START // L'importanza dell'archeometria e della geologia del Quaternario nella ricerca preistorica

Sommario articolo

L’articolo illustra il ruolo centrale di archeometria e geologia del Quaternario negli studi di preistoria: datazioni, ricostruzioni paleoambientali e analisi dei materiali consentono cronologie accurate e modelli di occupazione del territorio. Vengono presentati percorsi di formazione post laurea interdisciplinari e i principali sbocchi professionali in ricerca, beni culturali, archeologia preventiva e consulenza.

Perché archeometria e geologia del Quaternario sono centrali negli studi di preistoria

Nell'ambito della ricerca preistorica contemporanea, archeometria e geologia del Quaternario rappresentano due pilastri scientifici sempre più strategici. La comprensione dei contesti paleoambientali e l'applicazione di tecniche analitiche avanzate ai reperti archeologici permettono oggi di rispondere a domande che, fino a pochi decenni fa, erano considerate irrisolvibili: quando si sono verificati determinati eventi, come si sono adattate le popolazioni umane ai cambiamenti climatici, quali tecnologie sono state sviluppate e con quali materie prime.

Per giovani laureati in discipline come Scienze Geologiche, Scienze Naturali, Archeologia, Conservazione dei Beni Culturali o Fisica, questi ambiti offrono oggi percorsi di formazione post laurea e sbocchi professionali in significativa crescita, sia nel mondo accademico sia in quello dei servizi applicati alla tutela e valorizzazione del patrimonio culturale.

Che cos'è l'archeometria: definizione, metodi e ambiti di applicazione

Con il termine archeometria si indica l'insieme delle tecniche fisiche, chimiche, geologiche e matematiche applicate allo studio dei materiali e dei contesti archeologici. L'obiettivo è produrre dati quantitativi e informazioni oggettive che supportino le interpretazioni storiche e antropologiche.

Principali aree dell'archeometria

  • Datazione dei reperti e dei contesti: metodi come radiocarbonio (C14), termoluminescenza, OSL, serie dell'uranio, dendrocronologia.
  • Analisi dei materiali: studio della composizione chimica, mineralogica e isotopica di ceramiche, metalli, vetri, malte, ossa, pigmenti.
  • Provenienza delle materie prime: tracciamento delle fonti di approvvigionamento (cave di selce, depositi di ossidiana, giacimenti di metalli e argille) tramite firme geochimiche e petrografiche.
  • Tecnologia e processi produttivi: ricostruzione delle tecniche di manifattura (catena operativa), delle temperature di cottura, delle modalità di fusione e trattamento termico.
  • Conservazione e diagnostica: valutazione dello stato di degrado dei reperti e definizione di strategie di conservazione preventiva.

In un contesto di ricerca preistorica, l'archeometria consente di passare da una descrizione puramente qualitativa a una caratterizzazione quantitativa dei reperti e dei siti, aprendo la strada a ricostruzioni molto più solide delle dinamiche culturali e tecnologiche.

Che cos'è la geologia del Quaternario e perché è cruciale per la preistoria

La geologia del Quaternario si occupa dello studio della fase più recente della storia geologica della Terra, il Quaternario, un periodo che copre all'incirca gli ultimi 2,58 milioni di anni. È un arco temporale che include pienamente la storia dell'evoluzione umana, dalle prime forme di Homo fino all'età storica.

Temi chiave della geologia del Quaternario

  • Cambiamenti climatici: alternanza di fasi glaciali e interglaciali, variazioni del livello del mare, oscillazioni delle fasce climatiche.
  • Geomorfologia recente: modellamento di valli, terrazzi fluviali, coste, depositi glaciali e periglaciali, che costituiscono il palcoscenico abitato dalle popolazioni preistoriche.
  • Stratigrafia e sedimentologia: lettura delle sequenze sedimentarie che ospitano siti archeologici, reperti faunistici e pollini.
  • Paleoambienti e paleoclimi: ricostruzione degli ambienti del passato (foreste, steppe, savane, ambienti lacustri e costieri) e del clima in cui vivevano le comunità preistoriche.

Per la ricerca preistorica, la geologia del Quaternario offre il quadro essenziale entro cui collocare e interpretare i dati archeologici. Comprendere come e quanto rapidamente sono cambiati gli ambienti permette di valutare con maggiore precisione i modelli di migrazione, l'uso del territorio, le strategie di sussistenza e le risposte adattative delle popolazioni umane.

Integrazione tra archeometria e geologia del Quaternario nella ricerca preistorica

L'intersezione tra archeometria e geologia del Quaternario è uno degli ambiti più dinamici della ricerca archeologica attuale. I siti preistorici sono inseriti in contesti sedimentari complessi: per comprenderne appieno la storia è necessario un approccio multidisciplinare che combini analisi di laboratorio, rilievi sul campo e modelli interpretativi.

Datazione integrata di reperti e contesti

Uno dei temi centrali è la cronologia. Metodi archeometrici e analisi geologiche sono spesso utilizzati in modo complementare:

  • Radiocarbonio (C14) su resti organici (carbone, ossa, semi) provenienti da livelli stratigrafici definiti dalla lettura sedimentologica.
  • OSL (Optically Stimulated Luminescence) e termoluminescenza per la datazione di sedimenti e manufatti (soprattutto ceramici e litoidi riscaldati), in stretta relazione con la stratigrafia quaternaria.
  • Metodi isotopici (come le serie dell'uranio) applicati a speleotemi, gusci e sedimenti carbonatici che inquadrano siti in grotta e contesti costieri.

L'obiettivo è la costruzione di cronosequenze ad alta risoluzione, fondamentali per comprendere: quando compaiono nuove tecnologie, come si diffondono, in che rapporto stanno con transizioni climatiche o eventi ambientali estremi.

Paleoambienti, risorse e mobilità umana

Grazie alla collaborazione tra archeometri e geologi del Quaternario è possibile ricostruire in dettaglio le condizioni ambientali che hanno influenzato la vita delle popolazioni preistoriche:

  • Analisi polliniche e microfaunistiche inserite in sequenze sedimentarie ben datate, per definire vegetazione, clima e stagionalità.
  • Analisi isotopiche su ossa e denti per individuare dieta, mobilità e strategie di sfruttamento delle risorse.
  • Provenienza delle materie prime litoidi (selce, ossidiana, quarzite) tramite confronti geochimici con affioramenti noti, per delineare reti di scambio e percorsi migratori.
L'integrazione tra dati archeometrici e quadri paleoambientali quaternari permette di trasformare un insieme di reperti in un vero e proprio modello di occupazione del territorio nel lungo periodo.

Opportunità di formazione post laurea in archeometria e geologia del Quaternario

Per i giovani laureati interessati alla ricerca preistorica, investire in una formazione avanzata in archeometria e geologia del Quaternario significa acquisire competenze fortemente richieste sia in ambito accademico sia nei settori applicati ai beni culturali e all'ambiente.

Percorsi formativi consigliati

In Italia e all'estero sono disponibili diversi corsi di laurea magistrale e master di II livello che integrano archeologia, scienze della Terra e metodi fisico-chimici. In generale, i percorsi più rilevanti includono:

  • Lauree magistrali in Geologia o Scienze della Terra con curriculum in geologia del Quaternario, geomorfologia, sedimentologia e paleoclimatologia.
  • Lauree magistrali in Archeologia con indirizzo in archeologia preistorica, archeometria o scienze per i beni culturali.
  • Master specialistici in Archeometria focalizzati su tecniche analitiche applicate ai materiali archeologici e alle arti.
  • Master in Scienze del Quaternario e Preistoria che integrano formazione geologica, paleoambientale e archeologica.
  • Dottorati di ricerca (PhD) in Scienze della Terra, Scienze del Patrimonio Culturale o Archeologia, con progetti specifici su cronologia, paleoambienti o archeometria dei materiali.

Per posizionarsi in modo competitivo è fondamentale costruire un profilo interdisciplinare, capace di dialogare con archeologi, geologi, fisici, chimici e biologi.

Competenze chiave da sviluppare

Nel progettare il proprio percorso di formazione post laurea, è utile puntare su alcune competenze trasversali particolarmente apprezzate nel settore:

  • Solida base geologica: stratigrafia, sedimentologia, geomorfologia, cartografia geologica, con particolare attenzione al Quaternario.
  • Conoscenze di metodi di datazione: principi fisici e chimici, campionamento, interpretazione dei risultati e gestione delle incertezze.
  • Competenze di laboratorio: utilizzo di tecniche spettrometriche, diffrattometriche, microscopiche e isotopiche.
  • Gestione e analisi dei dati: statistica di base, modellizzazione cronologica, GIS, analisi spaziale applicata ai siti preistorici.
  • Capacità di lavoro sul campo: partecipazione a scavi, survey geologici, lettura stratigrafica e campionamento controllato.
  • Competenze comunicative e di project management: redazione di relazioni tecnico-scientifiche, gestione di progetti, capacità di lavorare in team interdisciplinari.

Sbocchi professionali e opportunità di carriera

Archeometria e geologia del Quaternario offrono una gamma di sbocchi professionali eterogenea, che va ben oltre il mondo universitario tradizionale. La crescente attenzione alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale sta generando nuove richieste di profili altamente specializzati.

Carriere nella ricerca e nell'università

Per chi desidera proseguire in ambito accademico, il percorso tipico prevede:

  • Dottorato di ricerca (PhD) in ambito geologico, archeologico o dei beni culturali, con tesi dedicate a temi di cronologia, paleoambiente o analisi dei materiali.
  • Post-doc e assegni di ricerca in progetti nazionali e internazionali relativi a siti preistorici, ricostruzioni paleoambientali, sviluppo di nuove metodologie di datazione e analisi.
  • Carriera accademica come ricercatore, professore o tecnico di laboratorio in dipartimenti di Scienze della Terra, Archeologia o Scienze del Patrimonio Culturale.

In questo ambito, la capacità di partecipare a progetti europei (ad esempio all'interno di programmi come Horizon Europe) e di pubblicare su riviste internazionali indicizzate è un elemento cruciale per la progressione di carriera.

Laboratori, enti di ricerca e servizi per i beni culturali

Le competenze archeometriche e geologiche sono particolarmente richieste in:

  • Laboratori di diagnostica per i beni culturali, pubblici e privati, che offrono servizi di analisi e datazione per musei, soprintendenze, università e società di archeologia preventiva.
  • Enti di ricerca nazionali e internazionali (CNR, ISPRA, istituti di geoscienze e archeologia), impegnati in progetti sulla preistoria, il cambiamento climatico e la gestione del territorio.
  • Centri di datazione specializzati (carbonio-14, OSL, termoluminescenza) che necessitano di personale altamente formato per il campionamento, la misura e l'interpretazione dei risultati.

In questi contesti, figure con una doppia competenza in scienze della Terra e beni culturali risultano particolarmente competitive, specie se in grado di dialogare efficacemente con committenti pubblici e privati.

Archeologia preventiva, consulenza e settore privato

L'incremento degli interventi di archeologia preventiva e la crescente integrazione tra valutazioni ambientali e tutela del patrimonio aprono interessanti opportunità nel settore privato:

  • Società di archeologia e ingegneria che si occupano di valutazioni di impatto su siti e paesaggi di interesse preistorico.
  • Studi di consulenza geologica e ambientale specializzati in geologia del Quaternario, rischio idrogeologico, gestione delle coste, pianificazione territoriale in aree ad alta valenza archeologica.
  • Spin-off e start-up che sviluppano soluzioni tecnologiche innovative per la diagnostica non invasiva, il monitoraggio e la valorizzazione dei siti preistorici.

Come orientare il proprio percorso: strategie per giovani laureati

Per costruire una carriera di successo in archeometria e geologia del Quaternario applicate alla preistoria è utile adottare alcune strategie sin dalle prime fasi del percorso post laurea.

Integrare formazione teorica e esperienza pratica

È consigliabile affiancare agli studi avanzati:

  • Partecipazione a scavi e missioni di ricerca in siti preistorici, che permettano di acquisire dimestichezza con contesti stratigrafici complessi e pratiche di campionamento.
  • Stage in laboratori archeometrici, per imparare a gestire protocolli analitici, controlli di qualità e interpretazione dei dati.
  • Collaborazioni interdisciplinari con studenti e ricercatori di archeologia, geologia, fisica e chimica.

Costruire un profilo internazionale

La ricerca preistorica è per sua natura internazionale. Per questo motivo è utile:

  • Svolgere parte degli studi (master, dottorato o soggiorni di ricerca) presso università o centri esteri specializzati.
  • Partecipare a conferenze internazionali su archeometria, geologia del Quaternario e preistoria per ampliare la rete di contatti.
  • Pubblicare, fin da giovani ricercatori, su riviste indicizzate in lingua inglese, migliorando al contempo le proprie competenze linguistiche.

Conclusioni: un settore in espansione tra ricerca, tutela e innovazione

L'importanza dell'archeometria e della geologia del Quaternario nella ricerca preistorica è oggi riconosciuta a livello internazionale. L'integrazione tra dati analitici, modelli paleoambientali e interpretazioni archeologiche sta trasformando profondamente il modo in cui ricostruiamo le origini e le traiettorie evolutive dell'umanità.

Per i giovani laureati, questo scenario si traduce in un ampio ventaglio di opportunità di formazione post laurea e in prospettive di carriera che spaziano dall'accademia alle professioni tecniche applicate ai beni culturali e all'ambiente. Investire in competenze interdisciplinari, capacità di analisi e attitudine alla ricerca significa collocarsi in un'area professionale ad alto contenuto scientifico, con un ruolo chiave nella tutela del patrimonio preistorico e nella comprensione delle relazioni tra uomo e ambiente nel lungo periodo.

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