START // L'importanza della Servitization nell'Economia Moderna: Una Panoramica

Sommario articolo

L’articolo spiega la Servitization come passaggio dal semplice prodotto a soluzioni integrate prodotto-servizio, abilitate da tecnologie digitali. Illustra vantaggi competitivi per le imprese, competenze chiave richieste, percorsi post laurea, ruoli professionali e settori più dinamici, offrendo indicazioni pratiche per costruire una carriera in questo ambito in forte crescita.

Che cos'è la Servitization e perché è centrale nell'economia moderna

La Servitization è uno dei concetti chiave dell'economia contemporanea, soprattutto nei settori industriali e tecnologici. Con questo termine si indica il passaggio strategico da un modello di business basato esclusivamente sulla vendita di prodotti a uno orientato alla combinazione di prodotto e servizi, fino ad arrivare – nei casi più avanzati – a modelli "product-as-a-service".

In altre parole, le imprese non si limitano più a progettare, produrre e vendere un bene materiale, ma costruiscono attorno a quel bene un ecosistema di servizi a valore aggiunto (assistenza, formazione, consulenza, manutenzione predittiva, piattaforme digitali, contratti a canone, soluzioni su abbonamento, ecc.) che genera flussi di ricavi ricorrenti e consolida la relazione con il cliente nel lungo periodo.

La Servitization è diventata particolarmente rilevante nell’era della digital transformation e dell’Industria 4.0, dove tecnologie come IoT, big data, intelligenza artificiale e piattaforme cloud consentono di raccogliere e analizzare dati sui prodotti in uso, offrendo servizi avanzati e personalizzati. Per giovani laureati e neo-professionisti, capire a fondo questo paradigma significa accedere a nuove e importanti opportunità di formazione e carriera in contesti altamente innovativi.

Perché la Servitization è così importante nell’economia moderna

La diffusione della Servitization è legata ad alcuni trend strutturali dell’economia globale. Comprenderli è essenziale per chi intende specializzarsi in questo ambito e costruire un profilo competitivo sul mercato del lavoro.

1. Dalla vendita del prodotto alla vendita del risultato

Sempre più aziende si spostano da un modello orientato alla vendita del prodotto a un modello in cui ciò che viene venduto è il risultato o la performance. Questo approccio è alla base di formule come:

  • Pay-per-use: il cliente paga solo quando utilizza il bene;
  • Pay-per-outcome: il pagamento è legato al risultato ottenuto (ad esempio, ore di funzionamento, quantità prodotta, efficienza raggiunta);
  • Contratti a canone o abbonamento che includono assistenza, aggiornamenti e servizi digitali.

Questo passaggio consente alle imprese di:

  • Differenziarsi rispetto ai concorrenti pur operando in mercati maturi e ad alta competizione;
  • Stabilizzare i ricavi nel tempo, grazie a introiti ricorrenti derivanti dai servizi;
  • Aumentare la fidelizzazione del cliente, che percepisce un valore continuo e non limitato all’atto d’acquisto.

2. Il ruolo delle tecnologie digitali

La Servitization moderna è strettamente legata alle tecnologie digitali. Sensori, connettività e piattaforme software permettono di trasformare il prodotto in una fonte costante di dati, abilitando servizi avanzati come:

  • Manutenzione predittiva basata su analisi in tempo reale;
  • Monitoraggio remoto delle prestazioni e del consumo di risorse;
  • Aggiornamenti software over-the-air che migliorano il prodotto nel tempo;
  • Servizi di ottimizzazione dei processi del cliente, applicando algoritmi di machine learning e analytics.

Per tali motivi, la Servitization è un ambito naturalmente interconnesso con competenze in data analysis, digital strategy e innovation management, aree molto ricercate nelle aziende che stanno investendo nella trasformazione digitale.

3. Vantaggi competitivi per le imprese

Nella prospettiva delle aziende, adottare modelli di Servitization significa ottenere benefici sia economici sia strategici:

  • Margini più elevati sui servizi rispetto ai prodotti puri;
  • Ingresso in nuovi mercati grazie a soluzioni integrate di prodotto-servizio;
  • Barriere all’entrata più alte per i concorrenti, grazie alla costruzione di relazioni a lungo termine con i clienti;
  • Maggiore capacità di innovazione, grazie al feedback continuo derivante dall’utilizzo del prodotto.

Per i giovani laureati, questo si traduce in una crescente domanda di profili in grado di progettare, gestire e ottimizzare offerte servitizzate, fungendo da ponte tra competenze tecniche, economico-gestionali e digitali.

Competenze chiave per lavorare nella Servitization

La natura interdisciplinare della Servitization richiede un mix articolato di competenze. Chi desidera specializzarsi in questo ambito deve sviluppare sia solide basi teoriche sia capacità operative, con attenzione particolare a tre dimensioni: strategica, tecnologica e manageriale.

1. Competenze strategico-gestionali

  • Business model innovation: capacità di analizzare e ripensare i modelli di business, trasformando un’offerta di prodotto in un sistema integrato di prodotto-servizio.
  • Marketing dei servizi: comprensione delle logiche specifiche dei servizi (intangibilità, inseparabilità, variabilità, deperibilità) e delle relative leve di posizionamento.
  • Service design: progettazione dell’esperienza del cliente e dei processi di erogazione del servizio, con una visione customer-centric.
  • Gestione delle operations e della supply chain: coordinare flussi materiali e immateriali, integrando service operations e processi produttivi.

2. Competenze tecnologiche e digitali

  • Conoscenze di base su IoT e sistemi cyber-fisici: comprendere come i prodotti connessi abilitino nuovi servizi.
  • Data analytics applicata ai servizi: capacità di interpretare dati di utilizzo per migliorare e personalizzare l’offerta.
  • Elementi di cloud computing e piattaforme digitali: familiarità con i modelli as-a-service e con le logiche di ecosistema.
  • Cybersecurity di base: comprendere rischi e misure essenziali nella gestione di dati sensibili e infrastrutture connesse.

3. Competenze trasversali e soft skill

  • Project management per coordinare progetti complessi di trasformazione del business;
  • Comunicazione efficace e capacità di lavorare in team cross-funzionali (ingegneria, IT, marketing, vendite, post-vendita);
  • Problem solving orientato al cliente e alla creazione di valore concreto;
  • Adattabilità e apprendimento continuo, dato il rapido evolvere delle tecnologie e dei modelli di servizio.
La Servitization non è solo un trend di moda, ma un vero e proprio cambio di paradigma nei modelli di business: chi si forma oggi in questo ambito può diventare protagonista delle strategie di innovazione delle imprese di domani.

Percorsi di formazione post laurea per specializzarsi nella Servitization

Per sviluppare un profilo professionale solido in ambito Servitization, è consigliabile intraprendere percorsi di formazione post laurea specifici o ad alta aderenza con i temi della trasformazione dei modelli di business e dei servizi avanzati.

1. Master universitari e executive in ambito industriale e digitale

Alcuni esempi di percorsi particolarmente rilevanti sono:

  • Master in Management dell’Innovazione e Trasformazione Digitale: fornisce competenze trasversali su digital strategy, nuovi modelli di business, ecosistemi as-a-service.
  • Master in Service Management e Marketing dei Servizi: focalizzato sulla progettazione, erogazione e gestione di servizi ad alto valore aggiunto.
  • Master in Industria 4.0 e Smart Manufacturing: integra aspetti tecnici (IoT, automazione, analytics) con la dimensione dei servizi collegati al prodotto.
  • Master in Business Engineering o Ingegneria Gestionale con indirizzo su operations e servizi industriali.

2. Corsi specialistici e certificazioni

Oltre ai master, è utile completare il proprio profilo con corsi mirati e certificazioni che rafforzino competenze specifiche:

  • Corsi in Service Design e Customer Experience;
  • Moduli su IoT, data analytics e digital transformation applicata all’industria;
  • Certificazioni di project management (ad es. PMI, PRINCE2, Agile/Scrum), utili per gestire progetti complessi di servitizzazione;
  • Formazione su CRM, piattaforme cloud e sistemi ERP, spesso centrali nella gestione dei servizi post-vendita.

3. Tesi, project work e stage in azienda

Per trasformare la teoria in competenze realmente spendibili sul mercato del lavoro è fondamentale affiancare allo studio esperienze pratiche:

  • Tesi e progetti di ricerca su casi di servitizzazione in settori specifici (automotive, machinery, energia, ICT, sanità, ecc.).
  • Project work aziendali in collaborazione con imprese che stanno ridefinendo il proprio modello di business in chiave servitizzata.
  • Stage e tirocini in reparti di business development, service management, innovation office o digital transformation.

Sbocchi professionali nella Servitization

L’evoluzione verso modelli servitizzati apre una serie di sbocchi professionali interessanti per giovani laureati in discipline economiche, ingegneristiche e STEM, ma anche in ambito umanistico-digitale (ad esempio, per il design di servizi e l’esperienza utente).

Ruoli tipici per profili junior e middle

  • Service Product Manager: figura che si occupa di definire, sviluppare e gestire l’offerta di servizi collegata al prodotto, coordinando aspetti tecnici, commerciali e di customer experience.
  • Business Analyst / Service Innovation Analyst: analizza i bisogni dei clienti, i dati d’uso dei prodotti e le opportunità di sviluppo di nuovi servizi.
  • Digital Transformation Specialist con focus sui servizi: supporta l’implementazione di soluzioni digitali (piattaforme, app, dashboard) che abilitano i servizi avanzati.
  • Customer Success Manager: ruolo emergente, particolarmente diffuso nel mondo software e tecnologia, che garantisce il successo del cliente nell’utilizzo di una soluzione as-a-service.
  • Service Operations Planner: gestisce processi operativi di erogazione del servizio (manutenzione, installazione, supporto tecnico) in ottica di efficienza e qualità.

Ruoli evolutivi e di responsabilità

Con l’aumentare dell’esperienza e di un adeguato percorso di formazione continua, è possibile crescere verso posizioni di maggiore responsabilità, come:

  • Head of Service / Service Director;
  • Responsabile Business Development Servizi;
  • Chief Digital Officer (CDO) con forte focus su modelli as-a-service;
  • Innovation Manager dedicato a progetti di servitizzazione.

Opportunità di carriera e settori più dinamici

La Servitization è trasversale a molti comparti, ma alcuni settori si stanno muovendo con particolare velocità, creando opportunità di carriera attrattive per i giovani laureati.

1. Manifatturiero avanzato e macchine industriali

Nel settore delle macchine utensili, dell’automazione e del machinery in generale, la Servitization si manifesta con:

  • Contratti di manutenzione full-service e pay-per-use;
  • Servizi di monitoraggio remoto e ottimizzazione delle linee produttive;
  • Piattaforme digitali per l’analisi delle performance delle macchine.

2. Energia, utilities e mobilità

Nei settori energy e mobilità, il passaggio dal prodotto al servizio è evidente:

  • Servizi di efficienza energetica e contratti ESCO (Energy Service Company);
  • Modelli di car sharing e mobility-as-a-service;
  • Soluzioni integrate per la gestione intelligente delle reti e dei consumi.

3. ICT, software e piattaforme digitali

Il mondo ICT è da tempo abituato a logiche as-a-service:

  • Software-as-a-Service (SaaS) con abbonamenti e servizi di supporto;
  • Platform-as-a-Service (PaaS) e Infrastructure-as-a-Service (IaaS) nel cloud computing;
  • Servizi di gestione, monitoraggio e ottimizzazione di infrastrutture IT complesse.

4. Sanità, servizi professionali e consulenza

Anche in ambito sanitario e nella consulenza si osserva una forte spinta verso la creazione di pacchetti integrati di prodotti e servizi, con percorsi di cura personalizzati, piattaforme di telemedicina e servizi professionali a canone.

Come impostare un percorso di carriera nella Servitization

Per valorizzare al massimo le opportunità offerte dalla Servitization nell’economia moderna, è utile seguire un percorso strutturato che combini formazione, esperienza e costruzione consapevole del proprio profilo professionale.

1. Definire il proprio posizionamento

Un primo passo consiste nel chiarire se si desidera avere un profilo più tecnico-tecnologico, più manageriale o di ibridazione tra le due dimensioni. Questo orienterà la scelta di:

  • Master e corsi post laurea;
  • Stage e primi impieghi;
  • Certificazioni e percorsi di aggiornamento.

2. Scegliere percorsi formativi coerenti

Una volta individuato il posizionamento, è importante selezionare percorsi formativi specialistici che permettano di approfondire i temi chiave della Servitization, con attenzione sia ai contenuti teorici sia ai casi applicativi e ai contatti con le imprese.

3. Costruire un portfolio di esperienze

Nel curriculum, diventa distintivo poter mostrare:

  • Progetti universitari, tesi o ricerche su modelli di business servitizzati;
  • Esperienze di stage o lavoro su progetti di digitalizzazione dei servizi;
  • Partecipazione a challenge, hackathon o iniziative aziendali su temi di innovazione e servizi.

Conclusioni: perché investire sulla Servitization oggi

La Servitization rappresenta una delle leve strategiche più importanti dell’economia moderna. Per le imprese è un modo per innovare, differenziarsi e creare valore nel lungo periodo. Per i giovani laureati è un ambito che offre ampio spazio di crescita professionale, con ruoli in cui si intrecciano competenze tecnologiche, gestionali e di innovazione.

Investire in un percorso di formazione post laurea dedicato ai modelli di business servitizzati, alla gestione dei servizi e alla trasformazione digitale significa posizionarsi in un’area destinata a rimanere centrale nelle strategie aziendali dei prossimi anni. Comprendere e saper applicare i principi della Servitization oggi può diventare un elemento decisivo per costruire una carriera solida e ad alto potenziale nell’economia di domani.

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