START // L'evoluzione del trasporto intermodale nei sistemi portuali

Sommario articolo

L’articolo analizza l’evoluzione del trasporto intermodale nei sistemi portuali, i driver come sostenibilità e digitalizzazione, e il ruolo strategico dei porti come hub logistici. Descrive competenze tecniche, manageriali, digitali e normative richieste, i principali percorsi di formazione post laurea e gli sbocchi professionali per giovani laureati nel settore.

L'evoluzione del trasporto intermodale nei sistemi portuali: scenari, competenze e opportunità di carriera

Il trasporto intermodale nei sistemi portuali è oggi uno dei pilastri strategici della logistica internazionale e della competitività dei territori. La capacità di integrare in modo efficiente nave, treno, camion e, in prospettiva, modalità innovative come il trasporto fluviale o a corto raggio marittimo, rappresenta un fattore decisivo per ridurre costi, tempi e impatto ambientale delle catene di fornitura globali.

Per i giovani laureati in discipline come ingegneria, economia, management, giurisprudenza, scienze politiche e geografia economica, comprendere l'evoluzione del trasporto intermodale in ambito portuale significa accedere a un settore in forte trasformazione, ricco di opportunità di formazione avanzata e di sbocchi professionali ad alta qualificazione.

Cosa si intende per trasporto intermodale nei porti

Con trasporto intermodale si indica l'utilizzo integrato di più modalità di trasporto (marittimo, ferroviario, stradale, fluviale) all'interno di una stessa catena logistica, mantenendo l'unità di carico (tipicamente il container o il semirimorchio) senza rottura del carico. Nei sistemi portuali, l'intermodalità assume un ruolo centrale perché il porto è, per definizione, un nodo in cui convergono più reti di trasporto.

In particolare, i porti moderni non sono più semplici punti di approdo delle navi, ma veri e propri logistic hub in cui avvengono:

  • transfer modali tra nave, treno e camion;
  • operazioni di consolidamento e deconsolidamento delle merci;
  • servizi a valore aggiunto (etichettatura, packaging, controllo qualità, stoccaggio evoluto);
  • gestione documentale e doganale in chiave digitale;
  • pianificazione dinamica dei flussi in funzione della domanda globale.

La qualità e l'efficienza del trasporto intermodale portuale dipendono quindi non solo dalle infrastrutture fisiche (banchine, binari, raccordi stradali), ma anche da competenze avanzate in ambito logistico, gestionale, digitale e normativo.

L'evoluzione storica e i driver di cambiamento

Dalla portualità tradizionale alla logistica integrata

Storicamente, i porti erano focalizzati sulle operazioni portuali “core”: ormeggio, carico e scarico delle navi, servizi tecnici e marittimi. Con la containerizzazione e la globalizzazione degli scambi, a partire dalla seconda metà del Novecento, i porti hanno progressivamente ampliato la loro funzione, diventando nodi di una rete logistica globale altamente integrata.

Questo processo ha portato a:

  • sviluppo di terminal container specializzati ad alta automazione;
  • integrazione tra porto, retroporto e aree logistiche interne;
  • crescente rilevanza del trasporto ferroviario e del trasporto combinato strada-rotaia;
  • diffusione di corridoi logistici e corridoi TEN-T a livello europeo;
  • nascita di zone logistiche semplificate e aree doganali connesse ai porti.

I driver recenti: sostenibilità, digitalizzazione e reshoring

Negli ultimi anni, l'evoluzione del trasporto intermodale nei porti è stata accelerata da alcuni driver chiave:

  • Sostenibilità ambientale: le politiche europee (Green Deal, Fit for 55) e internazionali puntano alla riduzione delle emissioni di CO2 nel trasporto. L'intermodalità, con un maggior uso di ferrovia e vie d'acqua interne, è vista come leva essenziale per decarbonizzare la supply chain.
  • Digitalizzazione dei processi: sistemi come Port Community System (PCS), piattaforme di tracking & tracing, utilizzo dell'Internet of Things (IoT) nei terminal, intelligenza artificiale per la pianificazione dei flussi consentono di coordinare in modo più efficiente le diverse modalità di trasporto.
  • Reshoring e regionalizzazione delle catene del valore: la pandemia e le tensioni geopolitiche hanno enfatizzato la necessità di supply chain più resilienti e regionali, con una nuova centralità dei porti gateway e dei collegamenti intermodali verso le aree industriali interne.
  • Crescente complessità normativa: sicurezza, dogana, normative ambientali e standard internazionali richiedono competenze giuridico-amministrative evolute per gestire correttamente i flussi intermodali.
Nei sistemi portuali contemporanei, la competitività non si gioca solo sulla capacità di movimentare tonnellate di merce, ma sulla qualità dell'integrazione intermodale e sulla capacità di offrire servizi logistici avanzati lungo l'intera catena del valore.

Il ruolo strategico dell'intermodalità per i sistemi portuali

Nei contesti europei e mediterranei, la qualità delle connessioni intermodali è uno dei principali indicatori di attrattività dei porti. Sebbene la posizione geografica resti un fattore importante, oggi risultano determinanti:

  • la disponibilità di linee ferroviarie dedicate ai container e ai semirimorchi;
  • la presenza di terminal intermodali inland connessi al porto;
  • l'integrazione tra porto, retroporto e piattaforme logistiche interne;
  • l'efficienza burocratica e doganale (sportello unico doganale, digitalizzazione documentale);
  • la capacità di offrire servizi just-in-time e soluzioni door-to-door per l'industria manifatturiera.

Per i giovani professionisti, questo scenario apre spazi significativi per ruoli orientati alla pianificazione, gestione e innovazione dei servizi intermodali, con una forte richiesta di competenze trasversali tra tecnica, management e digitale.

Competenze chiave per operare nell'intermodalità portuale

L'evoluzione del trasporto intermodale nei sistemi portuali sta generando una domanda crescente di figure altamente specializzate. Per chi si affaccia al mercato del lavoro dopo la laurea, è fondamentale comprendere quali siano le competenze più richieste e come costruirle attraverso percorsi di formazione post laurea mirati.

Competenze tecniche e ingegneristiche

  • Ingegneria dei trasporti e della logistica: conoscenza dei sistemi di trasporto marittimo, ferroviario e stradale, capacità di analisi dei flussi, dimensionamento delle infrastrutture, progettazione di terminal intermodali.
  • Port planning e terminal design: competenze per progettare e ottimizzare banchine, piazzali, magazzini, binari, sistemi di movimentazione dei container.
  • Gestione delle infrastrutture ferroviarie e stradali di accesso: analisi della capacità, pianificazione degli slot, interoperabilità tra reti.

Competenze gestionali e manageriali

  • Supply chain management: comprensione delle logiche end-to-end, dalla produzione al consumatore finale, con particolare attenzione alla funzione del porto come nodo logistico.
  • Port management e governance portuale: modelli di gestione delle autorità portuali, relazioni con operatori privati, shipping line, spedizionieri e operatori ferroviari.
  • Project management per progetti intermodali complessi, spesso cofinanziati da fondi europei, che richiedono coordinamento tra molti stakeholder.

Competenze digitali e data-driven

  • Utilizzo di Port Community System e sistemi informativi logistici;
  • conoscenze di base di data analytics per l'analisi dei flussi di traffico e l'ottimizzazione dei processi;
  • familiarità con tecnologie come IoT, sistemi di tracking, digital twin applicati a terminal e infrastrutture;
  • integrazione tra sistemi informativi portuali, ferroviari e stradali in chiave di interoperabilità.

Competenze normative e di sostenibilità

  • Conoscenza della normativa marittima e portuale, delle procedure doganali e della regolamentazione del trasporto ferroviario e combinato.
  • Padronanza dei principali standard ambientali e degli strumenti per misurare le emissioni del trasporto (es. analisi LCA, carbon footprint).
  • Capacità di sviluppare progetti di logistica sostenibile e piani di modal shift dalla strada alla ferrovia o al mare.

Percorsi di formazione post laurea per specializzarsi nell'intermodalità portuale

Per rispondere alle esigenze di questo settore in trasformazione, si stanno moltiplicando i percorsi di formazione post laurea specificamente orientati alla logistica portuale e al trasporto intermodale. Si tratta di master, corsi di perfezionamento, executive program e percorsi di alta formazione che integrano competenze tecniche, manageriali e digitali.

Master in logistica, trasporti e port management

Una delle strade più dirette per avvicinarsi al mondo dell'intermodalità portuale è rappresentata dai master di I e II livello in:

  • logistica integrata e supply chain management;
  • economia e gestione dei trasporti;
  • port management e shipping;
  • ingegneria dei trasporti e dei sistemi logistici.

Questi programmi offrono solitamente:

  • moduli dedicati a trasporto intermodale e progettazione di servizi combinati;
  • laboratori su Port Community System, simulazione di terminal e pianificazione dei flussi;
  • visite didattiche in porti e terminal intermodali;
  • tirocini presso autorità portuali, società terminalistiche, operatori ferroviari, spedizionieri e società di consulenza specializzate in logistica.

Corsi specialistici su digitale, data analytics e sostenibilità

Accanto ai master generalisti, stanno acquisendo rilevanza corsi più focalizzati su specifiche dimensioni dell'evoluzione intermodale:

  • Corsi su digitalizzazione dei porti e smart port, che approfondiscono IoT, blockchain, sistemi di gestione dei dati e automazione dei terminal.
  • Programmi su logistica sostenibile e green shipping, centrati sulla riduzione delle emissioni, sull'uso di carburanti alternativi e sullo sviluppo di servizi ferroviari e navali a basso impatto.
  • Percorsi in data analytics applicata alla logistica, per formare profili in grado di utilizzare i dati generati dai sistemi portuali e intermodali per ottimizzare i processi.

Competenze trasversali e soft skill

Lavorare nell'intermodalità portuale significa anche interagire con molteplici stakeholder internazionali: compagnie di navigazione, operatori logistici, autorità pubbliche, clienti industriali. Per questo i percorsi di formazione post laurea di qualità dedicano attenzione a:

  • sviluppo di competenze linguistiche, con particolare rilievo all'inglese tecnico e commerciale;
  • abilità di negoziazione, problem solving e gestione dei conflitti;
  • capacità di lavorare in team multidisciplinari e internazionali;
  • orientamento all'innovazione e al continuous improvement dei processi logistici.

Sbocchi professionali nel trasporto intermodale portuale

La crescita dell'intermodalità nei sistemi portuali genera una domanda significativa di professionisti specializzati, con prospettive di carriera interessanti sia in ambito pubblico sia privato. Di seguito alcune delle principali aree di inserimento per giovani laureati con una formazione post laurea mirata.

Autorità di Sistema Portuale e governance dei porti

Le Autorità di Sistema Portuale sono responsabili della pianificazione strategica, dello sviluppo infrastrutturale e del coordinamento dei servizi portuali. In questo contesto, i profili più richiesti sono:

  • esperti in pianificazione dei trasporti e infrastrutture intermodali;
  • project manager per progetti cofinanziati dall'UE in materia di corridoi intermodali;
  • analisti dei traffici e della domanda logistico-portuale;
  • professionisti dedicati a sostenibilità e innovazione nei porti.

Operatori terminalistici e global terminal operators

Le società che gestiscono i terminal container e ro-ro sono al centro dell'operatività intermodale. Le opportunità riguardano:

  • ruoli di operations management nella gestione di piazzali, banchine e gate ferroviari;
  • responsabili della pianificazione dei treni intermodali e dei collegamenti con l'hinterland;
  • figure dedicate alla digitalizzazione dei processi terminalistici e all'implementazione di sistemi informativi avanzati;
  • specialisti in health, safety & environment (HSE) con focus sulle operazioni intermodali.

Spedizionieri, operatori logistici e MTO

Gli spedizionieri internazionali, i multimodal transport operator (MTO) e i grandi operatori logistici disegnano e gestiscono soluzioni door-to-door che integrano nave, treno, camion e, in alcuni casi, aereo. I profili richiesti includono:

  • key account per clienti industriali con complessi fabbisogni logistici intermodali;
  • analisti di costi e performance dei servizi intermodali;
  • specialisti in contract logistics e gestione dei magazzini collegati ai porti;
  • esperti in customs & trade compliance con competenze sui flussi multimodali.

Operatori ferroviari e gestori di terminal inland

Lo sviluppo di collegamenti ferroviari da e per i porti ha rafforzato il ruolo degli operatori ferroviari merci e dei terminal intermodali inland. Le opportunità includono:

  • pianificazione di servizi shuttle ferroviari tra porto e retroporto;
  • gestione operativa di terminal intermodali terrestri collegati ai porti;
  • analisi di fattibilità tecnica ed economica di nuovi collegamenti intermodali;
  • sviluppo commerciale di servizi ferroviari e combinati per clienti industriali e logistici.

Consulenza, ricerca e innovazione

Un ulteriore ambito di grande interesse è quello della consulenza specialistica e della ricerca applicata nel campo dei trasporti e della logistica intermodale. Qui si inseriscono:

  • società di consulenza strategica e tecnica in ambito trasporti e infrastrutture;
  • centri di ricerca universitari e istituti specializzati in logistica portuale e sistemi di trasporto;
  • start-up e imprese innovative che sviluppano soluzioni digitali per l'intermodalità (software, piattaforme, sistemi di monitoraggio).

Prospettive di carriera e trend futuri

Guardando al medio-lungo periodo, le prospettive di carriera nel trasporto intermodale portuale appaiono solide e in espansione. Alcuni trend destinati a incidere ulteriormente sulla domanda di competenze specialistiche sono:

  • l'ulteriore sviluppo dei corridoi ferroviari europei e delle connessioni tra porti del Nord e del Sud Europa;
  • l'adozione crescente di tecnologie autonome e robotizzate nei terminal portuali e intermodali;
  • la diffusione di soluzioni di cold chain intermodale per il trasporto a temperatura controllata;
  • la progressiva elettrificazione e decarbonizzazione dei mezzi di trasporto coinvolti nelle catene intermodali;
  • l'integrazione tra logistica fisica e logistica dei dati, con nuove figure professionali ibride tra ingegneria, IT e management.

In questo scenario, chi sceglie percorsi di formazione post laurea mirati alla logistica portuale e all'intermodalità può costruire un profilo altamente competitivo, capace di dialogare con attori pubblici e privati e di contribuire attivamente alla trasformazione dei sistemi portuali in chiave sostenibile e digitale.

Come orientare le proprie scelte formative

Per i giovani laureati interessati a entrare nel mondo del trasporto intermodale nei sistemi portuali, alcuni passi concreti per orientare le proprie scelte formative possono essere:

  • analizzare l'offerta di master e corsi post laurea con moduli specifici su porti, logistica e intermodalità;
  • privilegiare programmi che prevedano stage o project work presso autorità portuali, terminalisti o operatori logistici;
  • valutare le partnership internazionali dei programmi formativi, utili per sviluppare un network globale;
  • arricchire la formazione tecnica con competenze digitali, data-driven e di sostenibilità, sempre più richieste nei ruoli emergenti;
  • partecipare a convegni, workshop e community professionali dedicate a porti, logistica e trasporti, per costruire relazioni e aggiornare costantemente le proprie competenze.

L'evoluzione dei sistemi portuali verso modelli sempre più intermodali, sostenibili e digitali rende questo ambito uno dei più dinamici e strategici per chi desidera una carriera internazionale, multidisciplinare e con un impatto concreto sulla competitività dei territori e sulla transizione ecologica dei trasporti.

Master Correlati

Master in ESG & Sustainability Manager

TuttoAmbiente

Logo Cliente

l Master Executive in ESG & Sustainability Management è progettato per formare figure professionali in grado di affrontare queste sfide con un approccio concreto e orientato all’azione, grazie anche ai diversi laboratori operativi e alle tavole rotonde con aziende leader.

View: 730
Master
Formula:Part time
Durata:40 Ore
Costo: 1.650 

Sedi del master

ONLINE 19/mar/2026

Master in Mobility Design - IED Torino

IED | IED Design

Logo Cliente

Il Master in Mobility Design di IED Torino forma professionisti in grado di affrontare il design della mobilità con un approccio strategico e responsabile, contribuendo a un futuro migliore per la società e il pianeta.

View: 484
Master
Formula:Full time
Durata:15 Mesi
Borse di studio: SI
Costo: Non dichiarato

Sedi del master

Torino 18/feb/2026

Corso di Alta Formazione per Sustainability Manager ric. AICQ-SICEV

Gruppo MIDI

Logo Cliente

Vuoi diventare Sustainability Manager? Aspiri a diventare esperto di ESG (Environment - Social - Governance) ed essere in grado di redigere un bilancio di Sostenibilità per le aziende? Clicca qui e scopri le qualifiche riconosciute da AICQ-SICEV che potrai ottenere con Gruppo MIDI.

View: 266
Corsi Alta Formazione
Formula:Formula weekend
Durata:40 Ore
Borse di studio: SI
Costo: 1.200 

Sedi del master

ONLINE 13/mar/2026

Master in Transportation Design - IED Torino

IED | IED Design

Logo Cliente

Il Master biennale in Transportation Design fornisce competenze analitiche, critiche e metodologiche per lo sviluppo di uno stile di design personalizzato orientato alla creazione di veicoli innovativi e progettati in funzione della massima sicurezza e del rispetto ambientale.

View: 255
Master
Formula:Full time
Durata:2 Anni
Borse di studio: SI
Costo: Non dichiarato

Sedi del master

Torino 05/nov/2026

International Master in Digital Supply Chain Management - Operations, Procurement and Logistics

POLIMI Graduate School of Management

Logo Cliente

Il Master in Supply Chain and Procurement Management (MSCPM) mira a fornire le conoscenze e le competenze necessarie per consentire a laureati giovani e brillanti di intraprendere una carriera internazionale nel campo della gestione della supply chain e degli acquisti.

View: 280
Master di primo Livello
Formula:Full time
Costo: 22.000 

Sedi del master

Milano 01/ott/2026

Innovation in Operations and Supply Chain Management - Master in Digital Transformation

Luiss Business School

Logo Cliente

Il Major in Global Supply Chain Management - Major of The Master in Digital and Business Transformation è progettato per formare manager per implementare e gestire le catene di approvvigionamento a livello globale con un focus sulla tecnologia.

View: 128
Master di primo Livello
Formula:Full time
Durata:11 Mesi
Borse di studio: SI
Costo: 20.000 

Sedi del master

Roma 21/set/2026

Laurea Magistrale in Supply Chain Management

Università degli Studi di Verona

Logo Cliente

Il corso forma professionisti capaci di operare in contesti internazionali, con competenze avanzate in supply chain, logistica e acquisti. Gli sbocchi includono ruoli chiave in aziende orientate all’innovazione, alla sostenibilità e alla digitalizzazione.

View: 171
Lauree Magistrali
Formula:Full time
Durata:2 Anni
Costo: Non dichiarato

Sedi del master

Verona

Logimaster Plus - Master di II livello in Supply Chain, Logistica e Operations Management

Università degli Studi di Verona

Logo Cliente

LogiMaster PLUS forma Logistics e Supply Chain Manager. Il know how specialistico acquisito è un fattore importante per le imprese, tanto che il 95% degli studenti trova lavoro entro 3 mesi dal conseguimento del diploma.

View: 407
Master di secondo Livello
Formula:Formula weekend
Durata:360 Ore
Costo: 5.900 

Sedi del master

Verona

Master I livello in Humanitarian Logistics Management

Università Politecnica delle Marche – Ancona | Facoltà di Ingegneria

Logo Cliente

Il Master è finalizzato alla formazione di esperti della logistica umanitaria capaci di operare in modo efficiente ed efficace all'interno di contesti di sviluppo e di emergenza. E' ugualmente indirizzato alla formazione di neo-laureati che di professionisti che già operano nel settore umanitario.

View: 948
Master di primo Livello
Formula:Formula weekend
Durata:12 Mesi
Costo: 5.900 

Sedi del master

Ancona

Master di II livello MEEC in Mobilità Elettrica ed Economia Circolare

Università della Calabria – Arcavacata di Rende (CS) | Dipartimento di Ingegneria Informatica, Modellistica, Elettronica e Sistemistica - DIMES

Logo Cliente

Il Master mira a formare professionisti con competenze tecniche, normative, manageriali nel settore della Mobilità Elettrica e sua Sostenibilità, con il conferimento del titolo di Esperto in “Gestione di Sistemi e Strutture per la Mobilità Elettrica e l’Economia Circolare”

View: 450
Master di secondo Livello
Formula:Formula weekend
Durata:1500 Ore
Borse di studio: SI
Costo: Gratuito

Sedi del master

ONLINE

Master I e II livello BIM management in Construction Works onsite/online

Politecnico di Milano - Scuola Master Fratelli Pesenti

Politecnico di Milano - Scuola Master Fratelli Pesenti

Il percorso formativo è focalizzato sulla formazione dei BIM Manager e dei professionisti nell'ambito di progetti integrati. Verranno illustrati alcuni software di largo impiego e la funzionalità, nonché gli ambiti di applicazione.

Top

Totale rispetto per la tua Privacy. Utilizziamo solo cookies tecnici che non necessitano di autorizzazione. Maggiori informazioni