Perché la filosofia è fondamentale nella gestione e organizzazione delle biblioteche
Parlare del ruolo della filosofia nella gestione e organizzazione delle biblioteche significa interrogarsi sul senso stesso delle istituzioni bibliotecarie: perché esistono, quali valori devono incarnare, come devono organizzare il sapere e quali responsabilità hanno nei confronti della società. In un contesto in cui le biblioteche stanno diventando sempre più centri di accesso all’informazione digitale, spazi di comunità e piattaforme di apprendimento permanente, la riflessione filosofica non è un lusso teorico, ma uno strumento operativo per guidare scelte gestionali, organizzative e strategiche.
Per giovani laureati – in particolare in filosofia e in altre discipline umanistiche – questo intreccio tra filosofia e biblioteconomia apre interessanti opportunità di formazione post laurea e percorsi di carriera in ambito bibliotecario, documentale e culturale, dove il pensiero critico si traduce in competenze professionali concrete.
Filosofia della biblioteca: principi, valori e identità
Una biblioteca non è solo un deposito di libri o un sistema di prestito: è un’istituzione culturale fondata su una precisa visione filosofica della conoscenza, della persona e della società. Comprendere questa dimensione è essenziale per chi aspira a ruoli di responsabilità nella gestione delle biblioteche.
Conoscenza, verità e organizzazione del sapere
La filosofia della conoscenza (epistemologia) offre strumenti per interrogarsi su come il sapere è prodotto, validato e trasmesso. Questo ha implicazioni dirette per l’organizzazione delle collezioni e dei cataloghi:
- Cosa includere in biblioteca? Solo testi scientificamente consolidati o anche fonti controverse, minoritarie, alternative?
- Come classificare il sapere? Quali sistemi di classificazione adottare (Dewey, CDD, soggettari, tassonomie personalizzate) e con quali criteri?
- Chi decide le gerarchie del sapere? E come evitare che le strutture di classificazione riflettano solo prospettive dominanti, escludendo voci marginali?
Un laureato in filosofia è abituato a ragionare su concetti come verità, oggettività, pluralismo, e può quindi contribuire in modo qualificato alla progettazione di sistemi di organizzazione delle informazioni che siano critici, inclusivi e consapevoli dei propri limiti.
Etica dell’informazione e responsabilità sociale
Le biblioteche sono luoghi in cui si intrecciano questioni di etica dell’informazione: libertà intellettuale, censura, privacy, accesso equo alle risorse, inclusione. Chi si occupa di organizzazione delle biblioteche deve prendere decisioni che hanno conseguenze concrete sulla vita degli utenti.
Alcuni temi in cui la formazione filosofica è particolarmente preziosa:
- Libertà di informazione: come gestire richieste di rimozione di materiali controversi? Quali limiti porre (se ve ne sono) a contenuti considerati offensivi o pericolosi?
- Neutralità e imparzialità: esiste davvero una biblioteca «neutrale» o ogni scelta di acquisizione e classificazione è già un atto politico e culturale?
- Privacy e dati personali: in che modo tracciare e analizzare l’uso dei servizi digitali rispettando la dignità e i diritti degli utenti?
- Giustizia sociale e inclusione: come progettare servizi che riducano – invece di ampliare – il divario digitale e culturale tra gruppi sociali diversi?
«Le biblioteche sono più che semplici edifici; sono espressioni viventi dei valori di una comunità.»
(rilettura in chiave filosofica delle leggi di Ranganathan)
Una solida formazione filosofica permette di affrontare questi dilemmi non in modo improvvisato, ma all’interno di quadri teorici coerenti (etica deontologica, utilitarismo, etica delle virtù, etica del discorso, filosofie della giustizia, ecc.).
Dalla teoria alla pratica: come la filosofia orienta la gestione delle biblioteche
Nei ruoli di direzione e management bibliotecario, le decisioni operative sono sempre radicate in scelte di valore. La filosofia offre criteri per rendere queste scelte più trasparenti e razionali.
Politiche di sviluppo delle collezioni
La definizione delle collection development policies (politiche di sviluppo delle collezioni) è un ambito cruciale della gestione delle biblioteche in cui la riflessione filosofica è direttamente applicabile:
- Criteri di selezione: equilibrio tra rigore scientifico, pluralismo delle fonti, rappresentatività culturale.
- Gestione delle controversie: come rispondere a richieste di rimozione o limitazione dell’accesso a determinati materiali.
- Patrimonio locale vs globale: come conciliare la valorizzazione delle produzioni culturali del territorio con l’apertura a prospettive internazionali.
Chi possiede competenze filosofiche può contribuire alla stesura di documenti di policy chiari, argomentati, coerenti con i codici etici professionali nazionali e internazionali.
Progettazione degli spazi e centralità dell’utente
La filosofia politica e la filosofia sociale possono guidare anche la progettazione degli spazi bibliotecari:
- Biblioteca come spazio pubblico di democrazia e partecipazione.
- Biblioteca come ambiente di apprendimento per comunità di pratica e di ricerca.
- Biblioteca come luogo di inclusione per fasce di popolazione vulnerabili (minori, anziani, migranti, persone con disabilità).
Dietro scelte apparentemente tecniche (disposizione degli scaffali, zone silenziose vs aree collaborative, accessibilità fisica e digitale) si nascondono visioni filosofiche dell’uomo, della conoscenza e della convivenza sociale. La capacità di argomentare e progettare su questi piani è un importante valore aggiunto per chi opera nella organizzazione delle biblioteche.
Gestione del cambiamento digitale e tecnologie emergenti
La trasformazione digitale investe pienamente il mondo delle biblioteche: risorse elettroniche, banche dati, ebook, piattaforme di e-learning, intelligenza artificiale per la raccomandazione di contenuti e la descrizione automatica di documenti.
Qui la filosofia della tecnologia e l’etica dell’algoritmo diventano strumenti pratici per:
- valutare l’impatto di strumenti di IA nella catalogazione e nell’information retrieval;
- riflettere sui rischi di bias algoritmico nei suggerimenti di lettura e nelle ricerche;
- definire politiche per l’uso responsabile dei dati degli utenti e dei log di navigazione;
- mediare tra logiche di mercato dei grandi editori digitali e missione pubblica delle biblioteche.
In tutti questi ambiti, un background filosofico solido, combinato con una formazione specialistica in biblioteconomia e gestione delle informazioni, permette di assumere ruoli di coordinamento, consulenza e governance dei processi innovativi.
Formazione post laurea: percorsi per integrare filosofia e biblioteconomia
Per giovani laureati in filosofia (ma anche in lettere, storia, scienze politiche, ecc.) interessati alla gestione e organizzazione delle biblioteche, esistono diversi percorsi di formazione post laurea che consentono di trasformare competenze teoriche in profili professionali spendibili.
Master e corsi specialistici
I principali filoni formativi a livello post laurea includono:
- Master in biblioteconomia e scienze dell’informazione
Orientati alla formazione di bibliotecari e documentalisti, affrontano temi come catalogazione, metadatazione, reference, gestione di collezioni digitali, servizi agli utenti, project management per biblioteche. - Master in gestione e organizzazione delle biblioteche e dei servizi documentali
Con focus specifico sugli aspetti gestionali: pianificazione strategica, organizzazione del personale, budgeting, valutazione dei servizi, marketing delle biblioteche. - Master in digital humanities e gestione dei patrimoni digitali
Ideali per chi vuole coniugare filosofia, cultura e tecnologie digitali, con particolare attenzione a digitalizzazione, archivi digitali, data curation. - Corsi di perfezionamento in etica dell’informazione e filosofia della tecnologia
Utili per costruire una specializzazione verticale su temi di impatto etico e sociale legati alla trasformazione digitale delle biblioteche.
Competenze chiave da sviluppare
Per posizionarsi in modo competitivo nel settore delle biblioteche, un laureato in filosofia dovrebbe puntare a integrare le proprie capacità critiche con competenze tecniche e gestionali mirate:
- Competenze biblioteconomiche di base: principi di catalogazione e indicizzazione, sistemi di classificazione, reference, information literacy.
- Competenze digitali: gestione di cataloghi online (OPAC), basi di metadatazione per risorse digitali, familiarità con database e piattaforme di gestione di collezioni elettroniche.
- Competenze gestionali: elementi di organizzazione aziendale, gestione di progetti, pianificazione strategica, gestione del personale.
- Competenze comunicative e didattiche: progettazione di attività di formazione utenti, laboratori di educazione all’informazione, iniziative di promozione della lettura e della ricerca.
La combinazione di pensiero critico filosofico e strumenti professionali biblioteconomici definisce un profilo particolarmente apprezzato soprattutto in contesti complessi: grandi biblioteche di ricerca, sistemi bibliotecari universitari, centri di documentazione specializzati, istituzioni culturali che gestiscono patrimoni ibridi (analogici e digitali).
Sbocchi professionali: carriere tra filosofia, biblioteche e informazione
L’intreccio tra filosofia e biblioteconomia apre a una serie di opportunità di carriera che vanno ben oltre l’immagine tradizionale del «bibliotecario di sala».
Bibliotecario e bibliotecario dirigente
Il percorso più naturale è quello verso ruoli di bibliotecario in contesti pubblici, scolastici, universitari o specializzati. Con adeguata esperienza e formazione gestionale, è possibile accedere a posizioni di:
- direttore di biblioteca o responsabile di sede;
- coordinatore di sistema bibliotecario (territoriale, universitario, tematico);
- responsabile di area (servizi al pubblico, sviluppo collezioni, servizi digitali).
In questi ruoli, le competenze filosofiche si traducono nella capacità di definire visioni strategiche, mission istituzionali e carte dei servizi coerenti con i valori di democrazia, accesso alla conoscenza e responsabilità sociale.
Subject librarian e consulente alla ricerca
Nei contesti accademici, si sta diffondendo la figura del subject librarian, un bibliotecario specializzato in un’area disciplinare specifica (ad esempio filosofia, scienze sociali, studi umanistici digitali). Per un laureato in filosofia questo può essere uno sbocco naturale, con responsabilità quali:
- supporto alla ricerca bibliografica avanzata per studenti, dottorandi e docenti;
- curatela di collezioni specializzate (monografie, riviste, archivi di preprint, risorse open access);
- formazione su metodologie di ricerca e information literacy in ambito filosofico e umanistico;
- consulenza su politiche di open science e gestione dei diritti d’autore.
Digital librarian, data curator e knowledge manager
Per chi desidera coniugare filosofia, etica dell’informazione e tecnologie digitali, esistono profili emergenti come:
- digital librarian: gestione di collezioni digitali, repository istituzionali, archivi aperti, piattaforme di e-learning;
- data curator: supporto alla gestione dei dati della ricerca, con attenzione a metadatazione, riuso, apertura e sostenibilità;
- knowledge manager in organizzazioni complesse: progettazione di sistemi di condivisione della conoscenza interna, policy informative, portali documentali.
In questi ruoli, la capacità filosofica di riflettere su concetti, strutture, categorie, relazioni si traduce in una marcia in più nella progettazione di architetture informative robuste e intelligibili.
Project manager e consulente per istituzioni culturali
Infine, molti laureati con un mix di filosofia, biblioteconomia e management culturale trovano collocazione come:
- project manager in progetti di innovazione bibliotecaria, digitalizzazione, creazione di portali culturali;
- consulenti per amministrazioni pubbliche e fondazioni su temi di politiche dell’informazione, strategie di lettura pubblica, alfabetizzazione digitale;
- formatori in ambito di etica dell’informazione, cittadinanza digitale, uso critico delle fonti.
Come impostare un percorso di carriera in biblioteca partendo dalla filosofia
Per un giovane laureato che desidera entrare nel mondo della gestione e organizzazione delle biblioteche partendo da una base filosofica, è utile seguire alcuni passi strategici:
- Chiarire la propria motivazione
Interrogarsi su quali dimensioni attraggono di più: contatto con il pubblico, ricerca, digitale, aspetti gestionali, progettazione di servizi, impegno sociale. - Scegliere un percorso post laurea mirato
Individuare un master o corso specialistico che integri biblioteconomia, gestione delle informazioni e competenze digitali, valorizzando al contempo il background filosofico. - Fare esperienza sul campo
Cercare tirocini, collaborazioni o volontariato in biblioteche, archivi, centri di documentazione, per comprendere concretamente i bisogni dei servizi e acquisire esperienza pratica. - Costruire un profilo professionale coerente
Mettere in evidenza, nel CV e nel portfolio, come le competenze filosofiche (analisi, argomentazione, etica, teoria della conoscenza) si traducono in valore aggiunto per la gestione delle biblioteche. - Curare la formazione continua
Il settore è in rapida evoluzione: è importante aggiornarsi su temi come open access, gestione dei dati, IA, etica dell’informazione, nuove forme di mediazione culturale.
Conclusioni: la filosofia come vantaggio competitivo nelle biblioteche del futuro
La transizione verso biblioteche sempre più digitali, interconnesse e orientate ai servizi rende indispensabile una riflessione profonda su valori, finalità e modelli di organizzazione del sapere. In questo scenario, la filosofia non è un semplice «ornamento teorico», ma un vantaggio competitivo per chi si occupa di gestione e organizzazione delle biblioteche.
Per i giovani laureati, in particolare in filosofia e nelle discipline umanistiche, le biblioteche rappresentano un ambito professionale in cui è possibile:
- mettere a frutto la capacità di analisi critica e argomentazione;
- contribuire alla costruzione di spazi di democrazia, inclusione e accesso alla conoscenza;
- sviluppare carriere qualificate, in ruoli sia tecnici sia gestionali, all’incrocio tra cultura e innovazione digitale.
Investire in una formazione post laurea che integri filosofia, biblioteconomia e competenze digitali significa prepararsi a diventare protagonisti della trasformazione delle biblioteche in laboratori viventi di conoscenza, capaci di rispondere alle sfide culturali, sociali e tecnologiche del XXI secolo.