START // Il Ruolo del Veterinario Designato nella Scienza Moderna

Sommario articolo

L’articolo descrive il ruolo del Veterinario Designato nella ricerca biomedica: quadro normativo, compiti su benessere animale, progettazione sperimentale e conformità; illustra percorsi formativi post laurea, competenze richieste e principali sbocchi in enti di ricerca, industria farmaceutica e consulenza.

Chi è il Veterinario Designato e perché è centrale nella scienza moderna

Il Veterinario Designato (VD) è una figura chiave nella sperimentazione animale e, più in generale, nella ricerca biomedica moderna. È il professionista che garantisce il benessere degli animali utilizzati a fini scientifici, coniugando esigenze etiche, requisiti normativi e obiettivi scientifici. In un contesto in cui la ricerca punta sempre più a standard elevati di qualità e responsabilità, il ruolo del Veterinario Designato è diventato strategico, offrendo importanti opportunità di formazione avanzata e sbocchi professionali per i giovani laureati in Medicina Veterinaria e discipline affini.

Contesto normativo: la base giuridica del ruolo

La figura del Veterinario Designato è normata a livello europeo dalla Direttiva 2010/63/UE sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici, recepita in Italia dal D.Lgs. 26/2014. Queste norme definiscono con precisione i compiti, le responsabilità e le competenze minime richieste ai professionisti che operano negli stabulari e nelle unità di ricerca.

Il Veterinario Designato rientra tra le figure obbligatorie previste dalla normativa per qualsiasi struttura che utilizzi animali a fini di:

  • ricerca scientifica di base e applicata;
  • ricerca farmacologica e tossicologica;
  • sviluppo e controllo qualità di farmaci, vaccini e dispositivi medici;
  • attività didattiche e di formazione.

In questo scenario, il VD rappresenta l’anello di congiunzione tra normativa, etica e pratica sperimentale. La sua presenza è indispensabile per il rilascio e il mantenimento dell’autorizzazione degli stabilimenti di ricerca che utilizzano animali.

Compiti e responsabilità del Veterinario Designato

Il ruolo del Veterinario Designato non si esaurisce nella mera assistenza clinica agli animali, ma integra responsabilità complesse di natura gestionale, etica, regolatoria e formativa. Tra i principali compiti possiamo individuare:

1. Garanzia del benessere animale

  • Valutazione dello stato di salute e benessere degli animali ospitati.
  • Definizione e supervisione dei protocolli di stabulazione (alloggio, arricchimento ambientale, condizioni igieniche).
  • Valutazione di dolore, sofferenza, distress e sviluppo di strategie di prevenzione e mitigazione.
  • Applicazione del principio delle 3R (Replacement, Reduction, Refinement) in collaborazione con i ricercatori.

2. Supporto alla progettazione sperimentale

  • Consulenza ai ricercatori nella fase di progettazione dei protocolli sperimentali, con particolare attenzione agli aspetti di benessere animale.
  • Definizione di endpoint umanitari e criteri di interruzione anticipata degli esperimenti.
  • Ottimizzazione del numero di animali utilizzati, assicurando l’equilibrio tra validità statistica e minimizzazione dell’impatto sugli animali.

3. Controllo e conformità normativa

  • Verifica della conformità delle procedure alle normative nazionali e internazionali.
  • Collaborazione con l’Organismo Preposto al Benessere Animale (OPBA) e con le autorità competenti.
  • Partecipazione alla valutazione etica dei progetti sperimentali.
  • Gestione e aggiornamento della documentazione tecnica e sanitaria degli animali (registri, referti, certificazioni).

4. Formazione e aggiornamento del personale

  • Organizzazione di programmi formativi per ricercatori, tecnici di laboratorio e personale di stabulario.
  • Verifica delle competenze pratiche di chi manipola gli animali (prelievi, somministrazioni, anestesia, eutanasia).
  • Promozione di una cultura del benessere animale all’interno dell’ente di ricerca.
Il Veterinario Designato è, in sostanza, il garante del fatto che la ricerca su animali sia non solo scientificamente valida, ma anche eticamente e legalmente sostenibile.

La scienza moderna, soprattutto in ambito biomedico, è sempre più orientata alla trasparenza, riproducibilità e responsabilità etica. In questo contesto, la figura del VD assume un’importanza crescente.

Ricerca preclinica e sviluppo di farmaci

La maggior parte dei farmaci, vaccini e dispositivi medici destinati alla clinica umana e veterinaria passa attraverso una fase di ricerca preclinica sugli animali. Qui il Veterinario Designato:

  • assicura che i modelli animali utilizzati siano scientificamente appropriati e correttamente gestiti;
  • contribuisce alla standardizzazione delle condizioni sperimentali, elemento chiave per la riproducibilità dei risultati;
  • supporta l’implementazione di metodi alternativi ove possibile, in linea con il principio di Replacement.

Ricerca traslazionale e medicina personalizzata

Con l’avanzare della medicina personalizzata e delle terapie avanzate (come terapia genica e cellulare), si fa sempre più ricorso a modelli animali complessi, inclusi modelli geneticamente modificati. Il contributo del Veterinario Designato è decisivo per:

  • valutare l’impatto delle modifiche genetiche sul fenotipo e sul benessere degli animali;
  • gestire protocolli sperimentali spesso lunghi e complessi, con monitoraggi clinici sofisticati;
  • assicurare la corretta gestione epidemiologica e biosicurezza (soprattutto in laboratori BSL2/BSL3).

Innovazione metodologica e metodi alternativi

L’evoluzione verso metodi alternativi (organoidi, colture cellulari avanzate, in silico) non riduce il valore del VD, ma ne trasforma il ruolo. Il Veterinario Designato è sempre più coinvolto in:

  • progetti di validazione di metodi alternativi e strategie di refinement delle procedure esistenti;
  • sviluppo di protocolli che integrano in vivo e in vitro in modo più etico e sostenibile;
  • attività di consulenza etico-scientifica presso enti regolatori, comitati etici e organismi di valutazione.

Percorsi di formazione per diventare Veterinario Designato

Per i giovani laureati interessati a questa carriera, è essenziale costruire un percorso formativo strutturato che coniughi competenze cliniche, conoscenza normativa e capacità di interfacciarsi con il mondo della ricerca.

1. Requisiti di base

Il punto di partenza è una laurea magistrale in Medicina Veterinaria e l’abilitazione professionale. Su questa base, è fortemente consigliato (e in molte realtà richiesto) un percorso post laurea specifico in:

  • Medicina degli animali da laboratorio;
  • Benessere animale e sperimentazione;
  • Scienze veterinarie applicate alla ricerca biomedica.

2. Corsi specialistici riconosciuti

In Europa, e in particolare in Italia, sono disponibili corsi di formazione specialistica allineati ai requisiti della Direttiva 2010/63/UE, spesso classificati secondo le categorie di funzione (es. Funzione A, B, C, D). Per un futuro Veterinario Designato risultano particolarmente rilevanti:

  • corsi per responsabili del benessere animale;
  • percorsi per responsabili di progetto con approfondimenti sugli aspetti veterinari;
  • moduli avanzati in anestesia, analgesia ed eutanasia degli animali da laboratorio.

Molti di questi programmi sono erogati da università, enti di ricerca e provider di formazione post laurea, anche in modalità blended o e-learning, rendendo possibile integrare la formazione con le prime esperienze lavorative.

3. Master e specializzazioni post laurea

Per differenziarsi sul mercato del lavoro e accedere a posizioni di maggiore responsabilità, è altamente consigliato un Master di II livello o una Scuola di Specializzazione in aree quali:

  • Medicina degli animali da laboratorio;
  • Sanità pubblica veterinaria con focus su benessere animale e sperimentazione;
  • Scienze biomediche e sperimentali con indirizzo veterinario.

Questi percorsi consentono di:

  • approfondire anatomia, fisiologia e patologia delle principali specie da laboratorio (roditori, conigli, pesci zebrafish, suini, primati non umani, ecc.);
  • acquisire dimestichezza con le procedure sperimentali avanzate (chirurgia sperimentale, imaging, modelli di malattia);
  • sviluppare competenze di project management e gestione di strutture complesse.

4. Competenze trasversali richieste

Oltre alle competenze tecnico-scientifiche, il Veterinario Designato deve sviluppare una serie di soft skills particolarmente apprezzate nel contesto della ricerca moderna:

  • Capacità di comunicazione con team multidisciplinari (biologi, medici, farmacologi, tecnici).
  • Competenze linguistiche, in particolare l’inglese scientifico, per interagire con enti internazionali e leggere correttamente linee guida e protocolli.
  • Problem solving nella gestione di criticità cliniche, organizzative o etiche.
  • Leadership nella gestione del personale di stabulario e nel coordinamento con l’OPBA.

Sbocchi professionali per il Veterinario Designato

Il ruolo di VD apre prospettive interessanti in diversi settori della ricerca pubblica e privata, nonché in ambito regolatorio e consulenziale.

1. Enti di ricerca pubblici e università

Molti atenei, IRCCS, istituti di ricerca pubblici (come istituti zooprofilattici, enti ospedalieri universitari, centri di ricerca nazionali) dispongono di stabulari e strutture che richiedono la presenza di uno o più Veterinari Designati. In questi contesti il VD può:

  • operare come responsabile del benessere e della gestione sanitaria degli animali;
  • partecipare a progetti di ricerca interdisciplinari, anche con produzione scientifica (pubblicazioni, convegni);
  • assumere nel tempo ruoli di coordinamento di struttura o direzione di stabulario.

2. Industria farmaceutica e biotecnologica

Le aziende farmaceutiche, biotech e CRO (Contract Research Organization) rappresentano uno degli sbocchi più dinamici, con forte domanda di professionisti qualificati nel benessere animale e nella sperimentazione preclinica. In questo ambito il Veterinario Designato può:

  • gestire unità di ricerca tossicologica e farmacologica;
  • collaborare a studi regolatori per registrazione di farmaci (GLP – Good Laboratory Practice);
  • ricoprire ruoli di responsabile qualità per gli aspetti legati ad animali e benessere.

3. Enti regolatori e comitati etici

Chi sviluppa una forte expertise normativa e regolatoria può orientarsi verso:

  • autorità competenti nazionali o regionali coinvolte nell’autorizzazione dei progetti di ricerca;
  • comitati etici e organismi indipendenti di valutazione;
  • ruoli di consulenza per istituzioni pubbliche e private su aspetti di sperimentazione animale e benessere.

4. Consulenza e libera professione

Con esperienza consolidata, il Veterinario Designato può intraprendere una carriera come consulente esterno per più enti di ricerca o aziende, offrendo servizi che includono:

  • valutazione e adeguamento delle strutture di stabulario alle normative;
  • supporto nella preparazione di dossier autorizzativi per progetti sperimentali;
  • progettazione e realizzazione di programmi formativi per il personale.

Opportunità di carriera e prospettive di crescita

La carriera del Veterinario Designato si presta a un’evoluzione progressiva, partendo da ruoli più operativi fino a posizioni strategiche. Nel medio-lungo periodo, un professionista ben formato può aspirare a diventare:

  • Direttore di stabulario o di unità di ricerca preclinica;
  • Responsabile di benessere animale a livello di ente o gruppo industriale;
  • Referente aziendale per le relazioni con autorità regolatorie e comitati etici;
  • Formatore senior in programmi post laurea e di aggiornamento professionale.

Le competenze sviluppate come VD sono inoltre altamente trasferibili verso altre carriere in ambito sanità pubblica veterinaria, epidemiologia, qualità e regolatorio, ampliando ulteriormente le possibilità di sviluppo professionale.

Come prepararsi concretamente a questa professione

Per i giovani laureati interessati a intraprendere questa carriera, è utile seguire una strategia chiara, che includa:

  • Selezionare un percorso post laurea mirato (master, corsi specialistici, scuole di specializzazione) riconosciuto a livello nazionale e, se possibile, europeo.
  • Cercare tirocini ed esperienze pratiche in stabulari universitari o centri di ricerca per acquisire familiarità con specie, procedure e dinamiche organizzative.
  • Costruire un profilo internazionale partecipando a congressi, workshop e network scientifici sul benessere animale e la sperimentazione.
  • Curare la formazione continua, aggiornandosi sulle evoluzioni normative, sui nuovi metodi alternativi e sulle best practice internazionali.

Conclusioni: un ruolo in espansione nella ricerca responsabile

Il Veterinario Designato rappresenta oggi una delle figure più strategiche nella scienza moderna, soprattutto nell’ambito della ricerca biomedica e farmaceutica. La crescente attenzione al benessere animale, alla responsabilità etica e alla qualità metodologica rende questo profilo sempre più centrale e richiesto.

Per i giovani laureati che desiderano coniugare competenze cliniche veterinarie, impegno etico e partecipazione attiva all’innovazione scientifica, investire in un percorso di formazione post laurea orientato al ruolo di Veterinario Designato significa aprire la strada a solide opportunità di carriera, in un settore in costante evoluzione e con una forte dimensione internazionale.

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