START // Metodologie di ricerca in contesti di cooperazione sanitaria internazionale

Sommario articolo

L’articolo illustra le metodologie di ricerca quantitative, qualitative e miste applicate alla cooperazione sanitaria internazionale in contesti a risorse limitate. Approfondisce aspetti etici e di decolonizzazione, competenze richieste, percorsi formativi post laurea e principali sbocchi professionali per giovani laureati interessati alla salute globale.

La ricerca in cooperazione sanitaria internazionale è oggi uno degli ambiti più dinamici per i giovani laureati interessati a coniugare rigore scientifico, impatto sociale e carriera internazionale. Comprendere le metodologie di ricerca applicate in questi contesti è fondamentale non solo per progettare interventi efficaci, ma anche per costruire un percorso professionale solido nel mondo delle ONG, delle agenzie delle Nazioni Unite, delle istituzioni accademiche e delle organizzazioni multilaterali.

In questo articolo analizzeremo in profondità le principali metode di ricerca quantitativa e qualitativa utilizzate nella cooperazione sanitaria, le specificità dei contesti low-resource, le competenze richieste ai giovani professionisti e le opportunità di formazione post laurea per specializzarsi in questo settore.

Perché la ricerca è centrale nella cooperazione sanitaria internazionale

Nei progetti di cooperazione sanitaria, la ricerca non è un elemento accessorio, ma una componente strutturale del ciclo di progetto. Consente di:

  • Analizzare i bisogni di salute delle popolazioni target (needs assessment).
  • Progettare interventi evidence-based, basati su dati e non su impressioni o mode del momento.
  • Valutare l'impatto di programmi e politiche sanitarie (monitoraggio e valutazione).
  • Produrre conoscenza trasferibile ad altri contesti simili, contribuendo alla letteratura scientifica globale.
  • Rendere conto ai finanziatori (accountability), requisito essenziale per la sostenibilità dei progetti.
In un contesto di risorse limitate, la capacità di generare e interpretare dati affidabili è ciò che distingue un intervento ben intenzionato da un intervento realmente efficace.

Per i giovani laureati, questo significa che competenze di ricerca metodologicamente solide aumentano in modo significativo l'occupabilità e la possibilità di accedere a ruoli tecnici e di coordinamento nella cooperazione sanitaria internazionale.

Caratteristiche specifiche della ricerca in cooperazione sanitaria

Svolgere ricerca in contesti di cooperazione sanitaria internazionale è profondamente diverso dal farlo in un ospedale universitario occidentale o in un laboratorio di ricerca tradizionale. Le differenze riguardano almeno quattro dimensioni:

  • Contesto: sistemi sanitari fragili, carenza di personale, infrastrutture limitate, emergenze umanitarie.
  • Risorse: budget contenuti, strumenti diagnostici ridotti, difficoltà di accesso a internet e a database scientifici.
  • Dimensione culturale: diversità linguistiche, credenze religiose, pratiche tradizionali, ruoli di genere differenti.
  • Quadro etico: vulnerabilità delle popolazioni coinvolte, necessità di massima tutela e trasparenza.

Per questo motivo, le metodologie di ricerca in cooperazione sanitaria richiedono un approccio pragmatico, flessibile e fortemente contestualizzato, che combini:

  • Solida struttura metodologica.
  • Adattamento al contesto operativo.
  • Partecipazione delle comunità locali.

Principali metodologie quantitative nella cooperazione sanitaria

Le metodologie quantitative sono fondamentali per misurare la dimensione dei problemi di salute e l'efficacia degli interventi. Nei contesti di cooperazione sanitaria internazionale, le principali tipologie includono:

Studi trasversali (cross-sectional studies)

Sono tra i più utilizzati nella salute globale. Consistono nella raccolta di dati in un singolo momento temporale su un campione di popolazione, per valutare:

  • Prevalenza di malattie (es. HIV, malaria, malnutrizione).
  • Copertura di servizi (vaccinazioni, accesso ai farmaci, visite prenatali).
  • Determinanti di salute (condizioni abitative, livello socio-economico, istruzione).

Questi studi sono relativamente economici e rapidi, adatti a contesti a risorse limitate, e spesso costituiscono la base per pianificare interventi o progetti di cooperazione.

Studi di coorte e studi longitudinali

Gli studi di coorte seguono nel tempo un gruppo di individui per valutare l'incidenza di determinate condizioni di salute o l'efficacia di interventi specifici (es. programmi di prevenzione materno-infantile).

In contesti di cooperazione sanitaria, le ricerche longitudinali possono:

  • Monitorare l'evoluzione di malattie croniche (es. diabete, ipertensione) in sistemi sanitari fragili.
  • Valutare la sostenibilità a lungo termine di interventi (es. formazione di operatori comunitari, task shifting).
  • Analizzare l'impatto di politiche sanitarie introdotte da governi o organizzazioni internazionali.

Trial clinici e studi di intervento

I trial randomizzati controllati (RCT) sono considerati il gold standard per valutare l'efficacia degli interventi. In cooperazione sanitaria internazionale vengono spesso utilizzati per:

  • Testare nuovi protocolli terapeutici adattati a contesti low-resource.
  • Valutare interventi di sanità pubblica (es. campagne informative, schemi di incentivi per la vaccinazione).
  • Confrontare diversi modelli organizzativi dei servizi sanitari.

Tuttavia, l'implementazione di RCT in contesti vulnerabili richiede un'attenzione etica particolare, un forte coinvolgimento delle autorità sanitarie locali e una pianificazione logistica accurata.

Sistemi informativi sanitari e data analysis

Una componente sempre più strategica è rappresentata dall'uso dei sistemi informativi sanitari (HMIS). In molti Paesi a basso e medio reddito, i dati raccolti di routine nelle strutture sanitarie (registri, cartelle cliniche, report mensili) costituiscono una fonte essenziale per:

  • Monitorare trend epidemiologici.
  • Valutare la performance dei programmi.
  • Individuare aree geografiche o gruppi vulnerabili sotto-serviti.

Per i giovani laureati con competenze in biostatistica, epidemiologia o data science, la cooperazione sanitaria offre molte opportunità legate all'analisi di questi dati, allo sviluppo di indicatori e alla costruzione di dashboard per decisori politici e manager di progetto.

Metodologie qualitative: comprendere il contesto e le persone

La dimensione qualitativa è indispensabile per interpretare correttamente i numeri, soprattutto in contesti culturali molto diversi da quelli di origine dei ricercatori. Le principali tecniche includono:

Interviste in profondità (in-depth interviews)

Le interviste semi-strutturate o non strutturate consentono di:

  • Esplorare percezioni, credenze e barriere legate alla salute.
  • Comprendere l'esperienza di malattia dal punto di vista dei pazienti.
  • Raccogliere punti di vista di key informant (medici, infermieri, leader comunitari, responsabili politici).

Si tratta di uno strumento essenziale, ad esempio, per indagare la ritrosia verso le vaccinazioni, la diffidenza nei confronti dei servizi sanitari o l'adesione a trattamenti a lungo termine.

Focus group

I focus group riuniscono piccoli gruppi di persone per discutere di un tema specifico mediati da un facilitatori. In cooperazione sanitaria sono usati per:

  • Testare messaggi di educazione sanitaria.
  • Valutare la percezione di programmi già avviati.
  • Coinvolgere la comunità nella co-progettazione di interventi.

L'interazione tra i partecipanti permette di far emergere dinamiche sociali, norme culturali e fattori di influenza difficilmente rilevabili con metodi puramente quantitativi.

Osservazione partecipante e metodi etnografici

In alcuni progetti, specialmente quelli che riguardano salute materno-infantile, salute sessuale e riproduttiva o salute mentale, l'osservazione partecipante e i metodi etnografici consentono di comprendere in profondità:

  • Le pratiche quotidiane legate alla cura.
  • I ruoli di genere e familiari.
  • Le interazioni tra operatori sanitari e comunità.

Per i giovani professionisti con formazione in antropologia medica, sociologia della salute o psicologia, queste competenze qualitative sono molto richieste nei team multidisciplinari di ricerca in cooperazione internazionale.

Metodi misti: integrare quantitativo e qualitativo

I metodi misti (mixed methods) combinano approcci quantitativi e qualitativi nello stesso progetto di ricerca, consentendo una comprensione più completa dei fenomeni di salute.

Esempi di disegni di ricerca misti in cooperazione sanitaria:

  • Sequential explanatory design: prima si raccolgono e analizzano dati quantitativi (es. aumento del tasso di abbandono di un programma terapeutico), poi si utilizzano metodi qualitativi per spiegare i risultati (interviste ai pazienti che hanno abbandonato).
  • Sequential exploratory design: si parte da esplorazioni qualitative (es. focus group per comprendere barriere all'accesso ai servizi) e si costruisce successivamente un questionario quantitativo per misurare la diffusione di tali barriere su un campione ampio.
  • Concurrent design: raccolta parallela di dati quantitativi e qualitativi, con analisi integrata.

La logica dei metodi misti è particolarmente adatta alla ricerca operativa (operational research) tipica dei progetti di cooperazione, in cui l'obiettivo è migliorare in tempo reale il funzionamento dei programmi.

Etica e decolonizzazione della ricerca

Un aspetto cruciale per chi desidera lavorare nella ricerca in cooperazione sanitaria internazionale riguarda la dimensione etica e il dibattito sulla decolonizzazione della ricerca.

Elementi chiave includono:

  • Consenso informato realmente comprensibile e culturalmente adeguato.
  • Equa rappresentanza dei ricercatori locali come co-autori delle pubblicazioni scientifiche.
  • Rafforzamento delle capacità (capacity building) delle istituzioni sanitarie e accademiche dei Paesi partner.
  • Restituzione dei risultati alle comunità coinvolte, in forma accessibile e utile per il contesto locale.
Non esiste buona ricerca in cooperazione sanitaria che non sia al tempo stesso eticamente robusta, partecipativa e orientata al rafforzamento dei sistemi e delle competenze locali.

Competenze chiave per lavorare nella ricerca in cooperazione sanitaria

Per i giovani laureati interessati a sviluppare una carriera nella ricerca applicata alla cooperazione sanitaria, è importante costruire un profilo che integri competenze tecniche, trasversali e interculturali.

Competenze tecniche

  • Conoscenza dei principali disegni di studio (quantitativi, qualitativi, misti).
  • Padronanza di strumenti statistici (es. R, Stata, SPSS) e analisi qualitativa (es. NVivo, ATLAS.ti, MAXQDA).
  • Capacità di progettare questionari e guide di intervista culturalmente adattate.
  • Conoscenze base di epidemiologia, sanità pubblica e Global Health.
  • Familiarità con gli standard internazionali di etica della ricerca.

Competenze trasversali e soft skills

  • Ottima capacità di comunicazione interculturale.
  • Flessibilità e adattabilità a contesti instabili o con risorse limitate.
  • Capacità di lavoro in team multidisciplinari e multietnici.
  • Problem solving e orientamento pratico.
  • Buona padronanza dell'inglese scientifico (e possibilmente di una seconda lingua, es. francese, spagnolo, portoghese).

Percorsi di formazione post laurea: come specializzarsi

Per entrare nel mondo della ricerca in cooperazione sanitaria internazionale, una laurea di base (in Medicina, Scienze infermieristiche, Biologia, Biotecnologie, Psicologia, Sociologia, Economia, Scienze politiche, Antropologia, ecc.) rappresenta solo il primo passo. È spesso necessario integrare il proprio profilo con percorsi di formazione post laurea specializzati.

Master in Global Health e Cooperazione sanitaria

I Master universitari in Global Health, Salute Internazionale e Cooperazione offrono moduli specifici su:

  • Epidemiologia applicata alla salute globale.
  • Metodologie di ricerca quantitativa e qualitativa in contesti internazionali.
  • Gestione di progetti di cooperazione sanitaria e sistemi sanitari.
  • Etica della ricerca e diritti umani.

Questi percorsi spesso includono tirocini sul campo presso ONG, istituti di ricerca o agenzie internazionali, che rappresentano un canale privilegiato di ingresso nel mondo del lavoro.

Corsi specialistici in metodologie di ricerca

Per rafforzare specifiche competenze metodologiche, sono molto utili:

  • Corsi intensivi di biostatistica ed epidemiologia.
  • Workshop su metodi qualitativi in salute (interviste, focus group, analisi tematica).
  • Formazioni su research methods in humanitarian settings erogate da università o ONG internazionali.
  • Programmi online (MOOC) in Global Health Research Methods offerti da atenei internazionali.

Dottorati e percorsi di ricerca accademica

Per chi aspira a una carriera più orientata alla ricerca accademica o a ruoli di alto profilo in organizzazioni internazionali, i dottorati di ricerca (PhD) in salute globale, epidemiologia, scienze sociali applicate alla salute o politiche sanitarie internazionali rappresentano una scelta strategica.

Molti programmi di dottorato prevedono:

  • Progetti di ricerca sul campo in Paesi a basso e medio reddito.
  • Collaborazioni con ministeri della salute, ONG e agenzie ONU.
  • Possibilità di pubblicare su riviste internazionali indicizzate, elemento cruciale per la carriera.

Sblocchi professionali e opportunità di carriera

Le competenze in metodologie di ricerca applicate alla cooperazione sanitaria aprono numerosi sbocchi professionali in Italia e all'estero. Tra i principali:

  • Ricercatore in Global Health presso università e istituti di ricerca, con focus su epidemiologia, salute materno-infantile, malattie infettive, salute mentale, sistemi sanitari.
  • Monitoring & Evaluation (M&E) specialist in ONG internazionali, con responsabilità su disegno di indicatori, raccolta dati, analisi e reporting per progetti sanitari.
  • Data analyst / Health information officer in agenzie ONU, organizzazioni multilaterali o ministeri della salute di Paesi partner.
  • Program manager con competenze di ricerca operativa, in grado di guidare progetti complessi integrando monitoraggio, valutazione e produzione di evidenze.
  • Consulente indipendente per la valutazione di programmi sanitari internazionali, progettazione di studi e formazione di personale locale.

Nel medio-lungo periodo, i professionisti con un solido background in metodologie di ricerca in cooperazione sanitaria possono accedere a posizioni di leadership come:

  • Responsabile di unità di ricerca in salute globale.
  • Advisor tecnico per organizzazioni internazionali (OMS, UNICEF, UNFPA, Banca Mondiale).
  • Direttore di programmi e portafogli sanitari in grandi ONG internazionali.

Come iniziare: consigli pratici per giovani laureati

Per chi è alle prime armi e desidera avvicinarsi alla ricerca in cooperazione sanitaria internazionale, alcuni passi strategici possono essere:

  • Scegliere una tesi di laurea (magistrale o di specializzazione) su temi di salute globale, possibilmente coinvolgendo docenti o centri di ricerca già attivi in progetti internazionali.
  • Partecipare a corsi e master specifici su metodologie di ricerca in contesti internazionali, anche in modalità online.
  • Candidarsi per tirocini in ONG, istituti di ricerca o agenzie internazionali che abbiano una forte componente di raccolta e analisi dati.
  • Costruire un portfolio di esperienze: partecipazione a progetti di ricerca, pubblicazioni, presentazioni a conferenze.
  • Curare il networking professionale, tramite associazioni di salute globale, conferenze, gruppi di ricerca internazionali.

Investire in formazione metodologica di alto livello è una scelta che ripaga nel tempo: consente di aumentare la propria competitività sul mercato del lavoro, di accedere a posizioni qualificate e meglio retribuite e, soprattutto, di contribuire in modo significativo al miglioramento della salute delle popolazioni più vulnerabili.

Conclusioni

Le metodologie di ricerca in contesti di cooperazione sanitaria internazionale rappresentano oggi un ambito di grande rilevanza scientifica, etica e professionale. Per i giovani laureati interessati alla salute globale, si tratta di un settore che offre:

  • Un forte allineamento tra competenze tecniche e impatto sociale.
  • Opportunità di formazione post laurea altamente specializzate.
  • Numerosi sbocchi professionali in Italia e all'estero, in ambito accademico, non governativo e istituzionale.

Sviluppare un profilo che integri rigore metodologico, sensibilità interculturale e capacità di lavorare in team internazionali è la chiave per costruire una carriera solida e gratificante nella ricerca applicata alla cooperazione sanitaria internazionale.

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