Chi è e cosa fa un esperto di relazioni internazionali
Diventare un esperto di relazioni internazionali significa specializzarsi nell’analisi e nella gestione dei rapporti tra Stati, istituzioni sovranazionali, organizzazioni internazionali, ONG, grandi aziende e attori non statali. È una figura chiave per comprendere dinamiche politiche, economiche, sociali e culturali su scala globale e per supportare processi decisionali complessi.
Per un giovane laureato, si tratta di un’area professionale ricca di sbocchi lavorativi e di opportunità di carriera, soprattutto se accompagnata da un percorso post laurea mirato, che permetta di sviluppare competenze altamente specialistiche e spendibili sul mercato del lavoro nazionale e internazionale.
Competenze chiave dell’esperto di relazioni internazionali
Prima di approfondire i percorsi formativi, è importante chiarire quali competenze vengono richieste oggi a chi aspira a diventare un professionista nell’ambito delle relazioni internazionali:
- Solida preparazione teorica in politica internazionale, diritto internazionale, economia e storia contemporanea.
- Capacità di analisi geopolitica: lettura di scenari, individuazione di rischi e opportunità, interpretazione di dinamiche complesse.
- Competenze di diplomazia e negoziazione, utili nei contesti istituzionali, aziendali e nel terzo settore.
- Conoscenza avanzata delle lingue straniere (inglese imprescindibile, preferibilmente una seconda e terza lingua, ad esempio francese, spagnolo, arabo, cinese, russo o tedesco).
- Capacità di comunicazione scritta e orale, inclusa la redazione di report, policy brief, analisi e documenti strategici.
- Competenze metodologiche e di ricerca, sia qualitative sia quantitative.
- Project management e capacità di lavorare in team multiculturali.
- Digital skills: utilizzo di banche dati, strumenti di data analysis, social media monitoring e comunicazione digitale.
Un vero esperto di relazioni internazionali non si limita a «conoscere» il mondo, ma sa interpretarlo, prevederne le evoluzioni e proporre strategie concrete per istituzioni, imprese e organizzazioni.
Percorso universitario di base: da quale laurea partire
Il primo passo per diventare esperto di relazioni internazionali è scegliere un corso di laurea triennale coerente con questo obiettivo. Le opzioni più comuni sono:
- Scienze politiche e relazioni internazionali;
- Studi internazionali o International Studies;
- Lingue e comunicazione interculturale, con forte componente politico-economica;
- Economia e commercio internazionale;
- Giurisprudenza, con orientamento al diritto internazionale ed europeo.
La laurea triennale fornisce le basi, ma nel contesto attuale è spesso indispensabile proseguire con una laurea magistrale o con un percorso di formazione post laurea per acquisire una reale specializzazione.
Laurea magistrale: specializzarsi in relazioni internazionali
A livello magistrale, le opzioni più in linea con il profilo di esperto di relazioni internazionali includono:
- Relazioni internazionali o International Relations;
- Studi europei e internazionali;
- Diplomazia e sicurezza internazionale;
- Cooperazione allo sviluppo e politiche di cooperazione internazionale;
- Global studies o Global governance.
In questa fase è fondamentale:
- Scegliere un percorso con forte apertura internazionale (corsi in lingua inglese, visiting professor, programmi di scambio).
- Sfruttare tutte le opportunità di mobilità Erasmus o doppi titoli con atenei stranieri.
- Se possibile, orientarsi verso percorsi che integrino tirocini curriculari presso enti pubblici, ong o aziende internazionali.
Formazione post laurea: master, corsi di specializzazione e scuole di perfezionamento
Dopo la laurea magistrale, chi vuole affermarsi come esperto di relazioni internazionali dovrebbe valutare master e percorsi di alta formazione specifici. In particolare:
Master di I e II livello in relazioni internazionali
I master universitari in relazioni internazionali o in aree affini sono pensati per tradurre le conoscenze teoriche in competenze operative. Alcuni possibili indirizzi:
- Master in Relazioni internazionali e diplomazia;
- Master in Geopolitica e sicurezza globale;
- Master in Politiche europee e affari UE;
- Master in Cooperazione internazionale e aiuto umanitario;
- Master in International business e commercio estero;
- Master in Peacekeeping, conflict resolution & human rights.
Nella scelta del master è utile considerare:
- La presenza di stage obbligatori o garantiti presso istituzioni, aziende o ONG;
- Una faculty composta da professionisti del settore (diplomatici, funzionari internazionali, analisti, manager);
- La possibilità di svolgere esperienze all’estero e laboratori pratici;
- La rete di partner istituzionali e aziendali del percorso.
Corsi brevi, summer school e certificazioni
Oltre ai master, esistono corsi di perfezionamento, summer school e programmi executive che permettono di specializzarsi su temi specifici, quali:
- Politiche dell’Unione Europea e lobbying a Bruxelles;
- Cooperazione internazionale e progettazione europea (europrogettazione);
- Analisi delle politiche pubbliche (policy analysis);
- Studi regionali (Medio Oriente, Asia-Pacifico, Africa Sub-sahariana, America Latina);
- Diritti umani e diritto umanitario internazionale;
- Security studies, intelligence e analisi dei rischi.
In parallelo, è altamente consigliato conseguire certificazioni linguistiche (IELTS, TOEFL, Cambridge, DELF/DALF, DELE, ecc.) e competenze su strumenti digitali e di data analysis (Excel avanzato, software statistici, strumenti di open source intelligence).
Esperienze pratiche: stage, tirocini e volontariato internazionale
Nel mondo delle relazioni internazionali, la formazione sul campo è tanto importante quanto quella accademica. Per costruire un profilo competitivo è utile:
- Candidarsi a tirocini presso ministeri, ambasciate, consolati e rappresentanze permanenti.
- Svolgere stage in ONG, organizzazioni internazionali, think tank e centri di ricerca.
- Partecipare a progetti di volontariato internazionale o Servizio Civile in contesti transnazionali.
- Prendere parte a simulazioni diplomatiche (Model United Nations, Model EU, moot court, ecc.).
Queste esperienze consentono di:
- Sviluppare competenze operative difficili da acquisire solo in aula;
- Creare una rete di contatti (networking) a livello internazionale;
- Rendere il proprio CV molto più attraente per i futuri datori di lavoro.
Sbocchi professionali per esperti di relazioni internazionali
Le opportunità di carriera per chi possiede una solida formazione in relazioni internazionali sono numerose e diversificate. Tra le principali aree di inserimento:
Carriera diplomatica e istituzioni pubbliche
Una delle aspirazioni più frequenti è la carriera diplomatica. In Italia, l’accesso avviene tramite un concorso pubblico altamente selettivo, per il quale è spesso richiesto un percorso di formazione avanzata e una preparazione specifica.
Altre possibilità nel settore pubblico includono:
- Ruoli nei ministeri (in particolare Ministero degli Affari Esteri, Ministero dell’Interno, Ministero della Difesa, Ministero dell’Economia);
- Posizioni in agenzie governative e autorità indipendenti con dimensione internazionale;
- Incarichi presso regioni e enti locali con progetti di cooperazione transfrontaliera.
Organizzazioni internazionali e Unione Europea
Un altro sbocco naturale per l’esperto di relazioni internazionali è rappresentato da:
- Organizzazioni internazionali (ONU, UNESCO, FAO, NATO, OSCE, Banca Mondiale, ecc.);
- Istituzioni europee (Commissione, Parlamento, Consiglio, agenzie UE);
- Organizzazioni regionali (Consiglio d’Europa, Unione Africana, ASEAN, Mercosur, ecc.).
In questi contesti si ricercano profili con competenze in policy making, project management, analisi economica e giuridica, oltre a ottime conoscenze linguistiche e capacità di lavorare in ambienti multiculturali.
ONG, cooperazione internazionale e terzo settore
Molti giovani laureati scelgono di orientarsi verso la cooperazione internazionale e le ONG. Le figure professionali tipiche sono:
- Project manager di progetti di sviluppo o emergenza;
- Esperto di monitoraggio e valutazione (M&E specialist);
- Policy officer o advocacy officer su temi specifici (diritti umani, migrazioni, ambiente);
- Coordinatore di programmi in aree geografiche sensibili.
In questo ambito è particolarmente apprezzata una formazione post laurea focalizzata su cooperazione allo sviluppo, project management europeo e umanitario, oltre a esperienze dirette sul campo.
Impresa privata, consulenza e business internazionale
Le aziende multinazionali, le società di consulenza e le realtà attive nell’internazionalizzazione d’impresa ricercano sempre più spesso profili con competenze in relazioni internazionali, capaci di:
- Analizzare mercati esteri e contesti geopolitici;
- Supportare processi di export e apertura di nuove sedi all’estero;
- Gestire partnership internazionali e rapporti istituzionali;
- Monitorare rischi politici e regolatori nei Paesi target.
In questi contesti, una combinazione di relazioni internazionali ed economia/management (anche tramite master dedicati) risulta particolarmente efficace.
Ricerca, analisi e think tank
Un altro sbocco per l’esperto di relazioni internazionali è quello dell’analisi strategica presso:
- Think tank e centri di ricerca;
- Osservatori geopolitici e istituti di studi internazionali;
- Università e centri accademici (eventualmente con prosecuzione verso il dottorato di ricerca).
Qui sono fondamentali le capacità di ricerca, di scrittura analitica e di comunicazione a diversi pubblici (istituzioni, media, opinione pubblica).
Come costruire un profilo competitivo in relazioni internazionali
Per emergere in un settore competitivo come quello delle relazioni internazionali, è utile seguire alcune strategie di medio-lungo periodo:
- Progettare il percorso formativo fin dalla laurea triennale, con un disegno chiaro di lungo periodo.
- Investire seriamente nelle lingue straniere, puntando a un livello C1-C2 in inglese e a una seconda lingua a buon livello.
- Scegliere almeno un master o corso post laurea con forte vocazione pratica (stage, laboratori, project work).
- Accumulare esperienze internazionali concrete (Erasmus, tirocini, volontariato, studi all’estero).
- Costruire una rete di contatti professionali partecipando a conferenze, seminari, associazioni studentesche e professionali.
- Curare la propria presenza online, con un profilo LinkedIn aggiornato e, possibilmente, articoli o contributi su temi internazionali.
Prospettive di carriera e crescita professionale
La crescita professionale di un esperto di relazioni internazionali dipende da vari fattori: settore di inserimento, Paese, tipo di ente, livello di responsabilità. Indicativamente, la carriera può evolvere in queste fasi:
- Junior (0–3 anni): ruoli di assistente di progetto, analista junior, stagista in organizzazioni internazionali, ONG o aziende; attività operative e di supporto.
- Intermediate (3–7 anni): posizioni di policy officer, project manager, consulente, funzionario con responsabilità crescenti.
- Senior (oltre 7–10 anni): ruoli di coordinamento, direzione di programmi, capi ufficio, responsabili di area geografica o tematica, ruoli dirigenziali in enti pubblici, organizzazioni internazionali o imprese.
Sebbene le retribuzioni varino in modo significativo, si può affermare che:
- Le posizioni in organizzazioni internazionali e in imprese multinazionali tendono a offrire salari più elevati, soprattutto a livelli senior.
- Il terzo settore e la cooperazione internazionale possono presentare retribuzioni iniziali più contenute, compensate però da un forte impatto sociale e da una rapida crescita di responsabilità.
Conclusioni: perché puntare sulle relazioni internazionali oggi
In un mondo sempre più interconnesso, l’esperto di relazioni internazionali è una figura centrale per interpretare e gestire i cambiamenti globali. Per un giovane laureato, si tratta di una scelta che coniuga interesse intellettuale, impatto sociale e prospettive di carriera in contesti altamente dinamici.
Investire in un percorso formativo strutturato – dalla laurea triennale alla magistrale, fino al master e alle esperienze sul campo – permette di costruire un profilo professionale capace di muoversi tra diplomazia, cooperazione, business internazionale, ricerca e analisi strategica.
Per diventare davvero un esperto di relazioni internazionali, è essenziale mantenere un atteggiamento di apprendimento continuo: aggiornarsi, studiare le evoluzioni geopolitiche, ampliare costantemente le proprie competenze linguistiche e digitali. È questo approccio che rende un profilo non solo preparato, ma anche competitivo e pronto ad affrontare le sfide professionali di un mercato del lavoro sempre più globale.