Co-progettazione di servizi ad alto impatto sociale: perché è centrale oggi
La co-progettazione di servizi ad alto impatto sociale è diventata uno dei paradigmi più rilevanti nelle politiche pubbliche, nel terzo settore e nella responsabilità sociale d'impresa. Non si tratta solo di una modalità innovativa di progettazione, ma di un vero e proprio cambio di paradigma: da un sistema in cui i servizi vengono pensati “per” le persone, a uno in cui vengono ideati e sviluppati “insieme” alle persone, agli enti e ai territori coinvolti.
Per i giovani laureati interessati a carriere nel sociale, nella pubblica amministrazione, nel non profit o nella consulenza per l'innovazione sociale, padroneggiare tecniche e approcci di co-progettazione significa accedere a un segmento professionale in forte crescita, sostenuto da fondi europei, bandi nazionali e investimenti in impact investing.
Cosa si intende per co-progettazione di servizi ad alto impatto sociale
La co-progettazione è un processo strutturato in cui più attori (pubblica amministrazione, enti del terzo settore, imprese sociali, cittadini, beneficiari finali, fondazioni, università) collaborano alla definizione, alla pianificazione e spesso anche alla gestione di servizi e interventi con una finalità sociale rilevante.
Quando parliamo di servizi ad alto impatto sociale, ci riferiamo a interventi che producono cambiamenti misurabili e significativi in ambiti come:
- inclusione sociale, lavorativa ed educativa;
- contrasto alla povertà e alle disuguaglianze;
- salute e benessere, anche mentale;
- rigenerazione urbana e coesione di comunità;
- sostenibilità ambientale e transizione ecologica;
- innovazione nei servizi pubblici e welfare di comunità.
La co-progettazione non è semplice consultazione o ascolto: è progettazione condivisa, con responsabilità, risorse e decisioni coprogettate lungo l'intero ciclo del servizio.
Principi chiave della co-progettazione ad alto impatto sociale
Per comprendere tecniche e approcci, è fondamentale partire dai principi che guidano un buon processo di co-progettazione:
- Centralità della persona e delle comunità: i destinatari del servizio diventano co-autori nella definizione dei bisogni e delle soluzioni.
- Multistakeholder: coinvolgimento attivo di stakeholder diversi, con ruoli e competenze complementari.
- Trasparenza e condivisione di obiettivi, vincoli, risorse e criteri di valutazione.
- Orientamento all'impatto: dall'erogazione del servizio al cambiamento sociale generato, misurato con indicatori specifici.
- Iteratività: il progetto non è un documento statico, ma un processo che si adatta, si testa, si migliora.
- Responsabilità condivisa: gli attori si assumono responsabilità comuni rispetto ai risultati.
Fasi operative della co-progettazione di servizi sociali
Pur variando a seconda dei contesti (pubblica amministrazione, fondazioni, bandi europei, iniziative di impatto sociale), la maggior parte dei processi di co-progettazione segue alcune fasi ricorrenti.
1. Analisi del contesto e mappatura degli stakeholder
La fase iniziale prevede l'analisi dei bisogni e la mappatura degli attori che possono incidere sul problema o essere toccati dalla soluzione. Strumenti tipici:
- analisi documentale (dati ISTAT, report, studi locali);
- interviste qualitative e focus group con beneficiari e operatori;
- stakeholder mapping e analisi di potere–interesse;
- indagini quantitative (survey online, questionari strutturati).
In questa fase, le competenze di ricerca sociale applicata, data analysis e facilitazione di gruppo sono particolarmente richieste.
2. Co-design: ideazione e definizione della soluzione
È il momento in cui i diversi attori si siedono allo stesso tavolo (fisico o virtuale) per co-creare servizi e interventi. Alcune tecniche spesso utilizzate:
- Design Thinking applicato al sociale (fasi: empathize, define, ideate, prototype, test);
- Service Design per mappare il viaggio dell'utente (customer journey) e i punti di contatto;
- World Café e metodi partecipativi per generare idee in maniera strutturata;
- Storyboarding e user stories per descrivere i servizi dal punto di vista degli utenti;
- Canvas specifici (es. Social Business Model Canvas, Theory of Change canvas).
La qualità di un progetto di co-progettazione non dipende solo dalle idee generate, ma dalla capacità di allineare aspettative, vincoli e risorse dei diversi attori coinvolti.
3. Sviluppo del modello di intervento e del business model sociale
Una volta definite le linee di intervento, è necessario tradurre le idee in un modello operativo e sostenibile:
- definizione dei servizi specifici e delle modalità di erogazione;
- allocazione di ruoli, responsabilità e competenze tra i partner;
- elaborazione del piano economico (costi, ricavi, cofinanziamenti, impatti di lungo periodo);
- identificazione di fonti di finanziamento (bandi, fondi strutturali, fondazioni, impact investor);
- costruzione di un modello di governance condiviso.
In questa fase risultano centrali competenze di project management, amministrazione di progetti complessi e fundraising.
4. Sperimentazione, prototipazione e scaling
Per i servizi ad alto impatto sociale è sempre più diffusa una logica di test & learn:
- prototipazione di servizi in scala ridotta (progetti pilota);
- raccolta dati sugli esiti (feedback qualitativi, indicatori quantitativi);
- adattamento del modello sulla base dei risultati;
- scaling del servizio su altri territori o target.
Qui emergono ruoli professionali legati alla valutazione di impatto sociale e alla gestione di living lab e sperimentazioni sul campo.
5. Monitoraggio, valutazione e rendicontazione di impatto
Un servizio è davvero “ad alto impatto sociale” solo se l'impatto viene misurato e rendicontato in modo rigoroso e trasparente.
Le tecniche utilizzate includono:
- definizione di indicatori di outcome e di impatto (a breve, medio e lungo termine);
- teorie del cambiamento (Theory of Change) e quadri logici (Logical Framework);
- analisi costi-benefici e metodi come Social Return on Investment (SROI);
- strumenti di impact reporting richiesti da fondazioni ed investitori.
Tecniche e strumenti concreti di co-progettazione
Nel lavoro quotidiano, chi opera nella co-progettazione di servizi sociali si avvale di una combinazione di strumenti metodologici. Alcuni tra i più rilevanti per chi sta costruendo il proprio profilo professionale:
Design Thinking per il sociale
Il Design Thinking applicato all'innovazione sociale consente di sviluppare servizi centrati sulla persona e testati in modo iterativo. Le sue cinque fasi principali vengono adattate come segue:
- Empathize: ascolto attivo di beneficiari, comunità, operatori;
- Define: definizione condivisa del problema sociale prioritario;
- Ideate: generazione di soluzioni in co-creazione;
- Prototype: costruzione di versioni semplificate del servizio;
- Test: verifica con gli utenti e raccolta di feedback.
Service Design e mappatura dei servizi
Il Service Design permette di rappresentare in modo chiaro e condiviso come funziona un servizio sociale:
- Customer (o User) Journey Map: rappresenta i passaggi che l'utente compie durante l'esperienza del servizio.
- Service Blueprint: evidenzia non solo il front-end visibile all'utente, ma anche i processi interni, i sistemi e le risorse necessarie.
- Personas: profili tipo dei destinatari, costruiti su dati reali.
Metodi partecipativi e facilitazione
La capacità di facilitare gruppi eterogenei è cruciale per la co-progettazione. Tra i metodi maggiormente utilizzati:
- Focus group strutturati con attori diversi (beneficiari, operatori, decisori);
- Open Space Technology per favorire la circolazione libera di idee su grandi gruppi;
- World Café per discussioni guidate in piccoli gruppi su tavoli tematici;
- tecniche di consenso graduale (consent decision-making) per assumere decisioni condivise.
Strumenti digitali per la co-progettazione
La transizione digitale ha ampliato le opportunità di co-progettare anche a distanza:
- piattaforme di collaborazione online (es. Miro, Mural, Jamboard) per lavorare in modo visuale;
- strumenti di gestione progetti (Asana, Trello, Notion) per coordinare team e attività;
- soluzioni di partecipazione digitale (piattaforme di civic engagement, consultazioni online, sondaggi);
- dashboard di monitoraggio per visualizzare in tempo reale indicatori di output e outcome.
Competenze chiave per lavorare nella co-progettazione sociale
Per un giovane laureato interessato alla co-progettazione di servizi ad alto impatto sociale, è utile ragionare in termini di competenze cross-disciplinari.
Competenze tecniche (hard skills)
- Project management sociale: pianificazione, gestione tempi e budget, coordinamento partner.
- Metodologie di progettazione europea e nazionale (Logical Framework, PCM, bandi PNRR, fondi strutturali).
- Valutazione di impatto e monitoraggio dei risultati.
- Metodi di ricerca sociale qualitativa e quantitativa.
- Strumenti digitali collaborativi e di data visualization.
- Conoscenza di normativa del terzo settore e di partenariati pubblico-privati (in particolare la co-progettazione ex art. 55–56 Codice del Terzo Settore, ove applicabile).
Competenze trasversali (soft skills)
- Capacità di facilitazione e gestione di gruppi eterogenei.
- Ascolto attivo ed empatia, soprattutto nei confronti di utenti vulnerabili.
- Comunicazione chiara, sia scritta (proposte progettuali, report) sia orale (riunioni, presentazioni).
- Problem solving complesso e pensiero sistemico.
- Negoziazione e gestione del conflitto tra interessi diversi.
- Orientamento all'innovazione e alla sperimentazione.
Opportunità di formazione post laurea nella co-progettazione sociale
Lavorare nella co-progettazione richiede un mix di competenze che difficilmente si sviluppano in modo completo durante il solo percorso triennale o magistrale. Per questo sono particolarmente strategici percorsi di formazione post laurea mirati.
Master e corsi di alta formazione
Diverse università e enti di formazione propongono master e corsi specifici su:
- Management del terzo settore e dell'impresa sociale;
- Innovazione sociale e progettazione europea;
- Welfare di comunità e servizi sociali territoriali;
- Valutazione di impatto sociale e social performance;
- Public management e co-progettazione con la PA;
- Service Design e Design Thinking per il sociale.
Un master o corso di alta formazione ben strutturato integra moduli teorici, laboratori di progettazione partecipata, casi studio e spesso project work in collaborazione con enti reali, offrendo un primo contatto concreto con il mondo professionale.
Laboratori, workshop e percorsi brevi
Accanto ai percorsi più lunghi, è possibile rafforzare il proprio profilo con:
- workshop intensivi di Design Thinking applicato al sociale;
- laboratori di scrittura di progetti per bandi nazionali ed europei;
- corsi brevi su strumenti digitali collaborativi e facilitazione online;
- percorsi introduttivi su impact management & measurement.
Questi percorsi brevi consentono di acquisire competenze pratiche immediatamente spendibili, spesso con un investimento economico e di tempo più contenuto.
Stage, tirocini e progetti sul campo
Una componente fondamentale della formazione nella co-progettazione di servizi sociali è l'esperienza sul campo. È consigliabile cercare opportunità di:
- stage presso enti del terzo settore impegnati in progetti complessi;
- tirocini in uffici di progettazione europea di enti pubblici o privati;
- collaborazioni con fondazioni di erogazione e enti filantropici;
- project work universitari con partner territoriali.
Sbocchi professionali nella co-progettazione di servizi ad alto impatto sociale
La co-progettazione apre un ventaglio di opportunità di carriera trasversali a più settori. Alcune figure professionali in cui questa competenza è centrale:
Project manager e specialisti di progettazione sociale
Ruoli che operano nella definizione, scrittura, gestione e rendicontazione di progetti sociali complessi, spesso in partnership tra pubblico e privato. Possono lavorare in:
- cooperative sociali e imprese sociali;
- ONG e organizzazioni non profit di dimensioni medio-grandi;
- consorzi di enti del terzo settore;
- società di consulenza specializzate in social innovation e progettazione europea.
Esperti di innovazione sociale e policy designer
Professionisti che supportano enti pubblici e privati nella progettazione di politiche e servizi innovativi, con forti competenze di analisi e di co-creazione con gli stakeholder. Operano in:
- amministrazioni pubbliche (comuni, regioni, ministeri);
- centri di ricerca e think tank;
- laboratori di innovazione (innovation lab, policy lab);
- società di consulenza strategica specializzate nel settore pubblico.
Facilitatori e service designer per il sociale
Figure ibride che combinano competenze di facilitazione, service design e gestione di processi partecipativi, accompagnando organizzazioni e comunità nella co-progettazione di servizi e percorsi di cambiamento.
Esperti di valutazione e impact manager
Con la crescita dell'impact investing e dei bandi orientati ai risultati, stanno emergendo ruoli focalizzati sulla valutazione di impatto sociale, sulla rendicontazione e sulla definizione di indicatori. Possono lavorare in:
- fondazioni di erogazione;
- enti di ricerca e valutazione;
- società di consulenza specializzate in misurazione dell'impatto;
- grandi organizzazioni non profit e imprese sociali.
Come orientare la propria carriera nella co-progettazione sociale
Per costruire un profilo competitivo in questo ambito, è utile seguire alcune strategie:
- Definire un'area tematica di interesse (es. inclusione lavorativa, politiche giovanili, salute mentale, sostenibilità ambientale) su cui specializzarsi progressivamente.
- Integrare formazione teorica e pratica: combinare un master o corso avanzato con esperienze concrete di progetto.
- Costruire un portfolio di progetti, anche piccoli, in cui evidenziare il proprio ruolo nei processi di co-progettazione.
- Curare le competenze digitali, soprattutto sugli strumenti collaborativi e di data analysis.
- Partecipare a reti professionali (community di innovazione sociale, network del terzo settore, gruppi di lavoro tematici).
Conclusioni: perché investire oggi nella co-progettazione di servizi ad alto impatto sociale
La co-progettazione di servizi ad alto impatto sociale non è una moda passeggera, ma una risposta strutturale alla complessità dei bisogni sociali contemporanei. Per i giovani laureati rappresenta una area professionale dinamica, in cui competenze umanistiche, sociali, economiche, giuridiche e progettuali trovano una sintesi concreta e orientata al cambiamento.
Investire in formazione post laurea specifica su tecniche e approcci di co-progettazione significa dotarsi degli strumenti per:
- partecipare a progetti innovativi sostenuti da fondi pubblici e privati;
- collaborare con enti del terzo settore, pubbliche amministrazioni e imprese responsabili;
- contribuire in modo misurabile al miglioramento delle condizioni di vita di persone e comunità;
- costruire una carriera solida in un ambito professionale ad alto valore sociale e in costante evoluzione.
Per chi desidera coniugare impatto sociale e sviluppo professionale, la co-progettazione di servizi sociali è uno degli sbocchi più promettenti e strategici su cui puntare oggi.