Obiettivi formativi specifici e funzioni anche in relazione al particolare settore occupazionale al quale si riferiscono.
Il diffondersi di comportamenti conflittuali – sia nella famiglia che nelle altre di sfere di vita quotidiana – richiede alla famiglia la capacità di sapere elaborare strategie tese a contenere e/o risolvere la conflittualità, a mantenere un clima relazionale che non pregiudichi, in particolare, la continuità della relazione genitore-figli. Mediante l’utilizzo dell’approccio
sistemico-relazionale trigenerazionale, il
Master di primo livello in mediazione familiare si pone l’obiettivo di formare
professionisti ed operatori che possano accompagnare e sostenere la famiglia nella fase della separazione e del divorzio, con l’obiettivo primario di tutelare i figli, promuovendo la genitorialità condivisa.
In base alle indicazioni della “Carta europea della
formazione dei mediatori familiari” che esercitano in situazioni di divorzio e di separazione (1992), il mediatore familiare deve possedere un insieme di attitudini, competenze e conoscenze, in particolare:
- a) capacità di prendere le distanze dalle situazioni in cui interviene; capacità che presuppone un lavoro personale teso alla conoscenza di sé e alla consapevolezza delle proprie proiezioni personali e limiti;
- b) conoscenze sufficienti per comprendere le dinamiche della separazione e del divorzio. Non deve avere una formazione completa in diritto, materie fiscali, ma deve possedere nozioni afferenti a diverse discipline che gli consentano di comprendere le situazioni e le aspettative delle parti, di riconoscere i propri limiti su alcune questioni che necessitano dell’intervento di altri professionisti e specialisti;
- c) competenze specifiche date dalla capacità di creare un clima relazionale favorevole all’instaurazione e al mantenimento del dialogo tra le parti.
Il mediatore familiare dispone di nozioni relative ai seguenti settori:
- nozioni di psicologia e di sociologia, sul funzionamento della coppia e della famiglia, sullo sviluppo infantile, sulle conseguenze del divorzio e della separazioni e sulle ricomposizioni familiari;
- nozioni giuridiche sul divorzio, la separazione e sull’insieme dei dispositivi legali che regolano i rapporti familiari; nozioni sulle procedure ed il funzionamento delle istituzioni giudiziarie; conoscenze sul contesto sociale ed i servizi amministrativi che possono intervenire in situazioni di rottura e conflitto coniugale;
- nozioni sulla gestione del budget familiare e sul fisco, necessarie per affrontare il problema della ripartizione della risorse all’interno della famiglia separata o divorziata ed in particolare le questioni relative alla presa in carico dei figli per gli aspetti economici;
- nozioni di psicologia, pedagogia e psicoterapia relative alla mediazione familiare, come metodologia di intervento e nuovo strumento per promuovere l’empowerment dei genitori nella fase del conflitto.
Il mediatore, attraverso la tecnica del Genogramma guidato da esperti, deve acquisire la capacità di riflettere sui propri vissuti familiari e di coppia, per poter affrontare il problema del conflitto coniugale evitando proiezioni individuali.
Il
Master di primo livello rilascia il titolo di “Mediatore familiare”.
Il
Master si rivolge a giovani laureati e ad operatori sociali, liberi
professionisti, consulenti e terapeuti che operano o hanno intenzione di operare nell’ambito delle relazioni familiari e di coppia, che intendono approfondire le dinamiche e le tecniche della mediazione.
Il
Master che offre competenze e conoscenze finalizzate all’utilizzo delle tecniche di mediazione, applicabili in diversi contesti conflittuali (non solo famiglia, m anche scuola e comunità) consentirà a chi già opera nel settore di:
- aggiornare le proprie competenze;
- acquisire nuove competenze;
- sperimentare le competenze acquisite in setting “monitorati” (didattica di laboratorio);
- affinare le proprie capacità di relazionarsi con gli utenti/clienti.