Questo master si propone di trattare le problematiche relative alla gestione e al riutilizzo di beni e aziende confiscate alle mafie, formando professionisti in grado di operare in un contesto complesso e articolato. Attraverso un corpo docente di esperti a livello nazionale, il programma mira a fornire un solido approfondimento della normativa e delle best practices di gestione, nonché strumenti di progettazione per l'assegnazione dei beni. Gli studenti acquisiranno competenze trasversali utili per affrontare situazioni lavorative diversificate, favorendo così opportunità di crescita per il territorio.
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Analisi del Master in Gestione e Riutilizzo dei Beni Sequestrati e Confiscati. pio la Torre generata confrontando le specifiche tecniche con la media nazionale di categoria.
L’Università di Bologna vanta una delle tradizioni accademiche più solide e riconosciute a livello nazionale e internazionale. Questa storicità e il riferimento a docenti esperti posizionano il master sopra la media per reputazione e valore del titolo.
Il costo di iscrizione è sensibilmente più contenuto rispetto a molti altri master di pari livello, rendendo l’accesso più inclusivo. Questo posizionamento più accessibile rispetto alla media favorisce la partecipazione di un pubblico più ampio.
La durata annuale, tipica di molti master di secondo livello, suggerisce un impegno moderato e ben bilanciato tra attività didattiche e carico di studio. Il livello di impegno si allinea pienamente alla media di mercato.
Non emergono partnership aziendali specifiche né una rete Alumni formalizzata; si menziona però un corpo docente di esperti nazionali. Il networking resta in linea con le attese del settore, senza elementi di spicco rispetto al benchmark.
Il supporto all’ingresso nel mondo del lavoro è dichiarato, ma senza dettagli su placement garantito o aziendale. La spendibilità del titolo rimane competitiva e molto vicina ai migliori standard di categoria.
L’offerta si concentra su normative e best practices della gestione, senza riferimenti a tecnologie emergenti o moduli digitali. L’approccio risulta più tradizionale, leggermente sotto la media di settore per spinta innovativa.