Il Master Cibo e Società esplora il cibo come fatto sociale totale: un nodo in cui si intersecano cultura, economia, politica, ambiente, salute e identità. Lungo il percorso si analizzano i sistemi alimentari dalla produzione alla tavola, con attenzione agli attori, alle istituzioni e alle norme che ne orientano l’evoluzione. Il programma offre strumenti teorici e operativi per comprendere pratiche di consumo, costruzione dei gusti, disuguaglianze alimentari, trasformazioni dell’agroalimentare e governance locale e globale del cibo. Accanto a modelli concettuali solidi, gli studenti acquisiscono competenze metodologiche per la ricerca sociale, la progettazione di politiche e servizi alimentari, il management di iniziative community-based, la comunicazione e l’advocacy, con forte orientamento alla sostenibilità, all’etica e all’impatto.
Aree di specializzazione
Sociologia e antropologia dell’alimentazione
L’area affronta i paradigmi teorici dei Food Studies, dalle teorie classiche sui fatti sociali e simbolici alle prospettive contemporanee su pratiche, identità, genere e potere. Si approfondiscono processi di costruzione sociale del gusto, ritualità domestiche e pubbliche, commensalità, taboo e norme, oltre a migrazioni, ibridazioni culinarie e politiche dell’autenticità. Vengono trattati i contributi di autori come Mary Douglas, Pierre Bourdieu, Sidney Mintz, Arjun Appadurai e le correnti di material culture e practice theory. Attraverso casi studio urbani e rurali, gli studenti apprendono a leggere il cibo come artefatto culturale e come infrastruttura sociale, comprendendo le relazioni tra classe, etnia, media e mercati alimentari.
Sistemi alimentari, sostenibilità e politiche
Questa area copre la struttura e il funzionamento dei food systems, dalla produzione primaria alla distribuzione, ristorazione e consumo, con focus su transizioni sostenibili. Si affrontano i nessi tra sicurezza alimentare, diritto al cibo, climate change, uso del suolo, biodiversità, sprechi e perdite, economia circolare e modelli rigenerativi. Si studiano strumenti di policy multiscalari: Food Policy urbane, Piani di azione locale, procurement pubblico sostenibile per mense, regolazione UE su etichettatura e indicazioni geografiche, framework FAO e SDGs. Introduzioni a LCA (Life Cycle Assessment) e indicatori di impatto, metriche per food environments (food deserts, food swamps), e governance collaborativa con stakeholder agricoli, sanitari e civici. L’obiettivo è saper leggere trade-off e co-benefici e progettare interventi attuabili.
Economia, mercati e culture del consumo alimentare
L’area integra economia del consumo, sociologia economica e marketing critico per analizzare come i mercati alimentari si configurano e si trasformano. Si trattano dinamiche di prezzo, esternalità, elasticità della domanda, e l’effetto delle politiche fiscali (tasse su zuccheri, sussidi), accanto a pratiche di branding, storytelling territoriale, design dell’offerta e retail. Particolare attenzione è rivolta alla digitalizzazione del food (e-grocery, piattaforme di delivery), all’economia delle piattaforme e alle implicazioni sul lavoro. Si esplorano le culture del wellness, del plant-based, della tradizione e dell’innovazione, la comunicazione del rischio e la fiducia nei sistemi alimentari. Gli studenti imparano a utilizzare dati (ISTAT, FAOSTAT, Nielsen-like) per letture evidence-based delle tendenze.
Salute pubblica, nutrizione comunitaria e giustizia alimentare
Questa area mette in dialogo nutrizione pubblica, epidemiologia sociale e studi sulla disuguaglianza per comprendere come l’ambiente alimentare influenzi salute e opportunità. Si approfondiscono determinanti sociali della dieta, accesso differenziale a cibi sani, food insecurity, politiche scolastiche e della ristorazione collettiva. Vengono presentati principi di epidemiologia nutrizionale, linee guida dietetiche e approcci di prevenzione basati su comunità. Si affrontano le prospettive di giustizia alimentare e agroecologia, l’empowerment delle comunità locali, gli strumenti di valutazione di impatto su equità e coesione. Laboratori su mappatura di food deserts, co-design di interventi, e valutazione di programmi di welfare alimentare completano il quadro con una prospettiva operativa.
Metodologie didattiche
La didattica combina approcci teorici e applicati, con un forte orientamento alla ricerca sul campo, all’analisi dei dati e alla progettazione collaborativa con attori reali del sistema alimentare.
Lezioni interattive e seminari con esperti
Docenti e practitioner presentano modelli teorici, casi e strumenti, con discussioni guidate e analisi critica di policy e progetti.
Laboratori etnografici e mappature partecipative
Osservazioni sul campo, interviste, diary methods e uso di GIS per analizzare ambienti alimentari e pratiche di consumo.
Data lab su dataset socio-economici
Analisi quantitativa di dati ISTAT, FAOSTAT e open data locali; visualizzazioni, indicatori e reporting per decisioni.
Project work e co-design con stakeholder
Progettazione di interventi e servizi con enti pubblici, imprese sociali e comunità; prototipazione, test e valutazione.
"Il cibo è nello stesso tempo un mezzo e un segno delle relazioni sociali: consumarlo significa partecipare a un ordine culturale."
— Sidney W. Mintz