START // L'importanza della Governance nelle Aziende a Partecipazione Pubblica

Sommario articolo

L’articolo illustra il ruolo strategico della governance nelle aziende a partecipazione pubblica, tra efficienza e interesse generale. Descrive quadro normativo, principi di buona governance, sistemi di controllo e trasparenza. Analizza i profili professionali più richiesti, le competenze chiave e i percorsi post laurea, evidenziando le ampie opportunità di carriera nel settore pubblico e nella consulenza.

L'importanza strategica della governance nelle aziende a partecipazione pubblica

La governance delle aziende a partecipazione pubblica è diventata uno dei temi più rilevanti nel dibattito economico e giuridico degli ultimi anni. La crescente attenzione di istituzioni, autorità di vigilanza, organismi internazionali e opinione pubblica ha reso sempre più centrale la capacità di queste realtà di coniugare efficienza gestionale, controllo pubblico, trasparenza e responsabilità.

Per un giovane laureato o un professionista in fase di specializzazione, comprendere i meccanismi di corporate governance nelle società partecipate significa acquisire competenze molto ricercate in un ambito in cui si intrecciano diritto, economia, management, finanza pubblica e politiche pubbliche. Non si tratta solo di teoria: si tratta di accedere a percorsi di carriera che spaziano dall'internal auditing alla consulenza, dalla direzione amministrativa e legale fino alle funzioni di controllo e regolazione presso enti pubblici e autorità indipendenti.

Cosa si intende per governance nelle aziende a partecipazione pubblica

Con il termine governance si fa riferimento all'insieme di regole, processi, organi e meccanismi attraverso cui una società è diretta, gestita e controllata. Nelle aziende a partecipazione pubblica la governance presenta caratteristiche peculiari, perché deve contemperare:

  • la logica economico-imprenditoriale, orientata a efficienza, redditività e sostenibilità nel lungo periodo;
  • la logica pubblicistica, legata al perseguimento dell'interesse generale, alla tutela delle risorse pubbliche e al rispetto dei principi di legalità e trasparenza;
  • l'esigenza di accountability verso i cittadini, che sono al tempo stesso contribuenti, utenti dei servizi e in ultima analisi “azionisti diffusi” delle partecipazioni pubbliche.

Nella pratica, la governance di una società partecipata coinvolge il rapporto tra:

  • azionista pubblico (Stato, Regione, ente locale o altro ente pubblico);
  • organi sociali (assemblea, consiglio di amministrazione o organo di gestione, collegio sindacale o organo di controllo);
  • management (direzione generale, dirigenti e responsabili di funzione);
  • stakeholder esterni (cittadini, utenti, autorità di regolazione, mercato, fornitori, partner industriali).

Perché la governance è così rilevante nelle società partecipate

La buona governance nelle aziende a partecipazione pubblica non è un mero adempimento formale, ma un fattore strategico in grado di influenzare direttamente:

  • la qualità e continuità dei servizi pubblici essenziali (trasporti, energia, rifiuti, acqua, sanità, infrastrutture, servizi locali);
  • la sostenibilità economico-finanziaria delle aziende e, di riflesso, degli enti pubblici partecipanti;
  • il livello di fiducia dei cittadini nelle istituzioni e nella gestione delle risorse pubbliche;
  • la capacità di attrarre investimenti, competenze e partnership private;
  • la prevenzione di fenomeni patologici come corruzione, sprechi, inefficienze e conflitti di interesse.
Una governance efficace consente alle aziende a partecipazione pubblica di operare con logiche di mercato, senza perdere di vista la missione pubblica e l'interesse generale.

Quadro normativo e standard di riferimento

In Italia la governance delle società a partecipazione pubblica è stata oggetto di una profonda revisione normativa. Tra i principali riferimenti si possono richiamare:

  • Testo Unico in materia di società a partecipazione pubblica (D.Lgs. 175/2016 e successive modifiche), che disciplina in modo organico il ruolo delle pubbliche amministrazioni come azionisti, i limiti alle partecipazioni, il controllo analogo, gli obblighi di trasparenza e i vincoli gestionali;
  • la normativa in materia di anticorruzione e trasparenza (L. 190/2012 e D.Lgs. 33/2013), con obblighi specifici per le società controllate o partecipate da pubbliche amministrazioni;
  • le disposizioni di diritto societario applicabili alle società di capitali (Codice Civile, TUF per le quotate, codice di corporate governance per le società quotate in borsa);
  • le linee guida dell'OCSE sulla corporate governance delle imprese pubbliche, che fissano standard internazionali di riferimento per trasparenza, responsabilità e strutturazione degli organi.

Questo contesto normativo complesso rende particolarmente rilevante, in chiave formativa, lo sviluppo di competenze interdisciplinari: giuridiche, economiche, manageriali e di controllo.

Pilasti della buona governance nelle aziende a partecipazione pubblica

Una governance efficace nelle società partecipate si fonda su alcuni principi chiave, che trovano declinazione concreta in strutture organizzative, procedure e strumenti operativi.

1. Chiarezza di missione e obiettivi

Il primo elemento è la definizione chiara della missione aziendale e degli obiettivi di interesse pubblico che la società è chiamata a perseguire. Questo implica:

  • definizione di obiettivi di servizio (livelli qualitativi, continuità, accessibilità per i cittadini);
  • target economico-finanziari (equilibrio di bilancio, sostenibilità degli investimenti, riduzione dell'indebitamento);
  • indicatori di performance misurabili e monitorabili;
  • allineamento tra piano industriale della società e strategie dell'ente pubblico socio.

2. Struttura degli organi e separazione dei ruoli

Un'altra componente essenziale è una struttura di governance equilibrata, che garantisca:

  • adeguata separazione tra indirizzo e gestione (ruolo dell'ente socio vs ruolo del management);
  • composizione del consiglio di amministrazione con competenze tecniche, indipendenza e professionalità;
  • presenza di organi di controllo (collegio sindacale, organismo di vigilanza, comitato per il controllo interno e i rischi) effettivamente autonomi e qualificati;
  • chiara ripartizione delle responsabilità tra amministratori esecutivi, non esecutivi e indipendenti.

3. Sistemi di controllo interno e gestione dei rischi

La gestione dei rischi e l'affidabilità dei sistemi di controllo interno sono cruciali per prevenire irregolarità, contenere costi e assicurare conformità normativa. In questo ambito risultano centrali:

  • l'istituzione di funzioni di risk management e internal audit;
  • l'adozione di modelli di organizzazione, gestione e controllo ai sensi del D.Lgs. 231/2001;
  • l'implementazione di procedure anticorruzione e di whistleblowing;
  • la definizione di policy interne (codici etici, regolamenti per gli appalti, policy sui conflitti d'interesse).

4. Trasparenza e accountability

Le società partecipate sono tenute a elevati standard di trasparenza e accountability verso cittadini, istituzioni e mercato. Ciò si traduce in:

  • obblighi di pubblicazione e accesso civico su assetti societari, compensi, risultati economici, appalti e incarichi;
  • adozione di bilanci sociali, di sostenibilità o integrati, che illustrino l'impatto sociale e ambientale dell'attività;
  • meccanismi di reporting periodico all'ente pubblico socio e, se del caso, al mercato;
  • dialogo strutturato con stakeholder (utenti, associazioni, comunità locali, sindacati).

Competenze richieste e percorsi di formazione avanzata

La complessità della governance nelle aziende a partecipazione pubblica genera una forte domanda di professionisti specializzati, in grado di operare in contesti dove si intrecciano disciplina pubblicistica e logiche di impresa. Per giovani laureati e neolaureati, questo rappresenta un'area di opportunità formativa e professionale di grande interesse.

Profili professionali più richiesti

Tra i principali profili legati alla governance delle società partecipate, si possono individuare:

  • Esperto in corporate governance e compliance
    Figura che supporta organi di amministrazione e controllo nella definizione di assetti di governance, regolamenti interni, policy e procedure di conformità a normative societarie, anticorruzione, trasparenza e responsabilità amministrativa degli enti.
  • Internal auditor
    Professionista dedicato alla verifica dell'adeguatezza e dell'efficacia dei sistemi di controllo interno, dei processi operativi e della gestione dei rischi nelle società a partecipazione pubblica.
  • Risk manager
    Specialista nella mappatura, valutazione e gestione dei rischi (strategici, operativi, finanziari, di compliance) connessi alle attività della società.
  • Responsabile anticorruzione e trasparenza
    Figura chiamata a implementare piani triennali di prevenzione della corruzione, a presidiare gli obblighi di trasparenza e a diffondere la cultura dell'integrità all'interno dell'organizzazione.
  • Consulente in diritto societario e pubblico
    Professionista (spesso avvocato o giurista d'impresa) che fornisce supporto qualificato su assetti societari, rapporti tra ente pubblico e società, contratti, appalti, responsabilità degli organi.
  • Controller e responsabile pianificazione e controllo
    Figura di raccordo tra strategia, programmazione economico-finanziaria e monitoraggio dei risultati, essenziale per garantire efficienza e sostenibilità alla gestione.

Competenze chiave da sviluppare

Per accedere e crescere in questi ruoli, è importante costruire un set di competenze avanzate, tra cui:

  • conoscenza del diritto societario e del diritto amministrativo, con particolare attenzione alla disciplina delle società partecipate;
  • padronanza delle logiche di bilancio, finanza aziendale e controllo di gestione;
  • competenze in risk management, compliance, anticorruzione e trasparenza;
  • familiarità con modelli di corporate governance nazionali e internazionali, best practice OCSE e codici di autodisciplina;
  • capacità di analisi dei processi organizzativi e di progettazione di procedure e controlli;
  • soft skills quali capacità di relazione con organi societari e istituzioni, autorevolezza, problem solving, gestione di progetti complessi.

Percorsi di formazione post laurea e specializzazioni

La formazione universitaria di base, pur fondamentale, non è di norma sufficiente a coprire in modo completo la specificità della governance nelle aziende a partecipazione pubblica. Diventano quindi strategici percorsi di formazione post laurea dedicati, come:

  • Master di II livello in Diritto ed Economia delle società pubbliche
    Percorsi che integrano competenze giuridiche (TUSP, diritto amministrativo, appalti, anticorruzione) e manageriali (pianificazione, controllo, risk management) con focus specifico sulle società partecipate.
  • Master in Corporate Governance, Compliance e Internal Auditing
    Programmi che formano figure specializzate nella progettazione e gestione dei sistemi di governance, dei controlli interni e dei modelli 231, con moduli dedicati al settore pubblico e alle partecipate.
  • Corsi di perfezionamento sulle partecipazioni pubbliche e il TUSP
    Percorsi brevi, spesso focalizzati sugli aggiornamenti normativi, sulla razionalizzazione delle partecipazioni e sui rapporti tra enti pubblici e società.
  • Master in Management delle aziende pubbliche e dei servizi pubblici locali
    Programmi che affrontano il tema della governance integrando prospettiva giuridica, economica, organizzativa e regolatoria.

In un'ottica di sviluppo di carriera, la partecipazione a questi master e corsi avanzati consente di:

  • acquisire una specializzazione riconosciuta dal mercato del lavoro;
  • costruire un network qualificato con docenti, professionisti, dirigenti di enti e società partecipate;
  • accedere a stage e tirocini presso aziende pubbliche, società in house, utilities, autorità;
  • rafforzare il proprio profilo in vista di concorsi pubblici o selezioni per incarichi in organi di controllo e governance.

Opportunità di carriera nel settore delle aziende a partecipazione pubblica

Il settore delle società partecipate offre un ampio ventaglio di sbocchi professionali sia all'interno delle aziende, sia in contesti esterni che gravitano attorno alla loro governance.

Carriere interne alle società partecipate

All'interno delle società a partecipazione pubblica, le competenze di governance trovano applicazione in diverse funzioni chiave:

  • Uffici legali e affari societari
    Gestione dei rapporti con l'ente socio pubblico, predisposizione di delibere e verbali, supporto agli organi sociali, compliance normativa.
  • Direzione amministrazione, finanza e controllo
    Pianificazione economico-finanziaria, bilancio, rapporti con organismi di vigilanza, controllo di gestione, reporting all'ente socio.
  • Internal audit, risk management e compliance
    Verifica dei processi, monitoraggio dei rischi, implementazione di modelli 231, piani anticorruzione, presidi di trasparenza.
  • Segreteria societaria e governance
    Organizzazione dei lavori del CdA, dei comitati interni, dei rapporti con l'assemblea dei soci, gestione dei flussi informativi.

Carriere esterne e ruoli di indirizzo e controllo

Oltre alle posizioni interne alle aziende, le competenze in governance delle società partecipate sono richieste in:

  • Pubbliche amministrazioni ed enti locali
    Uffici partecipazioni, finanza locale, controllo analogo, nuclei di valutazione, direzioni generali e segreterie tecniche.
  • Autorità indipendenti e organismi di vigilanza
    Strutture che regolano e controllano settori strategici (energia, trasporti, telecomunicazioni, concorrenza, anticorruzione).
  • Società di consulenza, studi legali e revisori
    Servizi di advisory su governance, riorganizzazioni societarie, razionalizzazione delle partecipazioni, modelli di controllo.
  • Organi di amministrazione e controllo
    Incarichi come amministratore, sindaco, componente di organismi di vigilanza 231 e comitati di controllo, per i quali la formazione avanzata rappresenta spesso un requisito implicito.

Perché investire oggi nella formazione sulla governance delle partecipate

Il contesto attuale, caratterizzato da riforme continue, dall'attuazione di programmi di investimento pubblico (come quelli connessi al PNRR) e da una crescente pressione verso digitalizzazione, sostenibilità e accountability, rende la governance delle società partecipate un ambito in evoluzione e ad alto potenziale.

Investire in una formazione specialistica post laurea su questi temi significa:

  • posizionarsi in una nicchia professionale ad elevata domanda e ancora relativamente poco presidiata;
  • acquisire strumenti per interpretare e governare la trasformazione delle aziende pubbliche verso modelli più efficienti, trasparenti e sostenibili;
  • incrementare le proprie opportunità di carriera sia nel settore pubblico sia in quello privato, in ruoli di responsabilità e consulenza strategica;
  • contribuire in modo concreto al miglioramento della qualità dei servizi pubblici erogati a cittadini e imprese.

Per i giovani laureati interessati a coniugare competenza giuridica ed economico-manageriale con un impatto diretto sul funzionamento delle istituzioni e dei servizi pubblici, la governance delle aziende a partecipazione pubblica rappresenta un'area di specializzazione altamente strategica, in grado di offrire percorsi professionali solidi, qualificanti e in linea con le trasformazioni del sistema Paese.

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