Guida alla scelta di
Master Diritto Fallimentare

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Nel mercato odierno, saper gestire crisi d’impresa, ristrutturazioni e procedure concorsuali è una competenza chiave per tutelare valore, occupazione e continuità aziendale. I Master in Diritto Fallimentare offrono un vantaggio competitivo concreto: coniugano tecnica giuridica, analisi economico-finanziaria e strategia negoziale, aprendo sbocchi in studi legali, tribunali, advisory, audit e funzioni legali d’impresa. Per i neolaureati, è la porta d’accesso a ruoli ad alto impatto e responsabilità.

Per orientarti con criteri solidi, questa pagina ti mette a disposizione una bussola basata su 12 percorsi: grafici per leggere il mercato formativo, filtri per mirare l’offerta sulle tue priorità e l’elenco completo dei master, con dettagli su costi, durata, tipologia, modalità e borse, per una scelta realmente consapevole.

Sottocategoria: Master Diritto Fallimentare

TROVATI 14 MASTER [in 17 Sedi / Edizioni]

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ANALISI

Master Diritto Fallimentare

Cosa si studia

Percorso avanzato su Codice della crisi d’impresa, procedure concorsuali e strumenti di risanamento

Il Master in Diritto Fallimentare fornisce una preparazione specialistica e aggiornata sul sistema concorsuale italiano, alla luce del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.lgs. 14/2019) e delle successive modifiche. Il percorso integra approfondimenti normativi, giurisprudenziali e tecnico-contabili per formare professionisti capaci di gestire ogni fase della crisi, dalla prevenzione alla regolazione giudiziale. Particolare attenzione è dedicata agli strumenti di emersione tempestiva e composizione negoziata, alle misure protettive, ai profili contrattuali, finanziari e fiscali, fino alla liquidazione giudiziale e alla responsabilità degli organi societari. Il taglio didattico privilegia l’applicazione pratica: redazione di atti, analisi di piani e attestazioni, strutturazione di proposte concordatarie e gestione dei rapporti con tribunali, creditori e Autorità. Al termine, i partecipanti sapranno impostare strategie di risanamento, valutare la continuità aziendale, presidiare i rischi penali e governare gli adempimenti procedurali con metodo e sicurezza.

Aree di specializzazione

Quadro normativo, prevenzione e strumenti di regolazione della crisi

L’area affronta la struttura e i principi del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (CCII), con particolare riguardo a emersione anticipata, indicatori e doveri organizzativi degli amministratori. Si studia la composizione negoziata della crisi, il ruolo dell’esperto e le misure protettive, inclusi i profili di pubblicità e gli effetti sui contratti pendenti. Vengono analizzati piani attestati di risanamento, accordi di ristrutturazione (anche ad efficacia estesa), transazioni con il fisco e gli enti previdenziali, nonché la finanza interinale e la prededucibilità. Ampio spazio a concordato preventivo in continuità e liquidatorio, al concordato semplificato, ai meccanismi di cram down e di cross-class cram down, alle classi dei creditori e al test di convenienza. Completano il modulo i profili di gruppo, la gestione della crisi congiunta e i rapporti con l’insolvenza transfrontaliera (Reg. UE 2015/848).

Liquidazione giudiziale ed esecuzione della procedura

Il modulo esamina la liquidazione giudiziale (già fallimento): presupposti di apertura, domanda e istruttoria, sentenza, organi della procedura e funzioni (giudice delegato, curatore, comitato dei creditori). Si approfondiscono inventario, programma di liquidazione, esercizio provvisorio, cessione di azienda o rami, affitto d’azienda e continuità indiretta. Vengono trattati in modo sistematico l’accertamento del passivo, le insinuazioni, i privilegi e le cause di prelazione, il contenzioso endoconcorsuale, le azioni recuperatorie e le revocatorie, nonché la responsabilità dei terzi. Si studiano criteri di stima e valorizzazione degli asset, procedure competitive di vendita, riparti parziali e finali, chiusura ed esdebitazione. Focus su contratti pendenti (leasing, appalto, fornitura essenziale, locazioni), clausole ipso facto, rapporti con i sistemi di pagamento e il trattamento dei derivati. Non mancano i profili assicurativi, le garanzie reali e personali e gli effetti sui soci.

Profili fiscali, del lavoro e finanziari della crisi d’impresa

Questa area integra la prospettiva giuridica con quella economico-aziendale, fiscale e giuslavoristica. In ambito tributario si studiano IVA, IRES e IRAP nelle procedure, la disciplina delle sopravvenienze attive da riduzione dei debiti, le perdite su crediti, la deducibilità dei costi di procedura e il regime dei crediti fiscali e contributivi. Viene analizzata la transazione fiscale e previdenziale, i trattamenti differenziati e le attestazioni di convenienza per l’Erario. In ambito del lavoro si affrontano crediti privilegiati dei dipendenti, tutele in caso di trasferimento d’azienda, gestione di licenziamenti collettivi e ammortizzatori sociali in situazione di crisi, nonché la gestione dei rapporti pendenti e delle clausole di stabilità. Dal lato finanziario, focus su finanza ponte e DIP financing, garanzie (pegno non possessorio, privilegio speciale, factoring), continuità finanziaria e covenant, oltre al ruolo delle banche e dei fondi special situations.

Redazione degli atti, responsabilità e profili penali della crisi

L’area operativa sviluppa competenze di drafting e contenzioso. Si esercita la redazione di ricorsi per l’accesso agli strumenti di regolazione, istanze di misure protettive, proposte e piani concordatari, accordi di ristrutturazione e documentazione a corredo (relazioni, attestazioni e informative ai creditori). Si esaminano gli standard professionali dell’attestatore, i conflitti di interesse e le best practice di due diligence finanziaria. Ampio spazio alla responsabilità degli amministratori e dei sindaci per mala gestio, agli oneri degli assetti organizzativi adeguati, alle azioni di responsabilità e agli effetti della direzione e coordinamento nei gruppi. In ambito penale, focus su bancarotta fraudolenta e semplice, reati societari connessi alla crisi, autoriciclaggio, omesso versamento di tributi e ritenute, misure interdittive e confisca. Si affrontano strategie difensive, cooperazione con l’autorità giudiziaria e impatti sulla procedura.

Metodologie didattiche

La didattica combina teoria e pratica, con un approccio laboratoriale centrato sulla soluzione di casi concreti, l’analisi di documenti reali e il confronto con magistrati, curatori, attestatori e advisor finanziari.

Case study giurisprudenziali e d’impresa
Analisi guidata di sentenze e provvedimenti, piani e accordi reali, per tradurre i principi in scelte operative verificabili.
Clinica legale e simulazioni di udienza
Role-play su richieste di misure protettive, omologhe e opposizioni, con feedback di professionisti e docenti.
Laboratori di redazione atti e attestazioni
Esercitazioni su ricorsi, piani, attestazioni e report ai creditori, con check-list e standard documentali.
Project work su piani in continuità
Lavoro di gruppo su un caso aziendale, con business plan, test di fattibilità, classi, cram down e finanza interinale.

"La regolazione dell’insolvenza è efficace quando coniuga tutela dei creditori e salvaguardia del valore aziendale, tramite scelte tempestive, trasparenti e verificabili."

— Relazione illustrativa al CCII

Sbocchi professionali

Carriere legali e manageriali nelle procedure concorsuali, ristrutturazioni del debito e gestione della crisi d’impresa

Il Master in Diritto Fallimentare fornisce competenze operative per gestire tutte le fasi della crisi d’impresa: dall’analisi degli indici di squilibrio alla scelta dello strumento più idoneo tra liquidazione giudiziale, concordato preventivo, piani attestati, accordi di ristrutturazione dei debiti e strumenti di composizione negoziata. Il percorso integra diritto, finanza e gestione, con focus su redazione di atti, interazione con il tribunale e gli Organismi di Composizione della Crisi (OCC), valutazioni economico-finanziarie, trattamento del personale, tutela dei creditori e responsabilità dell’organo amministrativo. L’ampio taglio pratico, basato su casi reali e simulazioni di adunanze dei creditori, permette di ricoprire funzioni specialistiche in studi legali, società di advisory, servicer NPL/UTP, banche e uffici legali d’impresa, nonché di candidarsi per incarichi ausiliari del giudice e per ruoli negli elenchi dei gestori della crisi. Il risultato è un profilo capace di combinare rigore giuridico, capacità negoziale e lettura dei numeri, oggi essenziale nei processi di ristrutturazione e salvaguardia della continuità aziendale.

Principali ruoli e retribuzioni

Avvocato specializzato in procedure concorsuali
35.000 - 60.000 €

Professionista che assiste debitori, creditori e organi della procedura in liquidazione giudiziale, concordato preventivo, piani attestati e ADR. Cura atti, pareri e strategie negoziali, interfacciandosi con commissari, curatori e tribunali. È richiesto dominio degli aspetti processuali, redazione di proposte e gestione di contenziosi correlati, oltre a competenze economiche di base per leggere bilanci e attestazioni.

Legal Counsel Restructuring & Insolvency (in azienda)
40.000 - 70.000 €

Figura interna a gruppi industriali o finanziari che presidia i dossier di tensione finanziaria, la contrattualistica con banche e fornitori strategici e la compliance rispetto al Codice della Crisi. Supporta la direzione finanziaria nei tavoli con pool bancari, prepara bozze di accordi di ristrutturazione e monitora covenant. Integra competenze legali, KPI economico-finanziari e gestione del rischio operativo.

Curatore/Liquidatore giudiziale (in staff a studio o servicer)
30.000 - 55.000 €

Professionista che, all’interno di studi o servicer specializzati, svolge attività continuativa di supporto a incarichi di curatela e liquidazione: inventariazione, acquisizione e realizzo dell’attivo, verifica del passivo, azioni revocatorie, reportistica al giudice delegato. Pur con compensi spesso a mandato, in strutture organizzate opera con RAL e sistemi di variabile legati al recupero, richiedendo precisione, etica e capacità di coordinamento dei periti.

Gestore della Crisi d’Impresa (OCC e composizione negoziata)
30.000 - 50.000 €

Esperto iscritto agli elenchi che assiste l’imprenditore nella composizione negoziata, analizza la sostenibilità del debito, favorisce le trattative con i creditori e monitora la fattibilità dei piani. In strutture professionali o camere arbitrali svolge attività regolare, curando anche la relazione con l’Autorità giudiziaria. Il ruolo richiede capacità di mediazione, lettura dei flussi di cassa e conoscenza delle misure protettive.

Risk & Recovery Manager (NPL/UTP)
38.000 - 65.000 €

Specialista presso banche, servicer o fondi che gestisce portafogli di crediti deteriorati, negozia ristrutturazioni e realizzi, valuta piani industriali e collabora con consulenti legali nelle azioni esecutive e concorsuali. Coniuga diritto fallimentare, analisi dei collaterali e tecniche di workout, definendo strategie di recupero value-driven e indicatori di performance (LGD, tempi di recupero, coverage).

Settori di inserimento

Studi legali e restructuring boutique 28%
Banche e intermediari finanziari 18%
Società di consulenza e advisory 17%
Servicer NPL/UTP e credit management 15%
Tribunali e Organismi di Composizione della Crisi 12%
Altri settori 10%

Progressione di carriera

La progressione di carriera nel diritto fallimentare combina anzianità tecnica, track record su dossier complessi e capacità di gestire stakeholder. Il passaggio a ruoli senior si consolida con esperienza trasversale su concordati, accordi ex art. 182-bis, liquidazioni e composizione negoziata, fino alla guida di team, gestione P&L e incarichi fiduciari del tribunale.

Senior Associate Restructuring / Insolvency (3-5 anni)
Responsabile Area Insolvenze / Team Lead Recovery (5-8 anni)
Head of Restructuring / Partner di pratica (8-12 anni)
Chief Restructuring Officer (CRO) / Of Counsel (12-15 anni)
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