Guida alla scelta di
Master in No Profit Area: Gestione Aziendale

215
Master
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Scuole
4.649
Laureati

Il mondo del No Profit è oggi un laboratorio strategico dove impatto sociale, innovazione e sostenibilità si incontrano. Specializzarsi qui significa acquisire competenze concrete in fundraising, project management, misurazione dell’impatto, gestione di fondi europei e governance, sempre più richieste da ONG, fondazioni e imprese sociali. Per i laureati, è un percorso che coniuga carriera e purpose, con spazi reali per leadership, digitale e partenariati pubblico-privato.

Per scegliere con lucidità, questa pagina mette a disposizione una bussola: l’analisi statistica dei 215 Master orienta tra trend, focus tematici e formati. Usa i filtri per affinare la ricerca e consulta l’elenco completo con costi, durata, tipologia, modalità di frequenza ed eventuali borse di studio: una mappa chiara per decidere dove investire il tuo prossimo passo.

Area: Gestione Aziendale
Categoria: No Profit

TROVATI 218 MASTER [in 285 Sedi / Edizioni]

Modalità di EROGAZIONE

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Modalità di FREQUENZA

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Master in No Profit Area: Gestione Aziendale

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Con i nostri dati statistici aggiornati su 215 Master in No Profit Area: Gestione Aziendale puoi analizzare le tipologie più diffuse, confrontare i costi medi, scoprire le città e le università con l'offerta formativa più ampia.

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Dati e statistiche sui master in questa area
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ANALISI

Master in No Profit Area: Gestione Aziendale

Cosa si studia

Competenze manageriali e strumenti per guidare organizzazioni del Terzo Settore

Il Master in No Profit forma professionisti capaci di guidare organizzazioni del Terzo Settore con una visione strategica e orientata all’impatto. Il percorso integra management, diritto, finanza sociale e competenze digitali, con particolare attenzione a governance, accountability e sostenibilità economica. Gli studenti apprendono come sviluppare piani di raccolta fondi, gestire budget, impostare sistemi di monitoraggio e valutazione, e costruire partnership efficaci con imprese, PA e fondazioni. Il programma alterna teoria e pratica tramite project work con ONG, cooperative sociali ed enti filantropici, preparando a ruoli manageriali e di coordinamento in contesti complessi e in evoluzione.

Aree di specializzazione

Governance, strategia e sostenibilità nel Terzo Settore

L’area copre modelli di governance, ruolo del consiglio direttivo e del direttore generale, e funzioni di controllo interno per garantire accountability e trasparenza. Si approfondiscono mission, theory of change e pianificazione strategica triennale, con analisi di rischio, stakeholder engagement e definizione di KPI di impatto e performance. Sono inclusi standard di sostenibilità e rendicontazione sociale, con focus su codice del Terzo Settore, gestione dei conflitti di interesse, politiche di inclusione e sistemi di protezione dei beneficiari.

Fundraising, comunicazione e partnership cross-settoriali

Questa area affronta l’intero ciclo del fundraising: individual giving, corporate fundraising, major donors, lasciti, bandi e grant di fondazioni, oltre a crowdfunding e membership. Si lavora su segmentazione donatori, customer journey, value proposition e stewardship, con uso di CRM e automazione per campagne omnicanale. Ampio spazio a partnership con imprese, cause related marketing, CSR e ESG, oltre a public fundraising con logiche di co-progettazione e co-programmazione con gli enti pubblici.

Amministrazione, bilancio, compliance e finanza sociale

L’area tratta il regime fiscale e contabile degli enti del Terzo Settore, la redazione del bilancio per cassa e per competenza, e il bilancio sociale secondo le linee guida ministeriali. Si studiano contrattualistica, privacy, tutela dei dati dei donatori, e procedure anticorruzione e antiriciclaggio. Vengono inoltre esaminati strumenti di finanza sociale e impact investing, come social impact bond, pay for success, fondi rotativi e blended finance, con analisi di sostenibilità economico-finanziaria dei progetti.

Progettazione, monitoraggio dell’impatto e advocacy

Questa area sviluppa competenze di project cycle management, logica del quadro logico e budgeting per progetti sociali, nazionali ed europei. Si approfondiscono sistemi di monitoraggio e valutazione con teoria del cambiamento, indicatori output-outcome-impact, SROI, MSC e metodi mixed methods. Un modulo è dedicato ad advocacy e policy making: lettura delle politiche pubbliche, costruzione di coalizioni, comunicazione istituzionale, e uso dei dati per influenzare l’agenda, sempre nel rispetto dell’etica e della tutela dei beneficiari.

Metodologie didattiche

Il metodo didattico integra lezioni frontali, casi reali e strumenti professionali, con forte orientamento all’operatività e al lavoro su dati e processi.

Project work con enti no profit
Gruppi misti sviluppano un progetto reale con una ONG o cooperativa, dalla strategia al budget, fino a una proposta di impatto misurabile e sostenibile.
Laboratori di fundraising e CRM
Esercitazioni su campagne omnicanale, set-up di CRM, segmentazione e automazioni, con test A/B e lettura dei principali indicatori di performance.
Cliniche legali e compliance
Sessioni pratiche su bilancio sociale, privacy, contratti e linee guida ETS, con simulazioni di audit interno e predisposizione di policy organizzative.
Data for Good e valutazione d’impatto
Workshop su metriche, raccolta dati, dashboard e modelli SROI, con applicazioni su dataset reali e presentazione dei risultati agli stakeholder.

"Il risultato di un’organizzazione senza scopo di lucro si misura nel cambiamento che produce nella vita delle persone e nelle comunità."

— Peter F. Drucker

Sbocchi professionali

Carriere nel terzo settore: ruoli, retribuzioni, ambiti e percorsi di crescita per chi ambisce a guidare organizzazioni non profit ad alto impatto

Il Master in No Profit prepara figure capaci di trasformare le finalità sociali in risultati misurabili, sostenibili e trasparenti. L’approccio integra competenze manageriali, strumenti di fundraising e grant management, controllo di impatto e una solida conoscenza del quadro normativo del terzo settore, così da operare in ONG, fondazioni, cooperative sociali, imprese sociali e uffici CSR. I partecipanti sviluppano abilità trasversali in progettazione europea e internazionale, budgeting, rendicontazione, stakeholder engagement e advocacy, combinando etica e accountability. Questo profilo consente di collocarsi in team multidisciplinari e in contesti complessi, dove è richiesta capacità di governance, mobilitazione risorse e misurazione dei risultati con indicatori chiari (Theory of Change, logframe, KPI).

Principali ruoli e retribuzioni

Project Manager Non Profit
32.000 - 45.000 €

Coordina l’intero ciclo di progetto (ideazione, budgeting, implementazione, rendicontazione), gestendo partner, beneficiari e donor. Traduce gli obiettivi sociali in piani operativi e indicatori misurabili, presidia rischi, timeline, procurement e compliance procedurale (UE, AICS, fondazioni).

Fundraising Manager
38.000 - 60.000 €

Progetta e implementa strategie multi-canale (istituzionale, individuale, corporate), cura major donors e legacy, ottimizza campagne digitali e data-driven. Allinea brand, comunicazione e CRM alla value proposition dell’ente, massimizza il donor lifetime value e garantisce sostenibilità pluriennale.

Grant Writer e Donor Relations
28.000 - 38.000 €

Intercetta bandi e opportunità di finanziamento, struttura concept note e proposte competitive, costruisce logframe, budget e workplan. Mantiene le relazioni con i donor, assicura compliance ai requisiti, e migliora il win-rate mediante analisi di edizioni passate e storytelling orientato all’impatto.

Responsabile Comunicazione e Advocacy
30.000 - 42.000 €

Definisce piani editoriali e campagne di sensibilizzazione, coordina media relations e attività istituzionali per incidere su policy e opinione pubblica. Integra metriche di impatto nella narrativa, presidia la reputazione e sviluppa alleanze con reti territoriali e stakeholder chiave.

Monitoring & Evaluation Specialist
32.000 - 46.000 €

Progetta sistemi M&E con Theory of Change, indicatori SMART e metodi mixed (quantitativi/qualitativi). Conduce baseline, midterm e final evaluation, elabora lesson learned e raccomandazioni, supporta decisioni data-informed e redige report di impatto conformi agli standard dei finanziatori.

Settori di inserimento

ONG e organizzazioni umanitarie 26%
Cooperative sociali e servizi alla persona 18%
Fondazioni, enti filantropici e grant-making 17%
Imprese sociali e start-up a impatto 14%
Pubblica Amministrazione ed enti locali 15%
Altri settori 10%

Progressione di carriera

La progressione di carriera nel non profit valorizza impatto, accountability e capacità di guidare reti complesse. L’avanzamento tipico parte da ruoli operativi e specialistici (progettazione, fundraising, M&E), evolve verso la gestione di portafogli multi-progetto e approda a responsabilità direzionali con budget rilevanti, governance, people management e relazioni istituzionali, includendo la supervisione di policy interne, risk management, diversificazione delle entrate e misurazione integrata dell’impatto.

Senior Program Manager (5-8 anni)
Head of Fundraising & Partnerships (6-10 anni)
Direttore Programmi / Country Manager (8-12 anni)
Direttore Generale / Segretario Generale (10-15 anni)

Dati e tendenze del settore

Esplora le statistiche del mercato formativo relativo a Master in No Profit Area: Gestione Aziendale

Analisi del Grafico

Analizzando la suddivisione per tipologia e frequenza dei master in ambito No Profit, emergono alcune indicazioni utili per orientare la scelta del percorso formativo. Innanzitutto, i master di I livello sono i più numerosi e offrono una varietà di modalità di frequenza: prevalgono le formule full time (8 corsi) e weekend (9 corsi), seguite da part time (7 corsi) e formula mista (3 corsi). Questo significa che se sei un laureato triennale interessato a un master in No Profit, potrai scegliere tra diverse modalità di frequenza, anche flessibili, come i weekend o formule miste, che possono conciliarsi con eventuali impegni lavorativi. Per i master di II livello, invece, non sono previste formule full time e part time, ma si trovano principalmente opzioni weekend (3 corsi) e formule miste (2 corsi), il che può risultare comodo per chi ha già esperienze lavorative e cerca un percorso compatibile con orari flessibili. Gli altri tipi di master, inclusi Executive, Alta Formazione e MBA, mostrano un’offerta molto limitata o assente nelle modalità più tradizionali, confermando che il settore No Profit è più accessibile tramite master di I e II livello con formule part time o weekend. È quindi fondamentale valutare il proprio titolo di studio e le proprie esigenze di tempo per scegliere il master più adatto.

Analisi del Grafico

Analizzando il costo dei master in ambito No Profit emerge che la maggior parte delle offerte si concentra nelle fasce di prezzo più accessibili. In particolare, i master di I livello sono presenti soprattutto nella fascia 0-3k € (21 corsi) e 3-6k € (19 corsi), con pochissimi superamenti dei 6k €. Questo li rende una scelta economica per chi ha una laurea triennale e vuole entrare nel settore senza un investimento troppo alto. Per i master di II livello, riservati a chi ha una laurea magistrale, la maggioranza si colloca nella fascia 3-6k € (17 corsi), con pochi corsi sotto i 3k € e quasi nessuno sopra. Questo indica che per specializzarsi ulteriormente nel No Profit il costo medio è leggermente superiore, ma rimane comunque contenuto. Non sono presenti master Executive, MBA o di Alta Formazione a prezzi elevati, mentre i corsi di perfezionamento e master brevi sono quasi tutti sotto i 6k €. Infine, i corsi di laurea magistrale collegati al No Profit mostrano un’offerta molto limitata, con pochi corsi e prezzi contenuti. Se stai valutando un master in No Profit, puoi aspettarti un investimento contenuto, soprattutto se scegli un master di I livello o corsi brevi, mentre i master di II livello tendono a costare un po’ di più ma restano comunque accessibili.

Analisi del Grafico

Il grafico evidenzia le cinque città italiane con il maggior numero di master in ambito No Profit, suddivisi per tipologia. Roma si conferma la città con la più ampia offerta di master di primo livello (14), seguita da Milano e Torino con 5 ciascuna. Interessante notare che Roma guida anche per i master di secondo livello (5) e per le lauree magistrali (10), confermandosi un polo importante per chi ha già una laurea triennale e vuole specializzarsi ulteriormente nel settore No Profit. Padova spicca invece per le lauree magistrali (14), superando Milano (10) e Bologna (8), il che può essere un fattore decisivo per chi cerca un percorso magistrale specifico in questo ambito. Le tipologie Executive, MBA e master brevi risultano assenti o molto limitate nelle città considerate, suggerendo che per queste formule di studio nel No Profit potrebbe essere necessario valutare altre località o modalità online. In sintesi, se hai una laurea triennale e vuoi accedere a un master di primo livello, Roma offre la scelta più ampia, mentre per laureati magistrali Padova e Milano sono ottime destinazioni per approfondire la formazione nel No Profit.

Analisi del Grafico

Il grafico evidenzia come la modalità di erogazione dei master nel settore No Profit vari significativamente in base alla tipologia del corso. Per chi possiede una laurea triennale e sta valutando un master di I livello, si nota una buona disponibilità sia di corsi in sede (41) che online (28), offrendo così una flessibilità importante per conciliare studio e impegni personali o lavorativi. I master di II livello, riservati a chi ha già una laurea magistrale, sono meno numerosi ma comunque disponibili sia in presenza (18) che online (13), confermando che anche per questi percorsi specialistici esistono opzioni flessibili. Da sottolineare che gli Executive e gli MBA non sono offerti per il No Profit in modalità online o in sede, probabilmente a causa della specificità del settore. Infine, le lauree magistrali mostrano una netta prevalenza della modalità in sede (87 contro 12 online), segnalando che chi desidera proseguire con questo tipo di titolo deve essere pronto a seguire un percorso prevalentemente tradizionale. Se cerchi flessibilità e modalità a distanza, i master di I e II livello sono la scelta più indicata nel No Profit.

Analisi del Grafico

Analizzando i master nel settore No Profit, emerge con chiarezza che la maggior parte dei corsi è offerta dalle università pubbliche. In particolare, i master di I livello (44) e II livello (26) sono dominati da queste istituzioni, un dato importante se sei un laureato che punta a un percorso formativo riconosciuto e tradizionalmente strutturato. Le università private propongono un numero inferiore di master, soprattutto di I livello (24), mentre le business school e le altre tipologie di scuole hanno un’offerta quasi trascurabile o assente in questo ambito. Questo significa che, se cerchi un master in No Profit con un’impostazione accademica solida e riconosciuta, la scelta migliore rimane l’università pubblica. È interessante notare l’assenza totale di master executive, MBA, brevi o di alta formazione in questo settore, indicazione che i percorsi più specialistici o rapidi sono meno diffusi o non presenti nel campo del No Profit. Quindi, se il tuo obiettivo è una formazione approfondita e accademica, punta su master di I o II livello nelle università pubbliche.

Analisi del Grafico

Analizzando i dati relativi ai master in No Profit, emerge chiaramente che la Lombardia è la regione più attiva, con un totale di 34 master offerti, di cui 26 in sede e 8 online. Questo la rende un punto di riferimento importante se preferisci una formazione tradizionale in aula, ma con anche qualche opportunità digitale. Il Lazio e il Veneto presentano un equilibrio interessante tra le due modalità: il Lazio offre 19 master in sede e ben 15 online, mentre il Veneto propone 19 in sede e 9 online, dando maggiori opportunità per chi cerca flessibilità. Se sei un laureato triennale o magistrale interessato a un master in questo settore, considera che le modalità in sede predominano, ma alcune regioni come Lazio e Veneto si distinguono per un’offerta online più sviluppata, ideale se cerchi di conciliare studio e lavoro. In regioni come Sicilia e Trentino-Alto Adige, invece, i master online sono quasi assenti, quindi se questa modalità è per te fondamentale, valuta altre aree. In sintesi, la scelta della regione incide molto sulla modalità di frequenza disponibile, un aspetto cruciale per pianificare al meglio il tuo percorso post laurea nel No Profit.

Analisi del Grafico

Il grafico sull'interesse dei laureati per i master in ambito No Profit evidenzia alcune differenze significative tra scuole pubbliche e private. I master di I livello sono quelli che raccolgono il maggior numero di visualizzazioni, con un netto predominio delle scuole private (2213) rispetto a quelle pubbliche (1271). Questo indica che, per chi ha una laurea triennale e vuole entrare nel settore No Profit, i master di I livello rappresentano l’opzione più richiesta, soprattutto nelle scuole private. Al contrario, i master di II livello, riservati a chi ha una laurea magistrale, suscitano un interesse più marcato nelle scuole pubbliche (437) rispetto alle private (219), suggerendo una maggiore offerta o attrattiva di questi corsi pubblici per laureati magistrali. È interessante notare che altre tipologie come Executive, MBA o corsi brevi non ricevono praticamente attenzione in questo ambito, mentre i corsi di perfezionamento e le lauree magistrali mostrano un interesse limitato, soprattutto nelle scuole pubbliche. Se sei un laureato triennale, il master di I livello nelle scuole private potrebbe offrirti più opportunità, mentre i laureati magistrali dovrebbero considerare attentamente le proposte pubbliche di II livello.

Analisi del Grafico

Analizzando l’interesse dei laureati per le modalità di frequenza dei master in ambito No Profit, emerge un quadro molto chiaro e utile per orientare la tua scelta. La modalità full time in sede attira un numero significativo di studenti (712), ma il part time in sede è nettamente più richiesto (1457), segno che molti cercano flessibilità mantenendo comunque la presenza fisica. D’altra parte, la modalità online è preferita soprattutto nelle formule weekend (657 iscritti) e miste (596 iscritti), mostrando come il digitale risponda bene alle esigenze di chi deve conciliare studio e lavoro o altre attività. Questo suggerisce che se non puoi frequentare in modo tradizionale, i master online o ibridi rappresentano un’ottima alternativa, soprattutto in formule che non richiedono la presenza quotidiana. Infine, la formula serale non sembra essere molto diffusa né in sede né online, forse per caratteristiche specifiche dei corsi o del target. Ricorda che la scelta della modalità deve tenere conto anche dei tuoi impegni e preferenze personali, oltre che dei requisiti del master scelto.

Analisi del Grafico

Il grafico sull'interesse dei laureati verso i master in ambito No Profit evidenzia alcune tendenze importanti per chi sta valutando questa tipologia di formazione. La maggior parte dei laureati interessati ai master di I livello preferisce la modalità part time (1457 iscritti), seguita dalla formula weekend (696) e full time (506). Questo indica una forte esigenza di flessibilità, probabilmente perché molti studenti cercano di conciliare studio e lavoro o altri impegni. Per i master di II livello, l’interesse è decisamente più contenuto (318 laureati totali), distribuito tra part time, formula weekend e mista, mentre per altre tipologie come Executive, MBA o corsi di alta formazione l’interesse risulta praticamente nullo o molto limitato, probabilmente per i requisiti di accesso specifici o per la natura più specialistica di questi corsi. Inoltre, è interessante notare che non ci sono dati di interesse per le formule serali, suggerendo che questa modalità non è particolarmente richiesta nel settore No Profit. Se sei un laureato triennale, il master di I livello in part time o weekend potrebbe rappresentare la scelta più accessibile e sostenibile. Chi invece ha una laurea magistrale potrebbe valutare l’offerta di II livello, anche se meno numerosa, sempre privilegiando formule flessibili per gestire al meglio gli impegni personali e professionali.

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