L'evoluzione della gestione delle società a partecipazione pubblica: scenari, competenze e opportunità di carriera
Negli ultimi vent’anni la gestione delle società a partecipazione pubblica in Italia ha subito una trasformazione profonda. Le cosiddette partecipate pubbliche non sono più soltanto strumenti operativi degli enti locali o dello Stato, ma veri e propri attori strategici nella produzione di servizi essenziali: energia, trasporti, rifiuti, acqua, sanità, servizi digitali, infrastrutture.
Questa evoluzione ha modificato in modo significativo il modo in cui tali società sono governate, gestite e controllate, aprendo al tempo stesso nuove opportunità professionali per i giovani laureati interessati a coniugare competenze manageriali, conoscenza del diritto pubblico e attenzione all’interesse generale.
Dal modello “amministrativo” al modello “manageriale”
Per comprendere le attuali opportunità di carriera nelle società a partecipazione pubblica, è necessario contestualizzare l’evoluzione normativa e organizzativa di questo settore. In Italia, le partecipate pubbliche sono state a lungo gestite con una forte impronta amministrativa, spesso come estensione dell’ente pubblico di riferimento (Comuni, Regioni, Stato, enti di diritto pubblico).
La svolta normativa: dal d.lgs. 267/2000 al Testo Unico sulle partecipate
Un punto di svolta è rappresentato dall’introduzione di un corpus sempre più organico di norme tese a:
- razionalizzare il numero e la funzione delle partecipate;
- delimitare gli ambiti di intervento pubblico nell’economia;
- innalzare gli standard di governance, trasparenza e accountability;
- avvicinare la gestione al modello delle società di diritto privato.
Tra i principali riferimenti è imprescindibile citare il d.lgs. 175/2016, noto come Testo Unico in materia di società a partecipazione pubblica (TUSP), che ha rappresentato una vera e propria riforma di sistema. Il TUSP ha:
- definito con maggior chiarezza quando e perché una pubblica amministrazione può detenere partecipazioni societarie;
- rafforzato i controlli interni e gli obblighi di trasparenza e anticorruzione;
- disciplinato le modalità di nomina e i requisiti di professionalità e onorabilità degli amministratori;
- introdotto strumenti di razionalizzazione periodica delle partecipazioni (piani di razionalizzazione, dismissioni, fusioni);
- richiesto un orientamento più marcatamente industriale ed economico nella gestione.
Le società a partecipazione pubblica non sono più soltanto “bracci operativi” degli enti; sono imprese che devono coniugare sostenibilità economico-finanziaria e tutela dell’interesse pubblico, secondo logiche manageriali evolute.
Dalla logica di erogazione del servizio alla logica di performance
Storicamente, la priorità delle partecipate era garantire l’erogazione del servizio, talvolta a scapito dell’efficienza economica. Oggi, la gestione è sempre più guidata da logiche di performance, con obiettivi legati a:
- equilibrio economico e finanziario di lungo periodo;
- qualità e continuità del servizio reso ai cittadini e alle imprese;
- innovazione tecnologica (digitalizzazione, smart city, servizi online);
- sostenibilità ambientale e sociale (ESG, economia circolare, energy transition);
- accountability verso stakeholder pubblici e privati.
Questo spostamento verso un approccio orientato ai risultati ha generato una crescente domanda di figure professionali giovani, qualificate e multidisciplinari, in grado di muoversi con disinvoltura tra diritto, economia, management, tecnologia e politiche pubbliche.
Nuovi modelli di governance delle società partecipate
La trasformazione del quadro normativo ha inciso profondamente anche sui modelli di governance delle società a partecipazione pubblica. Oggi si va affermando un modello ibrido, che combina:
- le regole del diritto societario e del mercato;
- i vincoli e i principi del diritto pubblico e della finanza pubblica;
- standard sempre più elevati di trasparenza e controllo dei risultati.
Ruolo degli organi societari e degli enti pubblici soci
Nel nuovo contesto, si distinguono con maggior nettezza i ruoli di:
- Organi societari (Consiglio di amministrazione, Amministratore unico, Collegio sindacale, organo di controllo contabile), chiamati a garantire una gestione industriale efficiente, in linea con gli obiettivi economici e di servizio;
- Enti pubblici soci (Comuni, Regioni, Stato, enti pubblici economici), che definiscono gli indirizzi strategici, gli obiettivi di servizio pubblico e presidiano la coerenza con le politiche pubbliche.
Questa separazione di ruoli richiede sempre più figure professionali con:
- competenze in corporate governance e gestione dei rapporti socio-società;
- capacità di redigere, analizzare e monitorare contratti di servizio, convenzioni e piani industriali;
- conoscenze di risk management, compliance e controllo interno applicate al contesto pubblico.
Trasparenza, anticorruzione e responsabilità amministrativa
Un aspetto chiave dell’evoluzione gestionale è rappresentato dall’integrazione tra:
- normativa in materia di prevenzione della corruzione e della trasparenza (L. 190/2012 e decreti attuativi);
- disciplina sulla responsabilità amministrativa degli enti (d.lgs. 231/2001);
- obblighi di pubblicità e controllo tipici delle amministrazioni pubbliche.
Le società a partecipazione pubblica sono oggi chiamate a dotarsi di:
- Piani Triennali di Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (PTPCT) o strumenti equivalenti;
- Modelli di organizzazione, gestione e controllo ex d.lgs. 231/2001;
- Procedure strutturate di compliance e audit interno.
Ne deriva un forte bisogno di professionisti specializzati in materia di compliance pubblica, anticorruzione, trasparenza e responsabilità amministrativa, ambiti che rappresentano sbocchi di grande interesse per i giovani laureati in Giurisprudenza, Economia e Scienze politiche.
Competenze chiave per lavorare nelle società a partecipazione pubblica
L’evoluzione della gestione delle partecipate pubbliche ha reso sempre più richiesto un profilo professionale ibrido, capace di integrare competenze tecniche e soft skill. Tra le più rilevanti:
Competenze tecnico-giuridiche
- Conoscenza del TUSP e della normativa sulle società a partecipazione pubblica;
- padronanza delle norme di diritto societario (Codice Civile, governance societaria, responsabilità degli organi);
- nozioni approfondite di contrattualistica pubblica e appalti (Codice dei contratti pubblici);
- conoscenza della disciplina in tema di trasparenza, anticorruzione, privacy (GDPR) e responsabilità 231.
Competenze economico-manageriali
- capacità di leggere e interpretare bilanci e piani industriali;
- conoscenze di controllo di gestione, budgeting e reporting;
- competenze in project management applicato a progetti di innovazione nei servizi pubblici (es. digitalizzazione, sostenibilità);
- familiarità con logiche di performance management (KPI, SLA, contratti di servizio).
Competenze trasversali e digitali
- abilità di lavorare in contesti complessi, con interazioni costanti tra pubblico e privato;
- capacità di comunicazione efficace verso stakeholders interni (management, dipendenti) ed esterni (enti pubblici, utenti, organi di controllo);
- conoscenze digitali (data analysis di base, sistemi ERP, piattaforme di e-procurement, strumenti di collaborazione digitale);
- orientamento all’innovazione e alla sostenibilità, con attenzione ai temi ESG.
È la combinazione di queste competenze a rendere un giovane laureato particolarmente appetibile per la carriera nelle società a partecipazione pubblica, sia nelle funzioni operative sia in quelle di staff e controllo.
Percorsi di formazione post laurea per entrare nel mondo delle partecipate pubbliche
Per chi ha appena conseguito una laurea (in particolare in Giurisprudenza, Economia, Ingegneria gestionale, Scienze politiche, Relazioni internazionali, Studi europei) e desidera specializzarsi nella gestione delle società pubbliche, i percorsi di formazione post laurea rappresentano un fattore competitivo determinante.
Master e corsi di specializzazione consigliati
Tra i percorsi più coerenti con l’evoluzione del settore si possono citare:
- Master in Management delle società a partecipazione pubblica
Percorsi focalizzati sulla governance delle partecipate, sul TUSP, sulla contrattualistica pubblica e sui modelli di gestione industriale dei servizi pubblici locali. - Master in Diritto amministrativo e contratti pubblici
Ideali per chi intende assumere ruoli nelle funzioni legali, appalti, contratti, compliance, con focus sul Codice dei contratti, le concessioni e i partenariati pubblico-privati. - Master in Public Management e Innovation
Programmi che integrano competenze di management pubblico, finanza pubblica, gestione delle partecipate, digital transformation e politiche pubbliche innovative. - Master in Compliance, anticorruzione e modelli 231
Percorsi tecnici per formare Compliance Officer, Responsabili Anticorruzione e figure di staff a supporto degli organi di controllo e degli organismi di vigilanza. - Master in Economia e regolazione dei servizi pubblici
Indicato per chi desidera approfondire la dimensione economico-regolatoria dei servizi di pubblica utilità (energia, acqua, trasporti, rifiuti, comunicazioni).
Questi percorsi, soprattutto se organizzati in collaborazione con enti pubblici, authority indipendenti o grandi società partecipate, permettono di acquisire non solo competenze teoriche, ma anche un prezioso capitale relazionale e l’accesso a project work, tirocini e stage.
Competenze da sviluppare durante il percorso post laurea
Nel selezionare un percorso di formazione post laurea orientato alle società a partecipazione pubblica, è utile verificare che il piano didattico includa:
- moduli specialistici su società in controllo pubblico, in house providing, servizi pubblici locali;
- laboratori su redazione di contratti di servizio, convenzioni, piani industriali;
- insegnamenti su bilancio pubblico e bilancio delle società partecipate;
- casi di studio reali di razionalizzazione, fusioni, dismissioni di partecipate;
- workshop con manager e dirigenti di società pubbliche e amministrazioni.
È altrettanto importante la presenza di percorsi di career service, simulazioni di colloqui, supporto alla redazione del CV e al posizionamento professionale nel settore pubblico-allargato.
Sbocchi professionali nelle società a partecipazione pubblica
L’evoluzione della gestione delle società a partecipazione pubblica ha creato un ventaglio di sbocchi professionali articolato, che interessa diverse aree aziendali.
Aree tipiche di inserimento
- Area legale e contratti
Supporto alla redazione e gestione di contratti di servizio, appalti, convenzioni; gestione del contenzioso; consulenza normativa su TUSP, Codice appalti, trasparenza e anticorruzione. - Area amministrazione, finanza e controllo
Predisposizione di bilanci, reportistica verso gli enti soci, controllo di gestione, analisi economico-finanziarie a supporto di piani industriali e investimenti. - Area compliance, anticorruzione e 231
Progettazione e implementazione di modelli 231, sistemi di gestione della trasparenza, piani anticorruzione, audit interno e risk management. - Area risorse umane e organizzazione
Gestione del personale in contesti regolati da normative pubbliche e contratti collettivi specifici, politiche di formazione, sistemi premianti coerenti con gli obiettivi di performance. - Area operations e servizi
Gestione operativa dei servizi pubblici (trasporti, rifiuti, acqua, energia, servizi sociali, sanità, servizi digitali), con ruoli tecnici e gestionali. - Area innovazione e digitale
Progetti di digitalizzazione dei servizi, implementazione di piattaforme digitali per i cittadini, smart city, utilizzo dei dati per il miglioramento delle performance.
In molti di questi ambiti le partecipate pubbliche presentano un turnover generazionale crescente, legato ai pensionamenti di figure storiche e alla necessità di nuove competenze, soprattutto digitali e manageriali.
Progressione di carriera e prospettive a medio-lungo termine
Le opportunità di carriera nelle società a partecipazione pubblica possono svilupparsi lungo diverse direttrici:
- crescita verticale all’interno della medesima società (da junior specialist a responsabile di funzione, poi a dirigente o quadro apicale);
- mobilità orizzontale tra diverse partecipate, soprattutto in settori come trasporti, ambiente, energia, servizi digitali;
- passaggi, nel medio-lungo periodo, a ruoli di dirigenza pubblica o di consulenza specializzata per enti pubblici e authority.
Una solida formazione post laurea, specifica sulle società a partecipazione pubblica e sui servizi pubblici, facilita notevolmente la costruzione di una carriera stabile e progressiva in questo ambito.
Come prepararsi concretamente a entrare nelle società partecipate
Oltre alla scelta di un percorso di formazione adeguato, è utile adottare alcune strategie operative per aumentare le possibilità di inserimento.
Stage, tirocini e progetti su casi reali
Gli stage curriculari ed extracurriculari presso società partecipate, enti locali o società di consulenza specializzate nel settore pubblico rappresentano un canale privilegiato per:
- comprendere concretamente la complessità della gestione dei servizi pubblici;
- sviluppare competenze applicate (redazione di atti, analisi di gare, supporto alla predisposizione di piani industriali, attività di reporting);
- costruire un primo network professionale nel settore.
Anche la partecipazione a project work durante master e corsi post laurea, basati su casi forniti da società partecipate reali, aggiunge valore al proprio profilo e rende più concreto ciò che si è appreso in aula.
Preparazione ai bandi e alle selezioni
Molte società a partecipazione pubblica reclutano attraverso:
- bandi pubblici di selezione, in ottemperanza ai principi di pubblicità, trasparenza e parità di accesso;
- procedure comparative con prove scritte, orali, assessment center;
- shortlist di candidati selezionati tramite società di ricerca e selezione del personale.
Per prepararsi in modo efficace è utile:
- monitorare i siti istituzionali delle principali società partecipate e degli enti locali soci;
- mantenere aggiornate le proprie competenze di base su diritto amministrativo, diritto societario, contratti pubblici e contabilità;
- investire nella preparazione ai colloqui motivazionali, con particolare attenzione alla comprensione della missione pubblica dell’ente.
Conclusioni: perché puntare sulle società a partecipazione pubblica
L’evoluzione della gestione delle società a partecipazione pubblica in Italia ha trasformato radicalmente questo settore, rendendolo uno dei contesti più interessanti per i giovani laureati che desiderano coniugare:
- stabilità e prospettive di carriera tipiche del mondo pubblico;
- dinamismo, innovazione e orientamento ai risultati propri dell’impresa;
- forte impatto sociale, grazie alla centralità dei servizi erogati per la collettività.
Investire in una formazione post laurea mirata, che unisca competenze giuridiche, economiche e manageriali specifiche per il mondo delle partecipate, rappresenta oggi una scelta strategica per costruire un profilo professionale competitivo nei prossimi anni.
In un contesto di crescente attenzione alla qualità della spesa pubblica, alla sostenibilità e all’innovazione dei servizi, le società a partecipazione pubblica continueranno a essere al centro delle politiche di sviluppo del Paese, offrendo a chi saprà formarsi adeguatamente numerose opportunità di inserimento e crescita professionale.