START // Dai banchi di scuola al mondo del lavoro: strategie di placement per economisti sostenibili

Sommario articolo

L’articolo descrive la nuova figura dell’economista sostenibile, le competenze ESG richieste e i settori che assumono (aziende, finanza, PA, consulenza, ONG). Propone master, certificazioni, tesi e attività pratiche, oltre a strategie di CV, LinkedIn e networking, per migliorare il placement e costruire percorsi di carriera solidi nella sostenibilità.

Dai banchi di scuola al mondo del lavoro: perché oggi servono economisti sostenibili

La transizione ecologica, le nuove normative ESG e la crescente attenzione di imprese e istituzioni ai temi ambientali e sociali stanno trasformando in profondità il mercato del lavoro. In questo scenario emergono con forza nuove figure professionali: gli economisti sostenibili, ovvero laureati in discipline economiche in grado di integrare competenze tradizionali di analisi, gestione e strategia con una solida conoscenza dei temi di sostenibilità ambientale, sociale e di governance.

Per i giovani laureati in Economia, comprendere fin da subito come posizionarsi in questo segmento in forte crescita significa aumentare in modo significativo le opportunità di placement, l’accesso a percorsi di formazione post laurea di alto profilo e le prospettive di carriera in aziende, consulenza, pubblica amministrazione e organizzazioni internazionali.

Chi è l’economista sostenibile e quali competenze deve sviluppare

L’economista sostenibile è un professionista capace di leggere e interpretare i fenomeni economici alla luce dei vincoli ambientali, dei rischi climatici, delle disuguaglianze sociali e delle richieste di trasparenza e responsabilità provenienti da regolatori, investitori e consumatori.

Si tratta di una figura ibrida, che combina competenze economico-finanziarie tradizionali con conoscenze tecniche specifiche di sostenibilità. Tra le principali aree di competenza richieste dal mercato si possono individuare:

  • Economia dell’ambiente e del clima: analisi costi-benefici, valutazione degli impatti ambientali, politiche di mitigazione e adattamento climatico.
  • Finanza sostenibile ed ESG: integrazione dei fattori ambientali, sociali e di governance nei processi di investimento, valutazione dei rischi climatici e di sostenibilità, conoscenza delle normative europee (SFDR, Tassonomia UE, CSRD).
  • Reporting di sostenibilità: bilancio di sostenibilità, standard GRI, Integrated Reporting, indicatori ESG, rendicontazione non finanziaria.
  • Corporate sustainability & CSR: strategie aziendali orientate alla sostenibilità, stakeholder engagement, politiche di responsabilità sociale d’impresa.
  • Economia circolare e modelli di business sostenibili: analisi dei cicli di vita dei prodotti, riduzione degli sprechi, progettazione di modelli rigenerativi.
  • Competenze quantitative e digitali: data analysis applicata ai dati ESG, utilizzo di software per la valutazione degli impatti e per la misurazione delle performance di sostenibilità.
  • Soft skill chiave: pensiero sistemico, capacità di lavorare in team multidisciplinari, comunicazione efficace verso stakeholder diversi (management, investitori, comunità locali).
Per un giovane laureato in Economia, la sfida non è abbandonare le competenze di base, ma arricchirle con una solida specializzazione sui temi della sostenibilità, così da diventare un interlocutore credibile per imprese, istituzioni finanziarie e policy maker.

Placement per economisti sostenibili: i settori che assumono di più

Il placement degli economisti con competenze in sostenibilità è favorito da forti driver normativi e di mercato. Diverse tipologie di organizzazioni, infatti, stanno aumentando rapidamente la domanda di profili specializzati capaci di integrare economia e sostenibilità.

1. Aziende private e multinazionali

Le grandi imprese, soprattutto quelle quotate o internazionalizzate, sono tra i maggiori datori di lavoro per giovani economisti sostenibili. In particolare, si aprono opportunità in:

  • Direzioni Sustainability / ESG: supporto alla definizione di strategie di sostenibilità, analisi delle performance, coordinamento di progetti cross-funzionali.
  • Uffici Pianificazione e Controllo: integrazione di obiettivi ESG nei sistemi di budgeting e di misurazione delle performance aziendali.
  • Funzioni Risk Management: analisi dei rischi climatici, di transizione e reputazionali connessi alla sostenibilità.
  • Marketing e Comunicazione: supporto allo sviluppo di campagne e prodotti “green” con basi economiche solide e misurabili.

2. Banche, assicurazioni e finanza

La finanza sostenibile è uno dei campi più dinamici per l’occupazione dei giovani laureati. Cresce la richiesta di figure in grado di:

  • Valutare progetti di investimento con criteri ESG.
  • Analizzare il rischio climatico nei portafogli crediti e investimenti.
  • Strutturare prodotti finanziari green (green bond, sustainability-linked loan, fondi ESG).
  • Supportare le funzioni di compliance alle normative europee su disclosure e tassonomia.

Gli sbocchi tipici includono ruoli in uffici studi, investment management, risk management, credit analysis e funzioni ESG dedicate.

3. Consulenza direzionale e società di advisory

Le principali società di consulenza – strategica, organizzativa, fiscale e legale – stanno costruendo team dedicati alla sostenibilità. Per i giovani economisti ciò si traduce in opportunità quali:

  • Consulente in sustainability strategy per aziende di vari settori.
  • Specialista in reporting non finanziario e conformità normativa ESG.
  • Analista per progetti di transizione energetica ed economia circolare.
  • Supporto alla due diligence ESG in operazioni di M&A.

4. Pubblica amministrazione, enti locali e regolatori

La transizione ecologica richiede politiche pubbliche complesse, che integrino analisi economica e valutazione degli impatti sociali e ambientali. Gli economisti sostenibili possono trovare impiego in:

  • Ministeri e agenzie nazionali su ambiente, energia, sviluppo economico.
  • Regioni, Comuni e Città metropolitane impegnate in progetti di rigenerazione urbana e sostenibilità territoriale.
  • Autorità di regolazione e vigilanza, con compiti di analisi e monitoraggio degli impatti delle politiche green.

5. Organizzazioni internazionali e ONG

Le organizzazioni internazionali (ONU, OCSE, Banca Mondiale, Commissione Europea) e le ONG attive su clima, sviluppo e diritti sociali sono interessate a profili con competenze miste economico-sostenibili. Gli sbocchi includono:

  • Analisi di politiche di sviluppo sostenibile.
  • Valutazione economica di progetti di cooperazione internazionale.
  • Supporto tecnico ai programmi su clima, energia, povertà e inclusione sociale.

Strategie di formazione post laurea per diventare economisti sostenibili

Per passare dai banchi di scuola al mondo del lavoro con un posizionamento chiaro nell’area della sostenibilità, è fondamentale strutturare un percorso di formazione post laurea mirato. Le opportunità disponibili sono molteplici e possono essere combinate tra loro.

1. Master e corsi di specializzazione in sostenibilità

I master post laurea rappresentano, in molti casi, la via più rapida per acquisire competenze specialistiche riconosciute dal mercato. Alcune tipologie particolarmente strategiche per il placement sono:

  • Master in Sustainability Management o Gestione della Sostenibilità: focalizzati su strategie aziendali sostenibili, gestione dei progetti ESG, stakeholder engagement.
  • Master in Finanza Sostenibile o ESG Investing: orientati alla finanza green, all’analisi dei rischi climatici e alle normative europee.
  • Master in Economia dell’Ambiente e dello Sviluppo Sostenibile: con focus su politiche pubbliche, regolamentazione, strumenti economici per la transizione ecologica.
  • Corsi executive brevi su temi specifici (reporting ESG, economia circolare, valutazione di impatto): utili per aggiornare competenze in modo mirato e veloce.

In un’ottica di placement, è importante privilegiare percorsi che offrano project work con aziende, stage curricolari e career service dedicato.

2. Certificazioni professionali e formazione tecnica

Oltre ai master, alcune certificazioni riconosciute a livello internazionale possono rafforzare il profilo del giovane economista sostenibile, soprattutto in ambito finance e consulenza. Tra le più rilevanti:

  • Certificazioni in ESG Investing (offerte da diverse associazioni e istituti finanziari).
  • Formazione specifica sugli standard GRI per il reporting di sostenibilità.
  • Corsi su climate risk e gestione dei rischi non finanziari.
  • Corsi di data analysis applicata ai dati ESG (anche attraverso piattaforme online).

Queste certificazioni, integrate a un percorso accademico solido, possono fare la differenza in fase di selezione, specialmente nei contesti più competitivi.

3. Tesi, progetti e attività extracurriculari mirate

Anche durante il percorso universitario è possibile iniziare a costruire un posizionamento chiaro come economista sostenibile. Alcune strategie efficaci sono:

  • Scegliere tesi di laurea su temi legati alla sostenibilità, possibilmente in collaborazione con aziende o enti.
  • Partecipare a laboratori, contest e hackathon su innovazione e sostenibilità.
  • Coinvolgersi in associazioni studentesche o ONG attive nel settore, assumendo ruoli gestionali o di project management.
  • Svolgere tirocini presso aziende, enti pubblici o organizzazioni non profit con un focus ESG.

Queste esperienze generano contenuti concreti da raccontare nel curriculum vitae e durante i colloqui, dimostrando una scelta consapevole del proprio percorso.

Strategie di placement e personal branding per economisti sostenibili

Avere competenze tecniche adeguate non è sufficiente se non vengono accompagnate da una strategia di placement e di personal branding coerente. Dal passaggio dall’università al lavoro dipendono molte delle opportunità di carriera successive: è quindi importante pianificare con cura questa transizione.

1. Costruire un curriculum orientato alla sostenibilità

Il curriculum di un economista sostenibile deve mettere in evidenza in modo chiaro:

  • Formazione accademica con riferimento agli insegnamenti più rilevanti sulla sostenibilità.
  • Master, corsi e certificazioni specifiche in ambito ESG, finanza sostenibile, economia ambientale.
  • Progetti, tesi e ricerche svolte su temi green, con eventuali risultati raggiunti.
  • Esperienze professionali o di stage collegate a sostenibilità, responsabilità sociale, analisi di impatto.
  • Competenze digitali e analitiche (software statistici, fogli di calcolo avanzati, strumenti di data visualization).

È utile adattare il CV in base al tipo di ruolo (corporate, finanza, consulenza, PA), enfatizzando di volta in volta gli aspetti più coerenti con la posizione.

2. Ottimizzare il profilo LinkedIn in chiave SEO

LinkedIn è uno strumento cruciale per il placement, ma per essere trovato dai recruiter è necessario lavorare in ottica SEO personale. Alcuni accorgimenti:

  • Inserire nel titolo professionale parole chiave come "Economista sostenibile", "Junior ESG Analyst", "Sustainability Consultant".
  • Utilizzare una descrizione chiara nel riepilogo, esplicitando le aree di competenza (ESG, finanza sostenibile, economia circolare, policy ambientali).
  • Curare la sezione Competenze con keyword specifiche: "sustainability reporting", "climate risk", "impact assessment", ecc.
  • Pubblicare o condividere contenuti tematici per rafforzare il proprio posizionamento e aumentare la visibilità.

3. Networking mirato con aziende e professionisti ESG

Il settore della sostenibilità è caratterizzato da una forte componente di networking professionale. Per un giovane economista è fondamentale:

  • Partecipare a eventi, conferenze e webinar su sostenibilità, finanza green, ESG.
  • Iscriversi a associazioni di categoria e network tematici dedicati a sostenibilità e responsabilità sociale.
  • Coltivare relazioni con docenti, professionisti e alumni attivi nel settore, anche in ottica di mentoring.

Spesso, le opportunità di stage e inserimento professionale nascono proprio da questi contatti informali.

Prospettive di carriera per gli economisti sostenibili

Le prospettive di crescita per chi intraprende una carriera come economista sostenibile sono significative, soprattutto considerando che normative e pressioni di mercato renderanno la sostenibilità un requisito strutturale e non più opzionale per le organizzazioni.

A partire da ruoli junior (analista ESG, assistant in uffici sustainability, junior consultant), è possibile evolvere verso posizioni di maggiore responsabilità, quali:

  • Sustainability Manager o ESG Manager in azienda.
  • Responsabile Reporting di Sostenibilità e bilancio integrato.
  • ESG Analyst Senior presso banche, SGR e società di rating.
  • Consulente senior in sustainability strategy in società di consulenza.
  • Policy analyst in enti pubblici e organizzazioni internazionali.

Nel medio-lungo periodo, le competenze maturate in questo ambito possono aprire accesso anche a ruoli di top management, in particolare in aree come strategia, risk management, investimenti e relazioni istituzionali.

Conclusioni: trasformare la sostenibilità in un vantaggio competitivo di carriera

Per i giovani laureati in Economia, orientarsi verso un percorso da economista sostenibile non significa semplicemente seguire una moda, ma cogliere un cambiamento strutturale dell’economia e del lavoro. Le imprese, la finanza e le istituzioni stanno integrando in modo sempre più profondo i criteri ESG nei propri modelli decisionali: chi saprà interpretarli e gestirli potrà contare su ottime opportunità di placement e su percorsi di carriera dinamici e in crescita.

La chiave è combinare in modo strategico:

  • Una solida formazione economica di base.
  • Un percorso post laurea mirato (master, corsi, certificazioni).
  • Esperienze pratiche e progettuali legate alla sostenibilità.
  • Un personal branding coerente, online e offline.

In questo modo, la transizione dai banchi di scuola al mondo del lavoro diventa non solo un passaggio obbligato, ma un’opportunità per posizionarsi come protagonisti di una nuova economia, più sostenibile, inclusiva e orientata al lungo periodo.

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