START // Il ruolo della biologia molecolare nello studio della biodiversità marina

Sommario articolo

La biologia molecolare marina impiega DNA barcoding, metabarcoding, eDNA e tecniche -omiche per identificare specie, studiare popolazioni e valutare gli impatti ambientali sugli ecosistemi. È centrale per conservazione e blue economy e offre ampie opportunità di formazione avanzata e carriera internazionale per giovani laureati in ambito biologico e marino.

Perché la biologia molecolare è centrale nello studio della biodiversità marina

La biologia molecolare applicata agli ecosistemi marini è oggi uno degli strumenti più potenti per comprendere, monitorare e tutelare la biodiversità marina. In un contesto di cambiamenti climatici, inquinamento e sfruttamento intensivo delle risorse, le tecniche molecolari permettono di ottenere informazioni dettagliate su specie, popolazioni e comunità che sarebbero altrimenti impossibili da raccogliere con i soli metodi tradizionali di ecologia e tassonomia.

Per un giovane laureato o laureata in discipline biologiche, marine o affini, la combinazione tra biologia molecolare e scienze del mare rappresenta un ambito di specializzazione ad altissimo potenziale, sia in termini di opportunità di formazione post laurea sia di sbocchi professionali in Italia e all'estero.

Cos'è la biologia molecolare marina e cosa studia

Con il termine biologia molecolare marina si intende l'applicazione di metodi e tecniche di biologia molecolare allo studio degli organismi marini e dei loro ecosistemi. L'obiettivo è analizzare il DNA, l'RNA, le proteine e altre molecole per rispondere a domande relative a:

  • Identità e distribuzione delle specie (biodiversità tassonomica)
  • Struttura genetica delle popolazioni e connettività tra aree marine
  • Adattamenti a condizioni estreme (pressione, temperatura, salinità)
  • Risposta degli organismi a stress ambientali e inquinanti
  • Interazioni tra specie (predazione, simbiosi, microbiomi)
  • Potenziale biotecnologico di organismi e comunità microbiche

Negli ultimi anni, l'esplosione delle tecnologie di sequenziamento di nuova generazione (NGS) e lo sviluppo della bioinformatica hanno rivoluzionato il modo di fare ricerca sulla biodiversità marina, aprendo spazi di carriera per figure altamente specializzate.

Strumenti di biologia molecolare per studiare la biodiversità marina

Gli approcci molecolari oggi utilizzati nello studio della biodiversità marina sono molteplici e in continua evoluzione. Conoscerli è fondamentale per orientare la propria formazione post laurea e costruire un profilo competitivo nel mondo della ricerca e delle professioni del mare.

DNA barcoding e identificazione delle specie

Il DNA barcoding utilizza brevi frammenti di DNA (i cosiddetti barcode genetici) per identificare le specie, in modo analogo a un codice a barre di un prodotto commerciale.

In ambito marino, il barcoding è particolarmente utile per:

  • Identificare stadi larvali o frammenti di organismi difficili da riconoscere morfologicamente
  • Distinguere specie criptiche con morfologia simile ma differenze genetiche significative
  • Costruire librerie di riferimento per il monitoraggio della biodiversità

Per lavorare in questo campo sono fondamentali competenze in estrazione del DNA, PCR, sequenziamento e analisi filogenetiche, competenze spesso oggetto di corsi avanzati, master e scuole di dottorato.

Metabarcoding ed eDNA: il monitoraggio non invasivo degli ecosistemi

Il metabarcoding consente di analizzare, in un'unica reazione, il DNA proveniente da comunità complesse (ad esempio, l'intero plancton presente in un campione d'acqua). Una declinazione particolarmente innovativa è lo studio del DNA ambientale (eDNA), ovvero il DNA rilasciato dagli organismi nell'acqua attraverso cellule, escrezioni o frammenti di tessuto.

Questi approcci permettono di:

  • Monitorare la biodiversità marina in modo rapido e relativamente economico
  • Rilevare specie rare o elusive (es. grandi pelagici, specie protette)
  • Individuare precocemente specie aliene invasive
  • Valutare l'efficacia di aree marine protette e misure di conservazione

La capacità di "leggere" il DNA disperso nell'ambiente sta cambiando il modo di fare monitoraggio: per molte applicazioni si parla ormai di "revolution in marine biodiversity assessment".

Questa è un'area di forte espansione, in cui si moltiplicano progetti europei, bandi di dottorato e posizioni di ricerca che richiedono una solida preparazione molecolare unita a competenze di bioinformatica e statistica.

Genomica, trascrittomica e proteomica degli organismi marini

Oltre alla semplice identificazione delle specie, le tecniche -omiche permettono di entrare nel dettaglio del funzionamento molecolare degli organismi marini:

  • Genomica: studio dell'intero patrimonio genetico di una specie (genoma)
  • Trascrittomica: analisi dell'RNA per comprendere quali geni vengono espressi in determinate condizioni
  • Proteomica: studio delle proteine per collegare i cambiamenti molecolari alle funzioni biologiche

Questi approcci sono cruciali per capire come gli organismi rispondono a cambiamenti climatici, acidificazione degli oceani, inquinanti chimici, ipossia e altri stress ambientali. Inoltre, sono alla base della bioprospezione marina per l'identificazione di molecole di interesse farmacologico, cosmetico o industriale.

Impatto della biologia molecolare sulla conservazione della biodiversità marina

La conservazione della biodiversità marina richiede dati solidi su quali specie sono presenti, come sono strutturate le loro popolazioni e come variano nel tempo e nello spazio. La biologia molecolare fornisce strumenti essenziali in questo senso.

Genetica delle popolazioni e gestione delle risorse marine

Le analisi di genetica delle popolazioni permettono di:

  • Valutare il livello di variabilità genetica all'interno delle popolazioni, un indicatore chiave della loro resilienza
  • Identificare unità di gestione per la pesca e la conservazione (stock ittici, popolazioni distinte)
  • Stimare la connettività tra aree marine, utile per progettare reti di aree marine protette efficaci

Queste competenze sono sempre più richieste da enti di gestione delle risorse ittiche, agenzie ambientali, ONG e organismi internazionali coinvolti nella pianificazione spaziale marittima.

Monitoraggio degli impatti antropici e cambiamento climatico

Le tecniche molecolari permettono inoltre di monitorare:

  • L'effetto di inquinanti (metalli pesanti, microplastiche, contaminanti emergenti) sui profili di espressione genica
  • I cambiamenti nelle comunità microbiche marine, sentinelle sensibili delle alterazioni ambientali
  • L'insorgenza di fioriture algali dannose e la diffusione di patogeni in ambiente marino

Per i giovani laureati questo si traduce in opportunità di carriera nei laboratori di ricerca applicata, nella consulenza ambientale e nelle strutture che supportano l'implementazione di politiche europee e internazionali sulla tutela del mare.

Formazione post laurea in biologia molecolare applicata alla biodiversità marina

Per entrare professionalmente nel campo della biologia molecolare marina è necessario costruire un percorso formativo solido e coerente. Le opzioni a disposizione di un laureato o laureata comprendono master, corsi di specializzazione, scuole di dottorato e percorsi di alta formazione.

Master e corsi di specializzazione

Molte università e istituti di ricerca offrono master di I e II livello e corsi post laurea che integrano biologia marina e biologia molecolare. Questi percorsi spesso includono:

  • Moduli di tecniche di laboratorio (estrazione di acidi nucleici, PCR, qPCR, elettroforesi, NGS)
  • Corsi di bioinformatica per l'analisi di dati di sequenziamento (metabarcoding, genomica, trascrittomica)
  • Insegnamenti di ecologia e conservazione marina
  • Stage o tirocini presso laboratori di ricerca, enti pubblici, aziende private

Una buona strategia è orientarsi verso master che prevedano collaborazioni internazionali, accesso a strumentazioni avanzate e la partecipazione a progetti di ricerca reali, elementi che aumentano notevolmente l'occupabilità.

Dottorato di ricerca in biologia molecolare marina

Il dottorato di ricerca rappresenta il passo chiave per chi desidera entrare stabilmente nel mondo della ricerca sulla biodiversità marina, sia in ambito accademico sia in centri di ricerca pubblici e privati.

I programmi di dottorato più competitivi offrono:

  • Progetti su tematiche di frontiera (eDNA, genomica evolutiva, microbiologia marina, biotecnologie marine)
  • Accesso a piattaforme di sequenziamento e infrastrutture di calcolo
  • Periodo di ricerca all'estero e partecipazione a reti internazionali
  • Formazione trasversale su project management, comunicazione scientifica, fundraising

Un dottorato ben strutturato apre le porte non solo alla carriera accademica, ma anche a posizioni di alto profilo in enti regolatori, organizzazioni internazionali, industrie biotech e società di consulenza.

Competenze chiave da sviluppare

Indipendentemente dal percorso specifico scelto (master, dottorato, corsi brevi), per costruire una carriera nella biologia molecolare applicata alla biodiversità marina è cruciale sviluppare un set integrato di competenze:

  • Competenze di laboratorio: tecniche molecolari di base e avanzate, buona pratica di laboratorio, gestione di campioni ambientali
  • Competenze computazionali: familiarità con software di analisi della sequenza, basi di R o Python, principi di statistica applicata
  • Conoscenze ecologiche: dinamica delle popolazioni, ecologia dei sistemi marini, principi di conservazione
  • Soft skills: lavoro in team multidisciplinari, comunicazione dei risultati a stakeholder non specialisti, capacità di scrittura scientifica

Molte di queste competenze vengono sviluppate in modo mirato attraverso percorsi di formazione post laurea progettati in collaborazione tra università, enti di ricerca e mondo produttivo.

Sbocchi professionali e opportunità di carriera

La crescente attenzione alla tutela degli oceani, alle biotecnologie marine e alla gestione sostenibile delle risorse sta generando una domanda crescente di esperti in biologia molecolare marina. Gli sbocchi professionali sono molteplici e spesso caratterizzati da un forte respiro internazionale.

Ricerca accademica e istituti di ricerca

Il percorso più naturale per chi si specializza in biologia molecolare e biodiversità marina è la ricerca in università e centri di ricerca. Le possibili figure includono:

  • Ricercatore o tecnico di laboratorio in dipartimenti di biologia, scienze del mare, biotecnologie
  • Post-doc e, nel lungo termine, professore o responsabile di gruppo di ricerca
  • Ricercatore presso istituti oceanografici, centri europei e internazionali dedicati allo studio dei mari

In questo contesto, un dottorato di ricerca è generalmente un requisito imprescindibile, spesso accompagnato da esperienza all'estero e capacità di attrarre finanziamenti.

Enti pubblici, agenzie ambientali e ONG

Le politiche ambientali a livello nazionale ed europeo richiedono dati robusti sulla biodiversità marina, generando opportunità per esperti in tecniche molecolari presso:

  • Agenzie regionali e nazionali per la protezione dell'ambiente
  • Istituti che supportano l'implementazione di direttive europee (ad es. Marine Strategy Framework Directive)
  • ONG e fondazioni impegnate nella conservazione marina e nel monitoraggio degli ecosistemi

In questi contesti, le competenze tecniche si integrano con la capacità di dialogare con decisori politici, stakeholder locali e comunità costiere.

Industria biotech, farmaceutica e blue economy

La blue economy include una vasta gamma di attività economiche connesse al mare. La biologia molecolare gioca un ruolo chiave in diversi segmenti:

  • Biotecnologie marine: ricerca di molecole bioattive per farmaci, cosmetici, nutraceutici
  • Acquacoltura avanzata: selezione genetica, monitoraggio sanitario e ambientale con tecniche molecolari
  • Servizi di analisi e monitoraggio: laboratori privati che offrono analisi genomiche e di eDNA per clienti pubblici e privati

Per accedere a queste posizioni è spesso richiesta una solida formazione tecnico-scientifica unita a un orientamento al problem solving e alla collaborazione con figure non strettamente scientifiche (manager, responsabili commerciali, esperti legali).

Come orientare il proprio percorso: consigli pratici per giovani laureati

Per chi desidera specializzarsi nel ruolo della biologia molecolare nello studio della biodiversità marina, alcune strategie possono facilitare l'ingresso nel mondo del lavoro e della ricerca:

  • Costruire un curriculum coerente: scegliere tesi, tirocini e progetti che combinino aspetti molecolari e marini
  • Sfruttare programmi di mobilità: partecipare a esperienze all'estero (Erasmus+, tirocini internazionali, summer school) in laboratori di eccellenza
  • Investire in competenze digitali: approfondire almeno un linguaggio di programmazione e gli strumenti statistici più utilizzati nella ricerca -omica
  • Creare una rete professionale: partecipare a convegni, workshop, community online dedicati alla biologia marina e molecolare
  • Monitorare bandi e opportunità: seguire portali specializzati, siti di università e centri di ricerca per non perdere scadenze importanti

Un approccio proattivo alla formazione post laurea, orientato all'acquisizione di competenze spendibili e alla costruzione di una rete internazionale, è spesso la chiave per trasformare la propria passione per il mare in una carriera solida e soddisfacente.

Conclusioni

La biologia molecolare ha trasformato profondamente il modo di studiare e comprendere la biodiversità marina, fornendo strumenti insostituibili per l'identificazione delle specie, l'analisi delle popolazioni, il monitoraggio degli impatti antropici e la scoperta di nuove risorse biotecnologiche.

Per i giovani laureati e le giovani laureate che desiderano lavorare a contatto con il mare, questo ambito offre un mix unico di sfide scientifiche, rilevanza ambientale e opportunità professionali. Investire in una formazione avanzata e specializzata in biologia molecolare marina significa posizionarsi in un settore in forte crescita, al crocevia tra ricerca, innovazione e sostenibilità.

Master I livello in Humanitarian Logistics Management

Università Politecnica delle Marche – Ancona - Facoltà di Ingegneria

Università Politecnica delle Marche – Ancona - Facoltà di Ingegneria

Il Master è finalizzato alla formazione di esperti della logistica umanitaria capaci di operare in modo efficiente ed efficace all'interno di contesti di sviluppo e di emergenza. E' ugualmente indirizzato alla formazione di neo-laureati che di professionisti che già operano nel settore umanitario.

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