi in ambito rurale e ambientale
- Predisposizione di pratiche per bandi, contributi e misure PSR
- Perizie, stime e valutazioni immobiliari agrarie
Questo percorso è particolarmente adatto a chi desidera costruire un profilo autonomo, con un portafoglio di clienti differenziato e possibilità di specializzarsi in nicchie di mercato ad alto valore aggiunto.
Aziende agricole e agroalimentari
Molti laureati trovano occupazione all’interno di aziende agricole evolute e filiere agroalimentari, assumendo ruoli come:
- Responsabile di produzione in aziende ortofrutticole, vitivinicole o zootecniche
- Responsabile qualità e tracciabilità di filiera
- Plant manager o tecnico di processo in industria agroalimentare
- Responsabile acquisti e rapporti con i fornitori agricoli
- Tecnico commerciale per aziende di input agricoli e di tecnologia per l’agricoltura
In questi contesti, le competenze agronomiche si combinano con capacità gestionali e di supply chain management, sempre più richieste dalle imprese.
Pubblica amministrazione ed enti di controllo
Un ulteriore ambito di inserimento è rappresentato da enti pubblici e organismi di controllo, ad esempio:
- Regioni e Province, uffici agricoltura e sviluppo rurale
- Agenzie per i pagamenti in agricoltura e organismi pagatori
- Agenzie ambientali e consorzi di bonifica
- Organismi di controllo per il biologico e per le denominazioni di origine
In questi ruoli, il laureato in Scienze e Tecnologie Agrarie contribuisce alla attuazione delle politiche agricole, al controllo della conformità normativa e al supporto tecnico agli operatori del settore.
Ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico
Grazie alla forte base scientifica, i laureati possono operare anche in:
- Università e centri di ricerca pubblici o privati
- Centri sperimentali e stazioni di prova varietale
- Dipartimenti R&S di aziende agrochimiche, sementiere, biotech e agri-tech
- Incubatori e startup focalizzate su digital farming, sensori, piattaforme dati
In questo ambito si sviluppano soluzioni innovative per l’agricoltura di domani: nuove varietà resistenti, tecniche di coltivazione più sostenibili, strumenti digitali per ottimizzare rese e ridurre l’impatto ambientale.
Come valorizzare il proprio profilo: competenze trasversali e strategie di carriera
Per massimizzare le opportunità offerte da un percorso in Scienze e Tecnologie Agrarie, è importante affiancare alla preparazione tecnica alcune competenze trasversali e scelte strategiche.
Competenze digitali e data-driven
L’evoluzione verso l’agricoltura 4.0 richiede a giovani agronomi di saper utilizzare strumenti digitali e dati. È utile quindi investire in:
- Formazione su software GIS, telerilevamento, gestione di dati geospaziali
- Conoscenze di base di data analysis e visualizzazione dei dati
- Familiarità con piattaforme e sensori per l’agricoltura di precisione
Lingue straniere e mobilità internazionale
Il settore agroalimentare è sempre più internazionalizzato. Stage, tirocini e programmi come Erasmus, doppi titoli o periodi di studio all’estero permettono di:
- Rafforzare l’inglese tecnico e, se possibile, una seconda lingua
- Comprendere dinamiche e normative di altri mercati
- Costruire una rete di contatti internazionale
Questo è particolarmente prezioso per chi aspira a lavorare in multinazionali, organismi internazionali o contesti di cooperazione allo sviluppo.
Soft skills e networking
Oltre alle competenze tecniche, le aziende cercano profili capaci di:
- Comunicare efficacemente con interlocutori diversi (imprenditori, tecnici, istituzioni)
- Lavorare in team multidisciplinari (agronomi, ingegneri, economisti, ambientalisti)
- Gestire progetti e rispettare tempi, budget e obiettivi
- Mostrare attitudine al problem solving e all’innovazione
Partecipare a convegni, fiere di settore, associazioni professionali e comunità tecniche online aiuta a costruire una rete relazionale solida, spesso decisiva per le opportunità di carriera.
Conclusioni: perché investire in Scienze e Tecnologie Agrarie oggi
Il percorso in Scienze e Tecnologie Agrarie offre un mix unico di competenze scientifiche, tecniche e gestionali, perfettamente in linea con le grandi sfide del nostro tempo: sicurezza alimentare, cambiamento climatico, tutela delle risorse naturali, transizione ecologica delle filiere agroalimentari.
Grazie a una filiera formativa completa (laurea triennale, laurea magistrale, master, corsi di perfezionamento e dottorato), i giovani laureati possono costruire profili altamente spendibili in molteplici contesti professionali, dalla libera professione all’impresa, dalla pubblica amministrazione alla ricerca.
Pianificare in modo consapevole il proprio percorso post laurea – scegliendo con attenzione specializzazioni, esperienze sul campo e opportunità internazionali – permette di trasformare la propria formazione agraria in una carriera dinamica, con prospettive di crescita e un impatto concreto sul futuro dei sistemi agricoli e agroalimentari.