Guida alla scelta di
Master in Storia Area: Umanistica

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Studiare Storia oggi significa allenare sguardo critico, metodo di ricerca e capacità narrativa: competenze decisive per musei, archivi, editoria, media, istituzioni culturali, ma anche per aziende che cercano storytelling autorevole, analisi dei dati in prospettiva e gestione del patrimonio. I Master in Storia aprono a carriere nella public history, nel cultural management e nelle digital humanities, trasformando la memoria in valore strategico per territorio e organizzazioni.

Per orientarti con consapevolezza, questa pagina ti offre una bussola: l’analisi statistica basata su 239 percorsi selezionati, per leggere il mercato formativo con criteri chiari. Usa grafici e filtri per confrontare costi, durate, modalità e borse, quindi esplora l’elenco completo per scegliere il master più adatto ai tuoi obiettivi.

Area: Umanistica
Categoria: Storia

TROVATI 248 MASTER [in 294 Sedi / Edizioni]

Modalità di EROGAZIONE

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Modalità di FREQUENZA

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Master in Storia Area: Umanistica

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Con i nostri dati statistici aggiornati su 239 Master in Storia Area: Umanistica puoi analizzare le tipologie più diffuse, confrontare i costi medi, scoprire le città e le università con l'offerta formativa più ampia.

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ANALISI

Master in Storia Area: Umanistica

Cosa si studia

Strumenti avanzati di ricerca storica, storiografia comparata e applicazioni digitali per interpretare il passato e comunicarlo al pubblico

Il Master in Storia offre una formazione avanzata, interdisciplinare e fortemente applicata, che combina rigore metodologico, solide basi storiografiche e competenze operative utili in ambito accademico, culturale e professionale. Il percorso copre l’intero ciclo della ricerca storica: dalla definizione delle domande e ipotesi interpretative alla costruzione del corpus documentario, fino all’analisi critica delle fonti e alla restituzione pubblica dei risultati in formati testuali, digitali ed espositivi. Particolare attenzione è dedicata alla pluralità delle fonti – scritte, iconografiche, orali e materiali – alle tecniche di trattamento dei dati storici e alle tecnologie per la storia digitale (GIS, text mining, data curation). Attraverso seminari, laboratori d’archivio e project work con enti partner (musei, fondazioni, editori, amministrazioni, media), gli studenti imparano a connettere la dimensione teorica con le esigenze concrete della ricerca e della comunicazione, sviluppando una professionalità spendibile nei settori della cultura, della formazione, dell’editoria e della progettazione culturale.

Aree di specializzazione

Metodologia della ricerca e storiografia comparata

L’area introduce i fondamenti della disciplina: natura e limiti della conoscenza storica, costruzione del problema di ricerca, uso dei concetti analitici (tempo, causalità, agency, struttura) e relazione tra microstoria e storia globale. Si studiano le principali scuole storiografiche – Annales, marxismo, storia culturale, storia sociale, storia politica nuova – con un approccio comparativo che mette in dialogo tradizioni nazionali e correnti internazionali. Vengono inoltre affrontati temi di teoria della storia, come il rapporto tra narrazione e spiegazione, l’uso delle controfattuali, la validazione delle ipotesi e l’etica dello storico. Laboratori dedicati guidano alla stesura di un progetto di ricerca: definizione del campo, rassegna della letteratura, formulazione di domande e stato dell’arte, selezione delle metodologie e piano di lavoro con cronoprogramma e milestones verificabili nel tempo.

Fonti, archivi e tecniche di analisi documentaria

Questa area approfondisce la critica delle fonti in prospettiva avanzata. Si studiano tipologie documentarie eterogenee: diplomi, carteggi, registri fiscali, protocolli notarili, atti giudiziari, stampe, periodici, manifesti, fotografie, filmati, oggetti e testimonianze orali. Moduli dedicati di paleografia e diplomatica consentono di leggere, datare e autenticare documenti medievali e moderni; si lavorerà inoltre su edizione di fonti (apparati, apparato critico, criteri di trascrizione) e normalizzazione dei metadati secondo standard internazionali (EAD, EAC-CPF, TEI-XML). Sono affrontate le pratiche d’archivio: inventariazione, description finding aids, gestione dei diritti, privacy e deontologia. Esercitazioni su corpora reali insegnano tecniche di estrazione di informazione, creazione di dataset storici e valutazione della rappresentatività e dei bias delle fonti.

Storia economica, politica e culturale in prospettiva globale

L’area offre un quadro solido delle grandi trasformazioni dall’età medievale alla contemporaneità, con taglio comparativo e transnazionale. In storia economica si lavorerà su mercati, istituzioni, cicli di crescita e crisi, storia d’impresa, lavoro e finanza; in storia politica su stati e imperi, costituzionalismi, cittadini e diritti, movimenti sociali, guerre, diplomazia e costruzione delle politiche pubbliche; in storia culturale su circolazione delle idee, media, rituali, memorie e patrimoni. Moduli tematici includono storia dell’Italia contemporanea, Mediterraneo e reti commerciali, colonialismi e decolonizzazioni, genere e potere, ecostoria e crisi ambientali. L’obiettivo è collegare piani locali e globali, interpretando fenomeni complessi mediante casi di studio e comparazioni longitudinali, per allenare analisi multi-scalari e capacità di scrittura saggistica rigorosa e leggibile.

Digital Humanities e Public History

Questa area integra competenze digitali e pratiche di comunicazione pubblica della storia. Si apprendono basi di data curation per il dato storico, ontologie e standard di interoperabilità, strumenti di text mining per corpora storici, network analysis per relazioni tra attori, e GIS per la cartografia storica e la georeferenziazione di eventi e insiemi documentari. Sul versante della public history si progettano mostre, percorsi museali, podcast, prodotti editoriali divulgativi e narrazioni multimediali, con attenzione a audience design, storytelling basato su evidenze e fact-checking. Sono previste esercitazioni su progettazione di siti e archivi digitali, licensing aperto, gestione di repository e riproducibilità della ricerca. Il modulo affronta anche temi di comunicazione del rischio storico, uso dei social e contrasto alla disinformazione con strumenti documentati e verificabili.

Metodologie didattiche

Il Master adotta una didattica laboratoriale e orientata ai risultati, che integra lezioni, casi, lavoro su fonti reali e collaborazione con istituzioni culturali per consolidare competenze operative.

Seminari avanzati e discussion-based learning
Sessioni su testi canonici e ricerche recenti, con presentazioni, peer review e simulazioni di conference paper per affinare argomentazione e sintesi critica.
Laboratori d’archivio e paleografia
Attività hands-on in archivi e biblioteche con tutor esperti: descrizione, trascrizione, edizione digitale e valutazione dell’autenticità delle fonti.
Digital labs e strumenti per la storia
Esercitazioni su GIS storico, TEI, database relazionali, text mining e network analysis, con dataset reali e consegna di project notebook replicabili.
Project work con partner e public history
Progetti commissionati da musei, fondazioni ed editori: mostre, podcast, dossier e siti tematici, dall’ideazione alla valutazione d’impatto sul pubblico.

"Il buon storico somiglia all’orco delle fiabe: dove fiuta carne umana, sa che lì c’è la sua preda, e indaga senza pregiudizi ma con metodo."

— Marc Bloch

Sbocchi professionali

Opportunità di carriera per storici tra musei, editoria, PA e digitale

Il Master in Storia rafforza competenze di ricerca, analisi critica delle fonti, scrittura professionale e project management applicate ai contesti culturali, educativi e digitali. Il percorso integra metodologie storiche avanzate con strumenti di digital humanities, public history, politiche dei beni culturali e marketing della cultura, preparando profili in grado di coniugare rigore accademico e impatto operativo. Gli sbocchi includono ruoli in musei e archivi, editoria e media, pubblica amministrazione, consulenza per la valorizzazione del patrimonio, progettazione culturale e data management storico, con prospettive di crescita che vanno dalla responsabilità di progetto fino alla direzione di istituzioni e programmi complessi.

Principali ruoli e retribuzioni

Curatore museale e delle collezioni
28.000 - 40.000 €

Progetta e coordina mostre, gestisce collezioni, cura prestiti e acquisizioni, supervisiona catalogazione, condition report e conservazione preventiva. Collabora con conservatori, registrar e comunicazione per valorizzare i contenuti, sviluppare pubblici e garantire standard museali e di sicurezza. Integra interpretazione storica, fundraising e didattica.

Archivista e Records Manager digitale
27.000 - 38.000 €

Organizza, descrive e preserva fondi documentali storici e correnti, definendo piani di classificazione, piani di conservazione e metadati secondo standard internazionali. Implementa soluzioni di digitalizzazione, gestione documentale e conservazione a norma, supportando PA e aziende nella compliance e nell’accesso alle informazioni.

Editor e Redattore storico (editoria e media)
26.000 - 36.000 €

Sviluppa linee editoriali e contenuti storici per libri, saggi, collane divulgative, podcast e documentari, curando fact-checking, apparati critici e diritti. Lavora con autori, grafici e ufficio stampa per posizionare i prodotti sul mercato, con attenzione a target, canali digitali e strategie di promozione.

Project Manager per la valorizzazione culturale
32.000 - 48.000 €

Coordina progetti di valorizzazione del patrimonio, itinerari culturali, eventi e piani educativi, gestendo budget, stakeholder, bandi e rendicontazione. Integra competenze storiche, marketing territoriale, audience development e partnership pubblico-private, assicurando impatto misurabile e sostenibilità nel medio periodo.

Digital Humanities Specialist / Data Historian
34.000 - 55.000 €

Applica strumenti digitali allo studio e alla diffusione della storia: text mining su fonti, GIS per cartografie storiche, digital curation, database e visualizzazioni interattive. Supporta musei, centri di ricerca e media nella progettazione di piattaforme, mostre digitali e dataset, traducendo contenuti complessi in esperienze accessibili.

Settori di inserimento

Musei, fondazioni e istituzioni culturali 28%
Editoria, media e produzione di contenuti 14%
Pubblica amministrazione e enti territoriali 16%
Ricerca, università e formazione 20%
Consulenza, heritage management e ONG 12%
Altri settori 10%

Progressione di carriera

La crescita professionale dopo un Master in Storia dipende dalla specializzazione, dalla capacità di guidare progetti complessi e dalla costruzione di un portfolio credibile (pubblicazioni, mostre, fondi digitalizzati, dataset). Percorsi tipici includono esperienza operativa su collezioni e archivi, gestione di piccoli progetti, quindi responsabilità di team e budget. La certificazione delle competenze (ad es. project management, gestione documentale, data management), la partecipazione a bandi e la pubblicazione di risultati misurabili accelerano l’accesso a ruoli senior. In ambito pubblico il passaggio a inquadramenti superiori richiede concorsi e titoli, mentre nel privato contano KPI su pubblico, raccolta fondi, impatto digitale e partnership. Networking con musei, soprintendenze, editori e centri digitali, insieme a competenze cross (comunicazione, grant writing, analytics), favorisce l’avanzamento fino a posizioni direttive.

Curatore Senior / Direttore di museo o fondazione (8-12 anni)
Responsabile d’Archivio / Chief Records Officer (6-9 anni)
Head of Cultural Projects / Program Manager (5-8 anni)
Chief Digital Humanities Officer / Data Lead (7-10 anni)

Dati e tendenze del settore

Esplora le statistiche del mercato formativo relativo a Master in Storia Area: Umanistica

Analisi del Grafico

Analizzando la suddivisione per tipologia e frequenza dei master in Storia, emerge che la maggior parte delle offerte riguarda i Master di I e II livello, con una prevalenza di formule flessibili come il weekend e la mista. In particolare, i Master di I livello mostrano un buon mix tra frequenza full time, weekend e mista, rendendoli adatti a chi cerca una formazione intensiva ma con possibilità di conciliare altri impegni. I Master di II livello, rivolti a chi ha già una laurea magistrale, sono offerti soprattutto in formula weekend, una scelta comoda per chi lavora o ha altri impegni durante la settimana. Interessante notare come le Lauree Magistrali, pur non essendo master, compaiano con frequenze part time, suggerendo percorsi più lunghi ma flessibili. Le altre tipologie, come Executive, MBA o Alta Formazione, sono praticamente assenti, sottolineando che nel campo della Storia si preferiscono percorsi tradizionali e modulabili. Se stai valutando un master in Storia, considera che la maggior parte delle opzioni offre modalità part time o weekend, ideali se vuoi continuare a lavorare o gestire altri impegni. Ricorda anche che per i master di II livello è necessario un titolo magistrale.

Analisi del Grafico

Analizzando il costo dei master in Storia, emerge chiaramente che la maggior parte delle offerte si colloca nella fascia economica più bassa: tra 0 e 3.000 euro. In particolare, i master di I livello predominano in questa categoria con 15 corsi disponibili, mentre quelli di II livello ne offrono 6. Questo significa che, come laureato, potresti trovare un’ampia scelta di master accessibili senza dover sostenere spese elevate. Da notare che i master di II livello, riservati a chi ha già una laurea magistrale, sono meno numerosi ma comunque concentrati nelle fasce di costo più basse, fino a 6.000 euro. Non sono presenti master Executive, MBA o di Alta Formazione con costi superiori a 10.000 euro in questo ambito disciplinare. Se stai valutando un master in Storia, puoi quindi aspettarti un investimento contenuto, soprattutto per i percorsi di I livello. Ricorda però che i master di II livello richiedono requisiti specifici e sono ideali se hai già completato un percorso magistrale.

Analisi del Grafico

Il grafico evidenzia come, nel settore dei master in Storia, Roma sia la città con l’offerta più ampia, soprattutto per le lauree magistrali (33) e i master di secondo livello (11). Se hai una laurea triennale e desideri proseguire con un master di secondo livello, Roma offre molte opportunità, mentre a Milano e Padova queste sono praticamente assenti. Milano si distingue per un buon numero di lauree magistrali (14), utile per chi sta ancora completando il percorso accademico. Firenze e Torino, pur avendo meno master di II livello, mostrano una presenza interessante di master di primo livello e altre tipologie di formazione come i corsi di perfezionamento e master tradizionali, che potrebbero essere utili se cerchi percorsi più brevi o specialistici. È importante sottolineare che non ci sono master executive o MBA dedicati alla storia nelle città analizzate, quindi se cerchi formazione manageriale specifica nel settore storico, potrebbe essere necessario valutare altre discipline o settori. Scegliere la città giusta può fare la differenza in base al livello di studio già conseguito e al tipo di master che intendi frequentare.

Analisi del Grafico

Il grafico mostra come la modalità di erogazione dei master in Storia vari significativamente a seconda della tipologia del corso. Per i master di I livello, che sono accessibili principalmente a laureati triennali, la distribuzione tra modalità in sede (17 corsi) e online (11 corsi) è abbastanza equilibrata, offrendo quindi una buona flessibilità per chi cerca un percorso post-laurea in storia senza vincoli geografici rigidi. Per i master di II livello, riservati a chi ha una laurea magistrale, troviamo un equilibrio perfetto tra in sede e online (10 corsi ciascuno), il che è particolarmente utile se stai valutando un approfondimento specialistico con la possibilità di seguire le lezioni anche a distanza. Le altre tipologie, come Executive, MBA o Breve, risultano quasi del tutto assenti o offerte esclusivamente in sede, evidenziando che per percorsi molto specifici o avanzati in Storia la presenza fisica è ancora la norma. Infine, le lauree magistrali sono quasi esclusivamente in sede (168 contro 8 online), sottolineando che per completare il ciclo universitario in Storia è quasi obbligatoria la frequenza in presenza. Se stai quindi cercando flessibilità, prediligi i master di I o II livello con modalità online; se invece cerchi un percorso più tradizionale o specialistico, preparati a frequentare in sede.

Analisi del Grafico

Il grafico "Tipologia di Scuola per Tipologia Master" per i Master in Storia mostra chiaramente come le università pubbliche siano la principale offerta formativa per queste discipline, soprattutto per le lauree magistrali, con ben 170 corsi disponibili. Se sei un laureato triennale interessato a un Master di I livello, troverai una buona disponibilità (23 corsi) soprattutto nelle università pubbliche, mentre l’offerta privata è molto più limitata (5 corsi). Per i master di II livello, necessari se hai una laurea magistrale, l’offerta è più contenuta ma ancora prevalentemente pubblica (17 corsi). È importante notare che non esistono proposte di master executive o MBA in Storia, né da business school o corporate university, segno che questo settore è fortemente accademico e tradizionale. In sintesi, se vuoi specializzarti in Storia con un master, la scelta migliore è orientarti verso le università pubbliche, dato che rappresentano quasi l’unica opzione valida e riconosciuta, soprattutto se punti a un percorso accademico avanzato.

Analisi del Grafico

Il grafico mostra come la modalità di erogazione dei master in Storia sia distribuita tra le principali regioni italiane. Il Lazio emerge come la regione con il maggior numero di master in presenza (44), seguita dalla Lombardia (29) e dalla Toscana (21). Queste regioni rappresentano i principali poli di formazione tradizionale, ideale se preferisci un’esperienza didattica diretta e un contatto più stretto con docenti e colleghi. La modalità online, pur meno diffusa, è presente soprattutto nel Lazio (8 master) e in modo più limitato in Lombardia, Toscana, Emilia-Romagna e Veneto (tra 3 e 4 master ciascuna). Se hai bisogno di flessibilità o vivi lontano dai grandi centri, valutare un master online può essere una buona opzione, anche se l’offerta è più contenuta. Considera inoltre che molti master in Storia richiedono una laurea specifica e potrebbero avere limitazioni di accesso. Se sei interessato a un master di secondo livello, assicurati di verificare i requisiti e la modalità di erogazione preferita nelle regioni con maggior offerta. Questo ti aiuterà a scegliere il percorso più adatto alle tue esigenze formative e logistiche.

Analisi del Grafico

Il grafico mostra chiaramente come l'interesse per i master in Storia si distribuisca tra diverse tipologie e tra scuole pubbliche e private. I master di I livello sono i più richiesti, con 1332 visualizzazioni nelle scuole pubbliche e 800 nelle private, segno che molti laureati triennali cercano di approfondire la loro formazione base prima di passare a specializzazioni più avanzate. Per i master di II livello, invece, l'interesse cala nettamente nelle scuole private (solo 5 visualizzazioni) rispetto alle pubbliche (619), probabilmente perché i master di II livello richiedono una laurea magistrale e sono offerti principalmente dalle università pubbliche. Interessante notare come i corsi di perfezionamento e gli MBA attirino pochissimo interesse in questo ambito specifico, mentre i master “standard” nelle scuole private registrano un buon numero di visualizzazioni (1077), suggerendo che molte scuole private propongono percorsi alternativi o personalizzati. Se sei laureato in Storia, valutare la tipologia di master in base al tuo titolo di studio e agli obiettivi professionali è fondamentale per fare una scelta efficace.

Analisi del Grafico

Analizzando l’interesse dei laureati per le diverse modalità di frequenza nei master in Storia, emergono alcune tendenze importanti. La modalità part time in sede è la più richiesta, con 864 laureati interessati, seguita dal full time in sede con 531 iscritti potenziali. Questo indica una preferenza per la flessibilità, probabilmente per chi vuole conciliare studio e attività lavorativa o altri impegni. Interessante notare come la modalità mista (parte in sede e parte online) raccolga un buon numero di preferenze (400 in sede e 519 online), dimostrando che molti laureati cercano soluzioni ibride che uniscano la praticità della didattica a distanza con l’esperienza diretta in aula. La formula weekend, invece, mostra un interesse significativo soprattutto per la frequenza online (268), suggerendo che questa opzione è apprezzata da chi ha necessità di studio concentrato senza rinunciare a flessibilità. Se stai valutando un master in Storia, valuta con attenzione queste modalità: la scelta tra part time in sede e formule ibride potrebbe fare la differenza nel conciliare studio e impegni personali o professionali.

Analisi del Grafico

Analizzando l’interesse dei laureati per i master in Storia, emergono alcune evidenze importanti che possono guidarti nella scelta più adatta al tuo profilo. Innanzitutto, i master di I livello sono i più richiesti, soprattutto con la formula mista (919 iscritti), seguiti da quelli a formula weekend (345 iscritti) e full time (317 iscritti). Questo indica una forte preferenza per modalità flessibili che permettono di conciliare studio e altri impegni. Per chi possiede una laurea triennale, il master di I livello è la scelta principale, mentre i master di II livello, riservati a chi ha già una magistrale, non mostrano interesse in questo specifico contesto. Da notare anche il buon numero di iscritti al master "Master" in formula part time (863), suggerendo che molti cercano percorsi più lunghi ma con orari compatibili con lavoro o altre attività. In sintesi, se stai cercando un master in Storia post laurea triennale, le formule miste e weekend risultano le più gettonate per la loro flessibilità, mentre i percorsi di secondo livello sono meno rappresentati in termini di interesse in questo ambito.

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