Chi sono i manager del sociale e perché sono sempre più richiesti
Negli ultimi anni, il mondo del lavoro ha visto crescere in modo significativo la domanda di figure professionali capaci di coniugare impatto sociale e sostenibilità economica. In questo contesto, il manager del sociale (spesso definito anche social manager, social innovation manager o impact manager) rappresenta una delle professionalità più interessanti per i giovani laureati che desiderano costruire una carriera orientata al bene comune, senza rinunciare a una solida prospettiva economica e gestionale.
Che si tratti di cooperative sociali, ONG, fondazioni, start-up a impatto o imprese sociali, oggi il settore richiede competenze gestionali, strategiche e finanziarie in grado di garantire sostenibilità economica ai progetti e alle organizzazioni. Non basta più “fare del bene”: occorre farlo in modo efficace, misurabile e duraturo.
Coniugare impatto sociale e sostenibilità economica: una sfida strategica
Parlare di impatto sociale significa riferirsi ai cambiamenti, positivi e duraturi, generati da un progetto o da un’organizzazione sulla vita delle persone e delle comunità. La sostenibilità economica, invece, riguarda la capacità di un’iniziativa di reggersi nel tempo grazie a un modello di entrate stabile, diversificato e coerente con i propri obiettivi.
Il punto di incontro tra questi due elementi è il cuore del lavoro del manager del sociale: una figura che deve saper progettare e guidare iniziative capaci di generare valore sociale, mantenendo al contempo un equilibrio economico-finanziario solido.
Il manager del sociale è il professionista che traduce i bisogni della comunità in progetti sostenibili, misurabili e finanziariamente solidi.
Perché questa figura è oggi così centrale
Diversi trend rendono il ruolo del manager del sociale particolarmente strategico:
- Crescita dell’economia sociale: il settore non profit e dell’impresa sociale rappresenta una quota crescente dell’economia, con un numero sempre maggiore di organizzazioni strutturate e professionalizzate.
- Nuovi modelli di welfare: lo Stato sociale tradizionale è affiancato da una costellazione di attori privati e del terzo settore che necessitano di competenze gestionali avanzate.
- Finanza a impatto: fondazioni, investitori e istituzioni pubbliche richiedono accountability, indicatori di outcome e ritorno sociale degli investimenti (SROI), aprendo spazi per chi sa misurare e comunicare l’impatto.
- Responsabilità sociale d’impresa (CSR) e ESG: le aziende cercano partnership con il terzo settore e figure interne capaci di integrare strategia economica e obiettivi sociali e ambientali.
Cosa fa concretamente un manager del sociale
Il lavoro del manager del sociale è fortemente interdisciplinare e coinvolge diverse aree operative. Non si tratta solo di coordinare progetti, ma di agire come ponte tra visione sociale e sostenibilità economica.
Principali responsabilità
- Analisi dei bisogni sociali
Studio del contesto territoriale, dei target di riferimento (minori, anziani, migranti, disoccupati, persone con disabilità, ecc.) e dei gap nei servizi esistenti, per definire progetti realmente utili e rilevanti. - Progettazione e gestione di progetti a impatto
Ideazione, pianificazione e coordinamento di interventi sociali, spesso finanziati da bandi pubblici, fondazioni o investitori a impatto, con una forte attenzione a obiettivi, risultati attesi, tempi e budget. - Costruzione del modello economico
Definizione delle fonti di entrata (contributi pubblici, fundraising, partnership aziendali, vendita di servizi, fee degli utenti, ecc.) e dei costi, per garantire equilibrio economico nel medio-lungo periodo. - Misurazione e valutazione dell’impatto
Identificazione di indicatori qualitativi e quantitativi, monitoraggio dei risultati, redazione di report di impatto per finanziatori, stakeholder e comunità. - Fundraising e finanza per il sociale
Attivazione di campagne di raccolta fondi, crowdfunding, ricerca di bandi, dialogo con fondazioni, enti pubblici e investitori a impatto, predisposizione di business plan sociali. - Gestione dei partenariati
Costruzione di reti tra enti del terzo settore, amministrazioni pubbliche, scuole, università, imprese e comunità locali, per generare progetti più efficaci e sostenibili. - Comunicazione e advocacy
Comunicazione dei risultati e del valore sociale generato, gestione delle relazioni con i media e con gli stakeholder chiave, partecipazione a tavoli istituzionali e di co-programmazione.
Competenze chiave del manager del sociale
Per ricoprire con successo questo ruolo, non è sufficiente una forte motivazione etica. Occorre un mix strutturato di competenze tecniche, manageriali e relazionali.
Competenze tecniche e gestionali
- Project management: pianificazione, gestione del ciclo di progetto, utilizzo di strumenti come Gantt, logframe, teoria del cambiamento.
- Economia e gestione delle imprese sociali: basi di contabilità, analisi dei costi, budgeting, business planning, modelli di sostenibilità per il non profit e l’impresa sociale.
- Policy e sistemi di welfare: conoscenza del quadro normativo del terzo settore, del welfare locale e nazionale, dei meccanismi di accreditamento e finanziamento pubblico.
- Valutazione dell’impatto sociale: metodologie di monitoraggio, indicatori di output, outcome e impatto, strumenti come SROI, analisi costi-benefici e bilancio sociale.
- Fundraising e progettazione europea/nazionale: capacità di leggere bandi, predisporre proposte progettuali competitive, strutturare piani di raccolta fondi integrata.
Competenze trasversali
- Leadership collaborativa: guida di team multidisciplinari, capacità di motivare e coordinare professionisti con background diversi.
- Capacità di mediazione: gestione di interessi divergenti tra stakeholder (enti pubblici, utenti, comunità, finanziatori, partner privati).
- Pensiero sistemico: visione d’insieme dei problemi sociali, comprensione delle interdipendenze tra attori, servizi e politiche.
- Comunicazione e storytelling: saper raccontare efficacemente l’impatto generato, sia in termini quantitativi che qualitativi.
- Orientamento ai risultati: capacità di coniugare idealità e pragmatismo, misurando costantemente l’efficacia delle azioni intraprese.
Percorsi formativi per diventare manager del sociale
Per i giovani laureati interessati a questo ambito, è fondamentale costruire un percorso formativo che integri competenze sociali e competenze manageriali. Il titolo di laurea rappresenta un primo passo, ma spesso non è sufficiente per accedere a ruoli di responsabilità nel settore.
Laurea di base: quali background sono più affini
I percorsi di laurea più frequentemente associati alla figura del manager del sociale includono:
- Scienze politiche, relazioni internazionali e studi europei, per comprendere le politiche pubbliche, i sistemi di welfare e la cooperazione internazionale.
- Sociologia, servizio sociale, scienze dell’educazione, per conoscere i fenomeni sociali, i bisogni delle comunità e le metodologie di intervento.
- Economia e management, in particolare con indirizzi su impresa sociale, CSR o non profit management.
- Giurisprudenza, soprattutto per chi è interessato agli aspetti normativi del terzo settore, degli enti non profit e delle partnership pubblico-privato.
Formazione post laurea: master e corsi specialistici
È a livello di formazione post laurea che si compie il vero salto verso una professionalità qualificata nel management del sociale. Master e corsi di alta formazione permettono di acquisire competenze tecniche immediatamente spendibili nel mercato del lavoro.
I percorsi più rilevanti includono:
- Master in management del non profit e dell’impresa sociale
Offrono una formazione completa su governance, economia, contabilità, fundraising, comunicazione e diritto del terzo settore. - Master in innovazione sociale e imprenditorialità a impatto
Focalizzati su modelli innovativi di business sociale, start-up a impatto, finanza a impatto e partnership con imprese profit. - Master in progettazione sociale ed europea
Incentrati su tecniche di progettazione per bandi nazionali ed europei, project cycle management e valutazione di progetti complessi. - Corsi brevi su misurazione dell’impatto, SROI e bilancio sociale
Molto richiesti da organizzazioni che devono rendicontare in modo trasparente a finanziatori e stakeholder.
La scelta del percorso dipende dagli obiettivi professionali specifici: chi punta alla direzione di cooperative o fondazioni avrà bisogno di una forte componente gestionale; chi è più interessato alla progettazione e valutazione potrà orientarsi su master e corsi tecnici focalizzati su questi ambiti.
Competenze pratiche: tirocini, volontariato e project work
Accanto alla formazione teorica, è essenziale acquisire esperienza sul campo:
- Tirocini curriculari ed extra-curriculari presso cooperative sociali, ONG, fondazioni, imprese sociali, assessorati al sociale.
- Volontariato strutturato, utile per comprendere dall’interno il funzionamento dei servizi alla persona e dei progetti di comunità.
- Project work integrati ai master, che permettono di lavorare su casi reali, bandi veri, piani di impatto e business plan sociali.
Sbocchi professionali per i manager del sociale
Il ventaglio di opportunità di carriera per i manager del sociale è ampio e in continua evoluzione. Le competenze acquisite sono infatti trasversali e applicabili in diversi contesti.
Nel terzo settore e nell’economia sociale
- Responsabile di cooperativa sociale (area servizi alla persona, inserimento lavorativo, servizi educativi).
- Project manager in ONG, associazioni, fondazioni di erogazione o di comunità.
- Responsabile fundraising e sviluppo per organizzazioni non profit di medie e grandi dimensioni.
- Impact manager all’interno di imprese sociali o consorzi del terzo settore.
Nelle istituzioni pubbliche e nelle reti territoriali
- Esperto di progettazione sociale per enti locali, ambiti territoriali sociali, aziende speciali comunali o consorzi pubblici.
- Coordinatore di piani di zona e politiche sociali integrate, con ruolo di raccordo tra amministrazioni, terzo settore e cittadini.
- Consulente per la programmazione partecipata e i processi di co-progettazione con gli enti del terzo settore.
Nelle imprese private e nella finanza a impatto
- Responsabile CSR (Corporate Social Responsibility) o ESG manager, con competenze specifiche in progetti a impatto sociale.
- Specialista partnership non profit–impresa, dedicato allo sviluppo di iniziative congiunte tra aziende e organizzazioni del terzo settore.
- Analista di impatto presso fondazioni, fondi di investimento a impatto, enti erogatori che finanziano progetti sociali.
Opportunità di carriera: prospettive e tendenze future
L’evoluzione del contesto socio-economico suggerisce che la domanda di manager del sociale continuerà a crescere. Alcune tendenze rafforzano questo scenario:
- Transizione digitale nel sociale: crescita di piattaforme digitali per servizi sociali, e-health, education e inclusion tech, che richiedono figure capaci di guidare progetti tecnologici con finalità sociali.
- Transizione ecologica e giustizia sociale: aumento di progetti che integrano obiettivi ambientali e sociali (poverty alleviation, comunità energetiche, rigenerazione urbana), dove il manager del sociale diventa figura chiave.
- Rafforzamento delle reti territoriali: crescita di distretti dell’economia sociale, ecosistemi di innovazione, hub di comunità che necessitano di coordinamento professionale.
- Maggiore richiesta di accountability: investitori, fondazioni e pubbliche amministrazioni richiedono sempre più misurazione d’impatto e rendicontazione trasparente, ampliando lo spazio per chi possiede queste competenze.
Come iniziare: consigli pratici per giovani laureati
Per chi desidera intraprendere una carriera come manager del sociale, è utile seguire alcuni passaggi chiave:
- Chiarire la propria area di interesse: servizi alla persona, inclusione lavorativa, cooperazione internazionale, rigenerazione urbana, educazione, salute, ecc.
- Scegliere un percorso post laurea mirato: un master o corso specialistico che integri management, progettazione e valutazione dell’impatto.
- Costruire un profilo ibrido: unire competenze sociali con economia e gestione, arricchendo il proprio curriculum con esperienze pratiche significative.
- Entrare in rete: partecipare a eventi, conferenze, comunità professionali del terzo settore e dell’innovazione sociale, anche online.
- Mantenere un aggiornamento continuo: il campo è in rapida trasformazione, richiede formazione permanente su nuove policy, strumenti digitali, modelli di impatto e finanziamento.
Coniugare impatto sociale e sostenibilità economica non è solo possibile, ma è oggi una delle principali sfide professionali del nostro tempo. Il ruolo del manager del sociale si colloca esattamente su questa frontiera, offrendo ai giovani laureati l’opportunità di costruire una carriera che unisce responsabilità, innovazione e prospettive di crescita professionale.