L’articolo critica la formazione “veloce” e difende la lentezza cognitiva come competenza chiave per leader e manager. Presenta l’MBA di Executy Academy, che integra riflessione guidata, laboratori decisionali, autoanalisi e confronti tra pari per trasformare le informazioni in pensiero critico e consapevolezza, orientando le scelte di carriera e di business.
Viviamo in un’epoca in cui la velocità è diventata un indicatore di valore. Le organizzazioni misurano la loro efficacia in termini di rapidità, immediatezza, reattività. Anche la formazione, negli ultimi anni, si è allineata a questa logica: microlearning, contenuti “bite-size”, percorsi da pochi minuti. Tutto progettato per imparare in fretta, quasi senza accorgersene.
Ma nel tentativo di comprimere i tempi, abbiamo rischiato di dimenticare una verità elementare: pensare bene richiede tempo.
Ne ho avuto conferma durante un recente lavoro in azienda. Un gruppo di manager era impegnato in una simulazione strategica complessa. Dopo circa mezz’ora, uno dei partecipanti—sotto pressione—ha commentato: «Acceleriamo, se continuiamo a ragionare restiamo fermi». Il team ha annuito e, in poco più di quaranta minuti, ha costruito un piano d’azione impeccabile… almeno in apparenza.
Nel debrief del giorno successivo, alcune ipotesi si sono rivelate deboli. In un contesto reale, quelle decisioni veloci avrebbero potuto generare conseguenze molto costose.
È il paradosso della formazione manageriale contemporanea: si confonde la velocità con la qualità. L’apprendimento viene trattato come un processo di consumo—si assorbono contenuti, si completano moduli, si collezionano certificazioni—mentre il vero apprendimento è un processo di ristrutturazione del pensiero.
Le organizzazioni chiedono leader capaci di visione, ma troppo spesso li formano come esecutori rapidi.
La velocità, da sola, non genera competenza. Genera superficialità.
Pensare lentamente non significa rallentare il business; significa dare significato all’azione. Significa sospendere il giudizio, osservare, contestualizzare, connettere le informazioni a ciò che conta davvero. È ciò che definiamo lentezza cognitiva: una competenza oggi indispensabile per guidare persone e organizzazioni.
La ricerca lo conferma.
Uno studio pubblicato su Frontiers in Psychology mostra una forte relazione tra riflessione cognitiva e qualità decisionale. Un’indagine dell’Ohio State University dimostra che le aziende che inseriscono momenti strutturati di riflessione nei percorsi formativi migliorano in media del 25% le loro performance complessive.
Non si tratta di rallentare, ma di investire nella qualità del pensiero, la forma più solida e sostenibile di efficienza.
La teoria dei due sistemi di pensiero di Daniel Kahneman chiarisce bene la questione: il Sistema 1 è rapido, intuitivo, automatico; il Sistema 2 è lento, analitico, deliberato. Molti leader rimangono intrappolati nel primo, scambiando l’illusione di decisione per decisione autentica.
La scelta di Executy Academy
È partendo da queste evidenze che abbiamo scelto di riportare la riflessione al centro della nostra esperienza formativa. In Executy Academy abbiamo ripensato ogni percorso—dai corsi brevi ai programmi avanzati—introducendo spazi dedicati alla riflessione come elemento strutturale, non accessorio.
Soprattutto il nostro Master in Business Administration, che più di ogni altro programma deve formare leader capaci di guidare la complessità, non semplici esecutori veloci.
Perché un MBA non dovrebbe limitarsi a trasferire strumenti tecnici o modelli gestionali: dovrebbe diventare il luogo in cui si impara a pensare strategicamente, a mettere in prospettiva, a collegare decisioni e conseguenze.
È per questo che il nostro MBA integra in modo intenzionale:
- momenti di riflessione guidata dopo ogni modulo,
- laboratori decisionali in cui la lentezza cognitiva diventa metodo,
- pratiche di autoanalisi manageriale,
- confronti tra pari progettati per far emergere insight e non semplici opinioni.
Perché un MBA, oggi, non può più essere un acceleratore di nozioni:
deve essere un acceleratore di consapevolezza.
E questo richiede tempo, profondità, rielaborazione.
Il nostro Master in Business Administration lo fa perché crediamo che la qualità della leadership nasca dalla qualità del pensiero.
Nessuna tecnologia, nessun modello, nessuna piattaforma può sostituire la capacità umana di fermarsi, riflettere e dare senso alle proprie scelte.
Il futuro della formazione
Nelle nostre aule vediamo ogni giorno come i momenti di vera trasformazione non emergano durante le lezioni più dense, ma nei tempi di decantazione cognitiva: quando un manager ripensa al proprio modo di decidere, riformula una convinzione radicata o collega un concetto a una sfida reale della propria organizzazione.
È in quell’intervallo di riflessione che la conoscenza diventa consapevolezza.
E la consapevolezza diventa decisione.
Il futuro della formazione non appartiene a chi produce più contenuti o promette percorsi sempre più brevi.
Appartiene a chi restituisce alla conoscenza il tempo necessario per trasformarsi in pensiero.
Non servono più informazioni: servono contesti che aiutino le persone a interpretarle, discuterle e tradurle in scelte consapevoli.
La vera innovazione non è tecnologica.
È cognitiva.
Risiede nella qualità della riflessione che un percorso formativo è in grado di generare.
Ed è questo, in definitiva, il compito più alto della formazione: non accelerare l’apprendimento, ma insegnare a pensare.