Perché insegnare Storia dell’Arte oggi: una scelta tra passione e professione
Insegnare Storia dell’Arte nelle scuole secondarie è una delle opzioni professionali più naturali per chi ha seguito un percorso universitario umanistico legato alle arti visive, ai beni culturali e alla valorizzazione del patrimonio. Ma trasformare la passione per musei, monumenti e opere d’arte in una professione stabile non è un passaggio scontato: richiede una pianificazione accurata del proprio percorso formativo post laurea, la conoscenza delle nuove normative sull’abilitazione e una visione chiara degli sbocchi professionali e delle opportunità di carriera nella scuola.
In questo articolo analizziamo in modo approfondito come passare idealmente “dal banco all’aula”: dal ruolo di studente o neolaureato a quello di docente di Storia dell’Arte nella scuola secondaria di primo e, soprattutto, di secondo grado. Vedremo quali lauree sono richieste, come funzionano le classi di concorso (A-17 e A-54), quali sono oggi i percorsi di abilitazione all’insegnamento, come accedere ai concorsi, quali opportunità danno supplenze, GPS e MAD, e come costruire nel tempo una carriera docente solida e spendibile.
Insegnare Storia dell’Arte nelle scuole secondarie: dove e cosa si insegna
La Storia dell’Arte trova la sua collocazione più strutturata nella scuola secondaria di secondo grado, in particolare nei licei e in alcuni istituti tecnici e professionali. La disciplina è centrale nei licei artistici, ma è presente anche nei licei classici, scientifici, linguistici, delle scienze umane e nei licei musicali e coreutici, con pesi orari diversi a seconda dell’indirizzo.
A livello normativo, l’insegnamento della Storia dell’Arte è ricondotto principalmente a due classi di concorso:
- A-17 – Disegno e storia dell’arte negli istituti di istruzione secondaria di II grado
- A-54 – Storia dell’arte nei licei
Con la A-17 generalmente si opera in contesti dove l’insegnamento comprende sia la parte teorica storico-artistica sia elementi di disegno e tecniche grafiche, mentre con la A-54 l’insegnamento è focalizzato quasi esclusivamente sulla disciplina storica, critica e metodologica legata alle arti figurative.
Comprendere fin da subito a quale classe di concorso si vuole (e si può) accedere è il primo passo per definire un percorso formativo coerente e per ottimizzare le proprie chance di accesso ai concorsi a cattedra e alle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS).
Requisiti di accesso: quali lauree servono per diventare docente di Storia dell’Arte
Per insegnare Storia dell’Arte nelle scuole secondarie è necessario possedere almeno una laurea magistrale (o titolo equiparato) coerente con le tabelle ministeriali delle classi di concorso. Fra i corsi di laurea più frequentemente utilizzati troviamo, a titolo esemplificativo:
- LM-89 – Storia dell’arte
- LM-84 – Scienze storiche (con sufficiente presenza di esami di ambito storico-artistico)
- LM-2 – Archeologia (con adeguata copertura di CFU in storia dell’arte)
- LM-11 – Conservazione e restauro dei beni culturali
- LM-15 – Filologia, letterature e storia dell’antichità (con integrazioni mirate)
- LM-89 o lauree vecchio ordinamento in Lettere con indirizzo storico-artistico
Ogni classe di concorso richiede il possesso di un certo numero di CFU (Crediti Formativi Universitari) in specifici Settori Scientifico-Disciplinari (SSD), per esempio L-ART/01, L-ART/02, L-ART/03, L-ART/04, oltre a eventuali SSD affini (storia, archeologia, discipline dello spettacolo, ecc.).
È fondamentale verificare la corrispondenza fra il proprio piano di studi e i requisiti ministeriali della classe di concorso A-17 o A-54: eventuali lacune in termini di CFU possono essere colmate con esami singoli o con corsi universitari integrativi post laurea.
Per chi è ancora in corso di studi o sta scegliendo la laurea magistrale, costruire un percorso universitario orientato alla docenza permette di:
- evitare di dover integrare CFU successivamente
- risparmiare tempo e risorse economiche dopo la laurea
- avere un curriculum subito spendibile per GPS e concorsi
Abilitazione all’insegnamento: come cambia la formazione docenti (i 60 CFU)
Negli ultimi anni il quadro normativo sulla formazione iniziale degli insegnanti è stato completamente ridisegnato. Il riferimento attuale è il D.Lgs. 36/2022 e la successiva normativa attuativa, che ha introdotto i nuovi percorsi abilitanti da 60 CFU per accedere all’insegnamento nella scuola secondaria.
In sintesi, per diventare docente abilitato di Storia dell’Arte oggi è necessario:
- possedere una laurea magistrale (o titolo equipollente) coerente con la classe di concorso A-17 o A-54
- frequentare e superare un percorso universitario abilitante da 60 CFU, specifico per la classe di concorso
- superare il concorso docente previsto dal Ministero dell’Istruzione e del Merito
I percorsi abilitanti da 60 CFU sono pensati per fornire competenze didattico-pedagogiche, conoscenze sulla normativa scolastica, elementi di inclusione, valutazione, didattica digitale, oltre a un numero significativo di ore di tirocinio diretto e indiretto nelle scuole.
Per chi aspira a insegnare Storia dell’Arte, questi percorsi rappresentano un investimento strategico perché:
- costituiscono il canale ordinario per ottenere l’abilitazione
- aumentano il punteggio nelle GPS rispetto ai candidati non abilitati
- sono requisito indispensabile per l’immissione in ruolo a seguito di concorso
Supplenze, GPS e MAD: iniziare a insegnare Storia dell’Arte prima del ruolo
Molti giovani laureati iniziano la propria carriera come docenti di Storia dell’Arte attraverso le supplenze. Queste possono essere di varia durata (brevi, annuali, fino al termine delle attività didattiche) e costituiscono un passaggio quasi inevitabile prima del ruolo.
Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS)
Le GPS sono lo strumento principale per l’assegnazione delle supplenze. Per la Storia dell’Arte esistono graduatorie specifiche per le classi di concorso A-17 e A-54. L’inserimento in GPS richiede:
- il possesso dei requisiti di accesso alla classe di concorso (laurea + CFU idonei)
- la presentazione della domanda nei periodi stabiliti dal Ministero
Nelle GPS il punteggio è determinato da:
- titolo di studio (voto di laurea)
- servizi di insegnamento già svolti
- titoli culturali aggiuntivi (master, corsi di perfezionamento, dottorato, certificazioni informatiche e linguistiche)
Per un aspirante docente di Storia dell’Arte, curare l’incremento del punteggio in GPS tramite formazione post laurea mirata è un aspetto decisivo per accedere a supplenze più stabili e in istituti più vicini alle proprie preferenze.
Domanda di Messa a Disposizione (MAD)
In assenza di candidati disponibili in GPS o graduatorie d’istituto, le scuole possono ricorrere alle MAD (Messe a Disposizione), ossia candidature spontanee inviate dai laureati disponibili a svolgere supplenze.
Per chi intende iniziare ad insegnare Storia dell’Arte rapidamente, la MAD rappresenta:
- un canale d’ingresso più flessibile, soprattutto in province con carenza di docenti
- un’opportunità per maturare servizio valutabile in GPS
- un terreno di prova per comprendere se la professione docente corrisponde alle proprie aspettative
Formazione post laurea specifica per insegnare Storia dell’Arte
Al di là dei percorsi abilitanti, esistono numerose opportunità di formazione post laurea pensate per chi vuole valorizzare il proprio profilo come insegnante di Storia dell’Arte nella scuola secondaria. Si tratta di master, corsi di perfezionamento, CFU integrativi e percorsi di specializzazione che hanno una duplice valenza:
- arricchiscono realmente le competenze didattiche, disciplinari e digitali
- aumentano il punteggio nelle graduatorie e nei concorsi
Master di I e II livello in didattica della Storia dell’Arte e dei Beni Culturali
I master universitari rappresentano una delle forme più strutturate di formazione avanzata. Per chi vuole insegnare Storia dell’Arte sono particolarmente rilevanti i percorsi che integrano:
- metodologie di didattica laboratoriale e didattica per competenze
- uso di strumenti digitali per la valorizzazione e l’insegnamento del patrimonio (realtà aumentata, piattaforme e-learning, visite virtuali)
- progettazione di percorsi PCTO (ex alternanza scuola-lavoro) con musei, gallerie, fondazioni
- temi di educazione al patrimonio e audience development nelle scuole
Un master orientato alla didattica della Storia dell’Arte consente di proporsi alle scuole come figure in grado di:
- innovare l’insegnamento tradizionale frontale
- sviluppare progetti interdisciplinari con italiano, storia, filosofia, discipline pittoriche e plastiche
- attivare collaborazioni stabili con musei e istituzioni culturali del territorio
Corsi di perfezionamento, 24 CFU storici e nuovi 60 CFU
Oltre ai master, i corsi di perfezionamento annuali (1500 ore – 60 CFU) offrono un ottimo rapporto fra approfondimento tematico, flessibilità organizzativa e incremento di punteggio.
Per chi vuole insegnare Storia dell’Arte possono risultare particolarmente utili corsi su:
- didattica della Storia e della Storia dell’Arte
- metodologie inclusive e BES/DSA applicate alle materie umanistiche
- patrimonio culturale e cittadinanza attiva
- digital humanities e applicazioni multimediali alla storia dell’arte
Il vecchio sistema dei 24 CFU in discipline antropo-psico-pedagogiche e in metodologie e tecnologie didattiche è stato superato dal modello dei 60 CFU abilitanti, ma rimane importante:
- mantenere un aggiornamento costante sulle norme in evoluzione
- valutare attentamente quali percorsi post laurea siano riconosciuti ai fini delle graduatorie e dei concorsi
Specializzazione sul sostegno: una via strategica per l’immissione in ruolo
Un’opzione spesso sottovalutata dai laureati in Storia dell’Arte è la specializzazione per il sostegno tramite i percorsi TFA sostegno. Diventare docente di sostegno nella scuola secondaria consente di:
- aumentare in modo rilevante le possibilità di immissione in ruolo
- acquisire competenze pedagogiche e inclusive di altissimo livello
- mantenere, nel medio periodo, la possibilità di insegnare anche Storia dell’Arte sulla propria classe di concorso
Molti docenti specializzati in sostegno continuano a lavorare in contesti affini alla Storia dell’Arte, integrando nei percorsi individualizzati attività legate alle immagini, alla creatività, alla fruizione guidata di musei e beni culturali.
Competenze chiave del docente di Storia dell’Arte nella scuola secondaria
L’insegnante di Storia dell’Arte oggi non è più soltanto un “narratore di opere e autori”, ma una figura chiamata a sviluppare nei ragazzi competenze trasversali e consapevolezza critica del patrimonio culturale.
Fra le competenze più richieste, soprattutto in ottica di sviluppo di carriera e responsabilità aggiuntive (funzioni strumentali, coordinamenti di dipartimento, referenze di progetto), troviamo:
- Didattica attiva e laboratoriale: saper progettare percorsi che vadano oltre la lezione frontale, includendo lavori di gruppo, project work, analisi guidate di immagini, visite d’istruzione strutturate.
- Competenze digitali: utilizzo di piattaforme di e-learning, creazione di contenuti multimediali (video, podcast, mappe interattive), uso didattico dei social media per progetti di educazione al patrimonio.
- Capacità progettuale: ideazione e gestione di progetti PON, collaborazioni con musei, concorsi artistici scolastici, gemellaggi culturali, percorsi di educazione civica legati al patrimonio.
- Competenze inclusive: adattare materiali e metodologie per studenti con BES, DSA, disabilità, creando percorsi accessibili alla pluralità degli stili cognitivi.
- Lavoro in team: capacità di lavorare all’interno dei dipartimenti di area umanistica e artistica, progettando attività interdisciplinari.
Carriera e prospettive professionali: oltre la cattedra di Storia dell’Arte
Diventare insegnante di Storia dell’Arte nella scuola secondaria non significa necessariamente “fermare” il proprio percorso professionale alla sola attività in aula. Nel medio-lungo periodo, esistono diverse traiettorie di sviluppo di carriera all’interno e ai margini del sistema scolastico.
All’interno della scuola
- Funzioni strumentali: incarichi retribuiti su aree specifiche (orientamento, inclusione, progetti culturali, PCTO, educazione al patrimonio) in cui la competenza storico-artistica può essere particolarmente valorizzata.
- Referente di dipartimento per l’area storico-umanistica o artistica: ruolo di coordinamento didattico fra colleghi, gestione di prove comuni, definizione di standard valutativi.
- Tutor PCTO e progetti con musei e istituzioni culturali: accompagnare gli studenti in percorsi professionalizzanti legati ai beni culturali.
- Formazione interna: docenza in corsi di aggiornamento rivolti ai colleghi su tematiche digitali, inclusive o di innovazione didattica legate alla Storia dell’Arte.
Fra scuola e mondo dei beni culturali
Il profilo di un docente di Storia dell’Arte con una solida formazione post laurea può risultare appetibile anche per attività parallele o successive alla carriera scolastica, quali:
- progettazione di percorsi educativi museali per scuole e famiglie
- collaborazioni con fondazioni, gallerie, enti del terzo settore culturale
- produzione di contenuti didattici editoriali e digitali (manuali, piattaforme online, MOOC)
- consulenze per progetti di valorizzazione territoriale e turismo culturale
In tutti questi ambiti, l’esperienza quotidiana in classe fornisce un punto di vista privilegiato sui bisogni formativi dei più giovani e sulle modalità più efficaci per avvicinarli all’arte e al patrimonio.
Come progettare strategicamente il proprio percorso verso l’aula
Per un giovane laureato che desidera insegnare Storia dell’Arte nelle scuole secondarie, la sfida principale è trasformare un percorso accademico spesso molto teorico in una carriera docente solida e sostenibile nel tempo. Una possibile strategia in più fasi potrebbe essere:
- 1. Verifica dei requisiti: controllare l’allineamento della propria laurea con le classi di concorso A-17 e A-54, pianificando eventuali integrazioni di CFU.
- 2. Inserimento in GPS e invio MAD: iniziare a maturare esperienza di insegnamento tramite supplenze, anche brevi, per comprendere il contesto scolastico e arricchire il curriculum.
- 3. Scelta del percorso abilitante: iscriversi ai percorsi universitari da 60 CFU per l’abilitazione, selezionando atenei e proposte formative che integrino tirocini di qualità e attenzione alla didattica della disciplina.
- 4. Formazione post laurea specialistica: valutare master e corsi di perfezionamento mirati a:
- incrementare il punteggio in graduatoria
- sviluppare competenze in didattica digitale, inclusione, progettazione
- creare un profilo distintivo rispetto ad altri candidati
- 5. Concorsi e consolidamento della carriera: partecipare ai concorsi a cattedra, puntare su supplenze annuali o al 30 giugno, costruire una reputazione professionale all’interno delle scuole in cui si lavora.
Conclusioni: dalla passione per l’arte alla professionalità docente
Insegnare Storia dell’Arte nelle scuole secondarie significa coniugare la passione per il patrimonio artistico con una professionalità didattica sempre più complessa e articolata. Il docente di oggi è chiamato a essere mediatore culturale, progettista educativo, facilitatore di competenze e, in molti casi, punto di riferimento per la costruzione di una cittadinanza consapevole e attenta ai beni culturali.
Per i giovani laureati, la chiave è non limitarsi alla sola laurea magistrale, ma investire in un percorso di formazione post laurea strutturato e coerente: dall’abilitazione ai master, dai corsi di perfezionamento alle esperienze di supplenza. Solo così il passaggio “dal banco all’aula” può tradursi in una vera opportunità di carriera, stabile e ricca di prospettive, nel mondo dell’istruzione secondaria.