Il Master in Antropologia offre una formazione avanzata che integra i principali paradigmi teorici della disciplina con competenze operative spendibili in ricerca, progettazione sociale, cooperazione internazionale, salute e patrimonio culturale. Il percorso mette in dialogo antropologia culturale e simbolica, antropologia biologica e paleoantropologia, nonché antropologia applicata a migrazioni, salute globale, sviluppo locale e patrimoni, garantendo una visione olistica dei processi umani. Particolare enfasi è dedicata al metodo etnografico, alla progettazione e conduzione di ricerche sul campo in contesti complessi, all’analisi qualitativa assistita da software e alla comunicazione dei risultati a pubblici diversi. Gli studenti imparano a tradurre concetti come cultura, identità, corpo, parentela, rituale, razza e potere in strumenti analitici e operativi, acquisendo sensibilità deontologica, competenze di mediazione interculturale e capacità di valutare l’impatto delle politiche su gruppi e comunità. Il master sviluppa inoltre abilità trasversali in data management, etica della ricerca, visual ethnography e progettazione partecipata, favorendo una professionalità capace di lavorare in équipe interdisciplinari.
Aree di specializzazione
Antropologia culturale e simbolica
L’area approfondisce i classici e i dibattiti contemporanei su cultura, simbolo e potere, da Boas e Malinowski fino a Geertz, Turner e le correnti postcoloniali. Si affrontano temi come parentela e reti di sostegno, scambio e dono, rituali di passaggio, cosmologie, sistemi medici vernacolari e regimi di verità. Particolare attenzione è rivolta a linguaggio, narrazione e performance, alle politiche dell’identità e alla produzione di senso nelle pratiche quotidiane. Gli studenti imparano a costruire cornici interpretative per leggere le differenze culturali, decostruire stereotipi e riconoscere i dispositivi di potere che informano rappresentazioni e pratiche.
Antropologia biologica, paleoantropologia e biocultura
Questa area integra evoluzione umana, ecologia comportamentale e plasticità del corpo con prospettive bioculturali. Si studiano fossili e primatologia, variazione umana e adattamenti, salute e malattia in ottica evoluzionistica, nutrizione e stress, epigenetica e concetto di razza come costruzione sociale priva di fondamento biologico. I moduli collegano il dato biologico ai contesti ecologici e sociali, mostrando come ambiente, lavoro e disuguaglianze modellino il corpo. Laboratori introduttivi su metriche antropometriche, lettura di dati morfologici e interpretazione di evidenze paleoantropologiche preparano a un dialogo informato con biomedicina e scienze ambientali.
Metodologie etnografiche e analisi qualitativa
L’area metodologica guida dalla progettazione alla restituzione della ricerca. Si affrontano osservazione partecipante, interviste in profondità, storie di vita, focus group, elicitation visiva e strumenti digitali per la netnografia. Vengono trattati campionamento teorico, saturazione, costruzione del protocollo, consenso informato e gestione dei dati sensibili in conformità etica e GDPR. Le esercitazioni includono trascrizione e codifica tematica con software (NVivo/ATLAS.ti), memo analitici, triangolazione e audit trail, oltre a tecniche di restituzione comunitaria e public anthropology. L’obiettivo è padroneggiare un impianto metodologico rigoroso ma flessibile, adatto a contesti complessi.
Antropologia applicata: migrazioni, salute, sviluppo e patrimonio
Questa area traduce i saperi antropologici in interventi concreti. Si studiano migrazioni e rifugi, mediazione interculturale, salute globale e antropologia medica, etnografia delle istituzioni e valutazione partecipata di politiche pubbliche. Ampio spazio è dato al patrimonio culturale materiale e immateriale, alla sua salvaguardia e alla co-progettazione con le comunità locali, anche in chiave di turismo sostenibile. Si affrontano approcci decoloniali, design etnografico dei servizi, advocacy basata su evidenze qualitative e comunicazione sensibile al contesto. Case study mostrano come la ricerca informi programmi di inclusione, prevenzione sanitaria e rigenerazione territoriale.
Metodologie didattiche
La didattica combina lezioni frontali interattive, laboratori pratici, simulazioni sul campo e project work con partner esterni, garantendo l’integrazione costante tra teoria, metodo e applicazione professionale.
Fieldwork supervisionato
Periodo di ricerca etnografica guidata con tutor, diario di campo, osservazione, interviste e restituzione alla comunità.
Laboratori di analisi qualitativa assistita
Esercitazioni su trascrizione, coding tematico, analisi narrativa e visuale con NVivo o ATLAS.ti, reporting e audit trail.
Studio di casi e simulazioni
Analisi di casi reali, role-play istituzionali, gestione di dilemmi etici, negoziazione e valutazione di impatto socioculturale.
Project work con stakeholder
Progettazione partecipata con ONG, enti locali e musei, con deliverable applicabili e presentazione pubblica dei risultati.
"L’antropologia rende familiare l’esotico e svela l’esotico nel familiare, dotando i professionisti di strumenti critici per abitare mondi complessi."
— Rielaborazione da C. Geertz