START // L'evoluzione dell'ingegneria dell'automazione nei sistemi complessi

Sommario articolo

L’articolo descrive l’evoluzione dell’ingegneria dell’automazione da impianti isolati a sistemi complessi cyber-fisici, guidata da IIoT, edge, cloud, AI e cybersecurity. Illustra competenze hard e soft richieste, percorsi di formazione post laurea (master, dottorato, corsi specialistici), principali ruoli professionali e traiettorie di carriera, offrendo indicazioni strategiche per i giovani laureati.

Introduzione: l’evoluzione dell’ingegneria dell’automazione nei sistemi complessi

L’ingegneria dell’automazione è al centro di una trasformazione profonda che sta ridisegnando processi produttivi, infrastrutture, città e servizi. Quella che fino a pochi anni fa era percepita come una disciplina focalizzata su PLC, impianti e controllo di processo, oggi è diventata una competenza cardine per progettare e gestire sistemi complessi: reti energetiche intelligenti, fabbriche 4.0, robot collaborativi, veicoli autonomi, logistica avanzata e molto altro.

Per un giovane laureato, comprendere l’evoluzione di questo settore significa individuare opportunità di formazione post laurea, sbocchi professionali ad alto valore aggiunto e percorsi di crescita di carriera in contesti industriali e tecnologici in forte espansione.

Cosa significa ingegneria dell’automazione nei sistemi complessi oggi

Tradizionalmente, l’ingegneria dell’automazione si occupava del controllo automatico di macchine e impianti: regolatori PID, sistemi di supervisione (SCADA), azionamenti, sensori e attuatori. Oggi, la disciplina si è estesa alla progettazione e gestione di sistemi complessi interconnessi, spesso distribuiti geograficamente e integrati con reti di comunicazione e piattaforme software avanzate.

Da impianti isolati a ecosistemi cyber-fisici

I moderni sistemi di automazione sono sempre più spesso sistemi cyber-fisici (CPS): un intreccio di mondo fisico (macchine, robot, linee produttive, reti elettriche) e mondo digitale (software, algoritmi di controllo, piattaforme cloud, intelligenza artificiale) che devono operare in modo coordinato, sicuro e resiliente.

  • Fabbrica intelligente (Smart Factory): macchine, sensori e robot connessi, capaci di adattare il processo produttivo in tempo reale.
  • Smart grid energetiche: reti elettriche con produzione distribuita, accumulo e consumi gestiti da algoritmi di controllo avanzato.
  • Mobilità connessa e autonoma: veicoli, infrastrutture e centri di controllo che scambiano dati continuamente.
  • Infrastrutture critiche: impianti idrici, sistemi di trasporto, data center, ospedali, dove affidabilità e sicurezza sono essenziali.
In questo contesto, l’ingegnere dell’automazione diventa un architetto di sistemi complessi, in grado di integrare hardware, software, reti e algoritmi di controllo in un insieme coerente e performante.

Tendenze tecnologiche che stanno cambiando l’ingegneria dell’automazione

L’evoluzione dei sistemi complessi è guidata da alcune macro-tendenze tecnologiche che stanno ridefinendo competenze e ruoli professionali.

Industrial Internet of Things (IIoT) e connettività

L’Industrial Internet of Things consente di raccogliere dati in tempo reale da migliaia di sensori, attuatori, macchine e infrastrutture. Per l’ingegnere dell’automazione questo significa:

  • progettare architetture di comunicazione (fieldbus, Ethernet industriale, 5G, OPC UA, MQTT);
  • gestire flussi di dati eterogenei provenienti da fonti distribuite;
  • integrare sistemi legacy con nuove piattaforme digitali.

Edge computing, cloud e piattaforme digitali

Il controllo e il monitoraggio non sono più confinati al livello di campo: molte funzioni vengono spostate su piattaforme edge e cloud, dove è possibile eseguire analisi avanzate e ottimizzazioni globali.

  • Edge computing: elaborazione locale vicino alle macchine, per ridurre latenze e aumentare l’affidabilità;
  • Cloud industriale: analisi dati su larga scala, manutenzione predittiva, gemelli digitali (digital twin);
  • Piattaforme di orchestrazione: gestione centralizzata di flotte di dispositivi e applicazioni distribuite.

Intelligenza artificiale e controllo avanzato

L’integrazione di intelligenza artificiale (AI) e machine learning consente di evolvere dai sistemi di controllo classici a forme di automazione cognitiva:

  • algoritmi di manutenzione predittiva basati su anomalie nei dati di sensori;
  • ottimizzazione multi-obiettivo di processi complessi (energia, qualità, throughput);
  • sistemi di controllo adattativo che si aggiornano in base al comportamento reale degli impianti.

Cybersecurity industriale e sicurezza funzionale

L’aumento della connettività porta con sé nuovi rischi. Nei sistemi complessi, l’ingegnere dell’automazione deve saper progettare con attenzione a:

  • Cybersecurity OT (Operational Technology): difesa di sistemi di controllo e impianti da attacchi informatici, con riferimento a standard come IEC 62443;
  • Sicurezza funzionale: progettazione secondo normative come IEC 61508, IEC 61511, ISO 26262 (automotive), per garantire che il sistema sia sicuro anche in condizioni di guasto.

Competenze chiave dell’ingegnere dell’automazione nei sistemi complessi

La trasformazione tecnologica si traduce in un’inevitabile evoluzione delle competenze richieste ai professionisti del settore. Per un neolaureato, individuare per tempo queste aree è cruciale per pianificare la propria formazione post laurea in ingegneria dell’automazione.

Competenze tecniche (hard skills)

  • Teoria del controllo e sistemi dinamici: modellazione, analisi di stabilità, controllo ottimo, controllo robusto, sistemi non lineari.
  • Automazione industriale classica: PLC, DCS, SCADA, bus di campo, progettazione di architetture di controllo.
  • Sistemi distribuiti e reti industriali: protocolli, sicurezza, interoperabilità, sincronizzazione.
  • Programmazione e software engineering: linguaggi come C/C++, Python, IEC 61131-3, conoscenza di architetture software modulari e orientate ai servizi (SOA, microservizi).
  • Data analytics e basi di AI: gestione e analisi di grandi moli di dati, basi di machine learning per applicazioni industriali.
  • Normative e standard: sicurezza funzionale, cybersecurity, standard di settore (ad esempio automotive, ferroviario, energia).

Competenze trasversali (soft skills)

Nei sistemi complessi, la sola competenza tecnica non basta. Sono fondamentali anche:

  • System thinking: capacità di comprendere le interdipendenze tra sottosistemi tecnici, organizzativi ed economici.
  • Lavoro in team multidisciplinari: interazione con informatici, ingegneri meccanici, elettrici, gestionali, esperti di dominio.
  • Gestione dei progetti: pianificazione, stima tempi e costi, gestione rischio.
  • Comunicazione tecnica: presentare soluzioni complesse a stakeholder non tecnici (management, clienti, enti regolatori).

Formazione post laurea in ingegneria dell’automazione per sistemi complessi

Per chi ha una laurea in ingegneria (automazione, elettronica, informatica, meccanica, energetica, gestionale), investire in una formazione post laurea mirata ai sistemi complessi è una scelta strategica per posizionarsi su profili professionali avanzati.

Master di I e II livello

I Master post laurea rappresentano uno strumento efficace per acquisire competenze verticali su tecnologie e applicazioni di frontiera:

  • Master in Automazione industriale e sistemi robotici;
  • Master in Industry 4.0 e digitalizzazione dei processi produttivi;
  • Master in Cyber-Physical Systems e Internet of Things;
  • Master in Energy systems e smart grid;
  • Master in Data analytics e AI per l’industria.

Questi percorsi spesso combinano lezioni teoriche, laboratori su piattaforme industriali e project work in azienda, consentendo di entrare rapidamente in contatto con il mondo del lavoro.

Dottorati di ricerca e carriera accademico-industriale

Per chi è interessato a una carriera di ricerca o a ruoli di innovation leader in azienda, il dottorato di ricerca in automazione, controllo, robotica o sistemi complessi offre la possibilità di:

  • approfondire tematiche avanzate (controllo distribuito, AI per sistemi real-time, ottimizzazione su larga scala);
  • collaborare a progetti nazionali e internazionali con partner industriali;
  • sviluppare competenze di project management della ricerca e di trasferimento tecnologico.

Corsi di specializzazione brevi e certificazioni

Per integrare il percorso accademico con competenze operative molto richieste dalle aziende, sono utili:

  • Corsi brevi su PLC e sistemi di automazione dei principali vendor (Siemens, Rockwell, Schneider, Beckhoff, ecc.);
  • Formazione su ambienti SCADA/MES e piattaforme IIoT;
  • Certificazioni in cybersecurity industriale (ad esempio su standard IEC 62443) per i sistemi OT;
  • Corsi su standard di sicurezza funzionale (IEC 61508, ISO 26262) rilevanti per automotive, ferroviario, processi chimici;
  • Corsi e certificazioni in project management (PMP, PRINCE2) orientati a progetti di automazione complessa.

Sbocchi professionali nell’automazione dei sistemi complessi

L’evoluzione dell’ingegneria dell’automazione apre un ventaglio molto ampio di sbocchi professionali, sia in aziende manifatturiere sia in società di consulenza e fornitori di tecnologia. Alcune figure tipiche:

Automation & Control Engineer

Figura classica dell’automazione, ma con responsabilità sempre più orientate ai sistemi integrati:

  • progettazione e programmazione di sistemi di controllo per linee produttive e impianti;
  • integrazione tra PLC, HMI, SCADA, sistemi di supervisione e MES;
  • ottimizzazione delle prestazioni e supporto alla manutenzione predittiva.

System Integrator per sistemi complessi

Professionista che si occupa di integrare sottosistemi eterogenei (impianti, software, reti, piattaforme cloud) in un’unica architettura coerente:

  • definizione delle architetture hardware e software;
  • integrazione tra sistemi OT e IT (ERP, sistemi di pianificazione, piattaforme dati);
  • gestione dell’interoperabilità e della cybersecurity.

Robotics & Autonomous Systems Engineer

Con la diffusione di robot collaborativi, veicoli autonomi e droni industriali, cresce la domanda di ingegneri con competenze miste in controllo, percezione, AI e sicurezza:

  • sviluppo di algoritmi di controllo e navigazione;
  • integrazione di sensori avanzati (vision, LIDAR, radar);
  • validazione di sistemi autonomi in scenari complessi.

Industrial Data & AI Engineer

Figura ibrida tra automazione e data science, focalizzata sulla valorizzazione dei dati generati da impianti e infrastrutture:

  • progettazione di pipeline dati industriali (edge, cloud, data lake);
  • sviluppo di modelli di machine learning per ottimizzazione e manutenzione predittiva;
  • integrazione dei modelli AI nei loop di controllo.

Ingegniere di automazione per settori verticali

Molte opportunità di carriera si sviluppano all’interno di settori specifici, dove l’automazione dei sistemi complessi è strategica:

  • Automotive: sistemi ADAS, veicoli autonomi, fabbriche automatizzate;
  • Aerospazio e difesa: sistemi di controllo per velivoli, satelliti, infrastrutture critiche;
  • Energia: smart grid, centrali elettriche, integrazione rinnovabili e storage;
  • Oil & Gas e processi chimici: controllo avanzato di processo, safety, monitoraggio in tempo reale;
  • Farmaceutico e biomedicale: impianti regolati, tracciabilità, validazione normativa;
  • Logistica e intralogistica: magazzini automatici, AGV/AMR, sistemi di smistamento.

Percorsi di carriera: dalla specializzazione tecnica alla leadership

Nel medio-lungo periodo, la carriera di un ingegnere dell’automazione nei sistemi complessi può evolvere lungo diverse direttrici.

Specialista tecnico e Technical Leader

Chi desidera rimanere vicino agli aspetti tecnologici può svilupparsi come:

  • Senior Automation Engineer con responsabilità sui progetti più critici;
  • System Architect per la definizione di architetture di sistema complesse;
  • Technical Leader di un team multidisciplinare su progetti innovativi (Industry 4.0, smart grid, mobilità autonoma).

Project e Program Management

Chi sviluppa forti competenze gestionali può orientarsi verso ruoli di:

  • Project Manager per la gestione end-to-end di progetti di automazione complessa;
  • Program Manager per il coordinamento di portafogli di progetti integrati;
  • Responsabile di Business Unit dedicata a soluzioni di automazione e sistemi complessi.

Innovazione, consulenza e imprenditorialità

L’orizzonte non si limita all’azienda tradizionale. L’ingegneria dell’automazione nei sistemi complessi offre spazio anche a:

  • Innovation Manager in grandi gruppi industriali o utility;
  • Consulente in società di engineering e advisory tecnologica;
  • Imprenditore o co-founder di startup che sviluppano soluzioni innovative per l’industria e le infrastrutture intelligenti.

Come orientare la propria formazione per cogliere le opportunità

Per trarre il massimo vantaggio dall’evoluzione dell’ingegneria dell’automazione nei sistemi complessi, è utile seguire una strategia di crescita ben definita.

1. Consolidare le basi

Controllo automatico, automazione industriale, programmazione devono rappresentare un nucleo solido di competenze. Eventuali lacune vanno colmate con corsi mirati e studio individuale.

2. Scegliere una specializzazione

È difficile coprire tutta la gamma di tecnologie e domini. Può essere utile focalizzarsi su uno o due ambiti, ad esempio:

  • robotica e sistemi autonomi;
  • smart manufacturing e Industry 4.0;
  • energia e smart grid;
  • cybersecurity industriale e sicurezza funzionale.

3. Integrare formazione accademica e pratica

Affiancare ai percorsi post laurea (master, dottorato) esperienze di stage, tesi in azienda, progetti su casi reali consente di sviluppare competenze immediatamente spendibili sul mercato del lavoro.

4. Aggiornamento continuo

L’evoluzione è rapida: nuovi standard, piattaforme e metodologie emergono con frequenza. Partecipare a corsi di aggiornamento, webinar, conferenze di settore e seguire la letteratura tecnica internazionale è un elemento distintivo dei profili più richiesti.

Conclusioni

L’evoluzione dell’ingegneria dell’automazione nei sistemi complessi sta creando uno scenario ricco di sfide ma anche di opportunità professionali per i giovani laureati. Dalla fabbrica intelligente alle smart grid, dai sistemi autonomi alla cybersecurity industriale, il ruolo dell’ingegnere dell’automazione si amplia e si arricchisce, richiedendo competenze tecniche avanzate, visione sistemica e capacità di lavorare in contesti multidisciplinari.

Investire in una formazione post laurea mirata, scegliere consapevolmente le proprie specializzazioni e mantenere un approccio di apprendimento continuo sono le leve per costruire una carriera solida e in crescita in uno dei settori più strategici per la competitività industriale e la trasformazione digitale dei prossimi decenni.

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